Metalmeccanici: “Federmeccanica deve cambiare posizione”

I sindacati del comparto si sono riuniti al De Filippi in vista dello sciopero di giovedì

05 luglio 2016
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Si è svolto nella mattinata di martedì 5 luglio al De Filippi di Varese l’attivo unitario delle delegate e dei delegati di FIM, FIOM e UILM, impegnati nel rinnovo del contratto nazionale dei metalmeccanici.

Un attivo unitario che, spiega Stefania Filetti segretario generale di FIOM Varese “non si riuniva su questo territorio dal 17 ottobre 2007, per l’allora firma di un contratto nazionale di grande importanza. A quasi nove anni di distanza ci ritroviamo quindi ancora qui, nella stessa sala e con uno stesso obiettivo: arrivare unitariamente al rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale di categoria. Cerchiamo una sintesi unitaria per il raggiungimento di un obiettivo comune, per riuscire a cambiare la posizione di Federmeccanica, che non cambia fin dall’inizio delle trattative, a dicembre 2015. Per questo motivo giovedì 7 torneremo in piazza per far sentire la nostra voce”.

Uno sciopero, quello previsto per giovedì, che “vedrà dei presidi nelle aziende più grandi – spiega Francesco Nicolia, segretario generale di UILM Varese – e prevediamo altresì delle manifestazioni spontanee quantomeno nelle aziende principali. Sarà ancora una volta l’occasione per dimostrare a Federmeccanica che i sondaggi secondo cui i lavoratori sarebbero stati d’accordo con la loro proposta di rinnovamento sono fallaci, e che la nostra lotta sindacale prosegue unitariamente. Sciopereremo perché a nostro avviso un contratto che non dà salario se non al 5% dei lavoratori ed aumenta le ore di lavoro è un contratto che torna indietro di cinquant’anni: è impensabile per noi firmare un contratto del genere”.

A fare eco ai colleghi di FIOM e UILM anche Mario Ballante, segretario generale della FIM Cisl dei Laghi: “L’atteggiamento di Confindustria e soprattutto Federmeccanica è davvero preoccupante. C’è un tentativo unitario da parte dei sindacati di rilanciare le regole contrattazione, che viene osteggiato però da Confindustria in primis, oltre che dal Governo. Federmeccanica si è piantata su questo tipo di atteggiamento. Pensavano di fare proposte che andassero bene anche a noi. Certo, alcune di queste sono anche interessanti, ma Federmeccanica deve iniziare a ragionare capendo che non sono una multinazionale che decide le linee e tutta la struttura deve seguirle.

La contrattazione è un’altra cosa: fare proposte, ascoltare le controproposte e trovare un accordo. L’Italia oggi – continua Ballante – è la seconda potenza industriale in Europa, grazie ai grandi gruppi, alle PMI ed agli artigiani. In tutto questo il contributo dei lavoratori è fondamentale per mantenere questo sistema industriale. In queste giorni in azienda il clima diverso: abbiamo cominciato a fare passi unitari ed i lavoratori lo hanno percepito in maniera forte e chiara. Hanno capito che per opporci alla controparte dobbiamo lavorare assieme. Oggi non abbiamo il fiato corto. Abbiamo dietro i lavoratori. Il messaggio come Fim, Fiom e Uilm di Varese – la chiosa del segretario generale della FIM Cisl dei Laghi – è che siamo in piedi, vogliamo raggiungere i nostri obiettivi e siamo disponibili ad andare avanti finché la posizione delle aziende non cambierà”

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