Moschea a Varese, via alla tolleranza zero: “Controlli dell’Asl e videosorveglianza”. GUARDA IL VIDEO

Sopralluogo dell'assessore Riccardo Santinon e del consigliere comunale Giacomo Cosentino in via Giusti e via Pisacane. ''Degrado visibile e paura di abitanti ed esercenti''

17 luglio 2015
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La situazione è critica da oltre dieci anni. Ma finora le diverse amministrazioni non hanno fatto nulla. Qualcosa forse, però, sta cambiando. 

Dal Comune annunciano infatti misure per garantire maggiore sicurezza ad abitanti ed esercenti che convivono da 15 anni con la moschea di Varese, in via Giusti. Prime tra tutte i controlli da parte dell’Asl e la riattivazione della videosorveglianza.

Nel pomeriggio di venerdì l’assessore ai Lavori pubblici Riccardo Santinon e il consigliere comunale di Forza Italia Giacomo Cosentino, esponenti dell’associazione culturale di destra Orizzonte Ideale, hanno effettuato un doppio sopralluogo nei luoghi di frequentazione da parte degli islamici a Varese. Con loro l’esponente sempre di Orizzonte Ideale Leslie Mulas.

La prima tappa del giro di controllo è stata in via Giusti, dove da circa quindici anni si trova il principale centro culturale islamico di Varese, dove di fatto si svolgono anche attività di preghiera e culto. Successivamente sono andati anche in via Pisacane, dove la comunità musulmana avrebbe di recente acquistato un capannone. Nel quale non dovrebbe svolgersi attività di culto, ma “non ne abbiamo la certezza, e quindi è una situazione da tenere sotto controllo” sentenzia Cosentino.

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La situazione più “drammatica”, tuttavia, si è registrata in via Giusti. “Drammatica” perché i cittadini, negozianti e residenti della via, che gli esponenti politici hanno incontrato hanno dipinto un quadro tutt’altro che sereno della loro vita quotidiana.

“Innanzitutto – spiegano Santinon e Cosentino – i residenti hanno evidenziato i problemi legati all’ordine pubblico, con un numero troppo elevato che usufruisce della moschea. E come prima conseguenza c’è quella della sosta selvaggia di auto”.

Ma non solo. <Spesso i musulmani si mettono con i tappeti a pregare addirittura fuori dalla struttura, occupando parte del porticato d’accesso alla moschea e dello scivolo che porta all’ingresso da via Giusti>. Nel sopralluogo è stato possibile vedere, ammassati fuori dalla porta di ingresso, coperte e altri oggetti, compresi sacchi della spazzatura. <Una situazione di evidente degrado che va cambiata> dice Cosentino.

Santinon e Cosentino annunciano quindi i primi provvedimenti che l’assessore porterà come richiesta in giunta: <L’attivazione di controlli da parte dell’Asl, sia per via Giusti che per via Pisacane. E la riattivazione della videocamera di sorveglianza in via Giusti>.

Ci sono poi altri fatti che scuotono la tranquillità degli abitanti e degli esercenti. Alcuni commercianti, “colpevoli” di aver protestato per i prolemi di ordine della via, sarebbero stati minacciati da alcuni esponenti della comunità islamica. Per ovvie ragioni chi ha fatto la segnalazione chiede l’anonimato. Ma la “denuncia” viene confermata dai due esponenti di Palazzo Estense. “Addirittura – continua Cosentino – alcuni frequentatori della moschea sono stati visti dormire fuori dall’ingresso, per terra. E addirittura qualcuno avrebbe espletato i propri bisogni corporali per strada”.

E in tutti questi anni, fino ad oggi, nessuno ha mosso un dito.

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