Malpensa, l’Univa: “Non depotenziarla in favore di Linate”

Secondo l'associazione presieduta da Riccardo Comerio la bocciatura del decreto Lupi è una buona notizia

13 gennaio 2016
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Malpensa

La bocciatura da parte dell’Unione Europea del Decreto Lupi che regola i voli su Linate dovrebbe essere una buona notizia per chi, come l’Unione degli Industriali della Provincia di Varese, sostiene da sempre l’idea che la priorità del traffico aereo del Nord Italia dovrebbe essere quello di ridare a Malpensa il ruolo di hub. Eppure i dubbi che le sorprese negative non siano ancora finite permangono. Il timore è che il testo a cui il Governo sta ora lavorando possa essere peggiore del precedente. In teoria l’occasione sarebbe ghiotta per un gesto di coerenza politica. Mi riferisco alla coerenza tra i numerosi, anche recenti, investimenti pubblici messi in campo per Malpensa e per i suoi collegamenti, e una reale politica di trasporto aereo che ponga al centro dei collegamenti intercontinentali da e per il Paese lo stesso aeroporto. Perché una delle più grandi assurdità di questa vicenda è che da una parte si continua, giustamente, a stanziare risorse per collegare sempre meglio Malpensa con i territori circostanti, ma dall’altra, con scelte incomprensibili dal punto di vista della coerenza, appunto, si drena traffico aereo allo stesso scalo.
La logica dunque vorrebbe che di fronte ad un Decreto Lupi bocciato, le istituzioni ad ogni livello si mettessero all’opera per cogliere questa opportunità e dare finalmente, e una volta per tutte, una risposta alle vere domande che tutti ci poniamo: quando Malpensa tornerà ad essere quella per cui è nata, un hub? Quando gli interessi delle imprese e del tessuto sociale di uno dei sistemi produttivi più importanti d’Europa, e dunque del Paese, prevarranno su quelli di una singola società di trasporto aereo?
I rumors non sono dei migliori. Ancora una volta si parla di un tentativo di rimettersi all’opera su un nuovo testo che rimedi ai vizi formali della versione pre-Expo, ma che punti sempre e comunque allo stesso obiettivo: liberalizzare i voli su Linate, da cui le compagnie, come Alitalia, (citiamo un esempio non a caso) possa effettuare rotte non solo verso qualsiasi scalo europeo (che sarebbe già un via libera scellerato), ma anche addirittura verso destinazioni in altri continenti, come ad esempio Abu Dhabi (per questa ulteriore ipotesi non ci sono definizioni).
Ancora una volta l’Unione Industriali si oppone ad una tale logica di depotenziamento del ruolo di Malpensa a favore di Linate. Lo diciamo con forza, con l’indignazione di chi non ne può più di decisioni politiche di corto respiro, che non hanno la capacità di programmare il futuro del Paese. Neanche di fronte alle evidenti necessità di un sistema economico, come quello industriale del Nord Italia, di avere una porta d’ingresso sul mondo degli affari. Una porta, un ponte. Non una porticina di servizio, come quella di Linate, dal cui allargamento trarrebbero vantaggio solo interessi particolari.
Tutto questo lo abbiamo sempre detto. In questi anni abbiamo inondato le redazione dei giornali locali e nazionali con dichiarazioni di totale sostegno a Malpensa. In ogni tavolo abbiamo, per quanto ci era consentito, battuto i pugni a vantaggio del nostro vero hub. Un’attività svolta anche lontano da riflettori. Ad ogni contatto. Ad ogni livello. E lo abbiamo fatto nei confronti di qualsiasi esecutivo, qualsiasi fosse il suo colore politico o la sua composizione tecnica. Sia prima, sia dopo il dehubbing che venne deciso nel 2008 a vantaggio dell’allora nuova Alitalia. Ora più che mai è il tempo di scelte precise, coraggiose e lungimiranti. Se fosse per noi Malpensa sarebbe qualcosa di diverso: uno scalo intercontinentale. Su questo non ci sono dubbi.

La bocciatura da parte dell’Unione Europea del Decreto Lupi che regola i voli su Linate dovrebbe essere una buona notizia per chi, come l’Unione degli Industriali della Provincia di Varese, sostiene da sempre l’idea che la priorità del traffico aereo del Nord Italia dovrebbe essere quello di ridare a Malpensa il ruolo di hub. Eppure i dubbi che le sorprese negative non siano ancora finite permangono. Il timore è che il testo a cui il Governo sta ora lavorando possa essere peggiore del precedente. In teoria l’occasione sarebbe ghiotta per un gesto di coerenza politica. Mi riferisco alla coerenza tra i numerosi, anche recenti, investimenti pubblici messi in campo per Malpensa e per i suoi collegamenti, e una reale politica di trasporto aereo che ponga al centro dei collegamenti intercontinentali da e per il Paese lo stesso aeroporto. Perché una delle più grandi assurdità di questa vicenda è che da una parte si continua, giustamente, a stanziare risorse per collegare sempre meglio Malpensa con i territori circostanti, ma dall’altra, con scelte incomprensibili dal punto di vista della coerenza, appunto, si drena traffico aereo allo stesso scalo.
La logica dunque vorrebbe che di fronte ad un Decreto Lupi bocciato, le istituzioni ad ogni livello si mettessero all’opera per cogliere questa opportunità e dare finalmente, e una volta per tutte, una risposta alle vere domande che tutti ci poniamo: quando Malpensa tornerà ad essere quella per cui è nata, un hub? Quando gli interessi delle imprese e del tessuto sociale di uno dei sistemi produttivi più importanti d’Europa, e dunque del Paese, prevarranno su quelli di una singola società di trasporto aereo?
I rumors non sono dei migliori. Ancora una volta si parla di un tentativo di rimettersi all’opera su un nuovo testo che rimedi ai vizi formali della versione pre-Expo, ma che punti sempre e comunque allo stesso obiettivo: liberalizzare i voli su Linate, da cui le compagnie, come Alitalia, (citiamo un esempio non a caso) possa effettuare rotte non solo verso qualsiasi scalo europeo (che sarebbe già un via libera scellerato), ma anche addirittura verso destinazioni in altri continenti, come ad esempio Abu Dhabi (per questa ulteriore ipotesi non ci sono definizioni).
Ancora una volta l’Unione Industriali si oppone ad una tale logica di depotenziamento del ruolo di Malpensa a favore di Linate. Lo diciamo con forza, con l’indignazione di chi non ne può più di decisioni politiche di corto respiro, che non hanno la capacità di programmare il futuro del Paese. Neanche di fronte alle evidenti necessità di un sistema economico, come quello industriale del Nord Italia, di avere una porta d’ingresso sul mondo degli affari. Una porta, un ponte. Non una porticina di servizio, come quella di Linate, dal cui allargamento trarrebbero vantaggio solo interessi particolari.
Tutto questo lo abbiamo sempre detto. In questi anni abbiamo inondato le redazione dei giornali locali e nazionali con dichiarazioni di totale sostegno a Malpensa. In ogni tavolo abbiamo, per quanto ci era consentito, battuto i pugni a vantaggio del nostro vero hub. Un’attività svolta anche lontano da riflettori. Ad ogni contatto. Ad ogni livello. E lo abbiamo fatto nei confronti di qualsiasi esecutivo, qualsiasi fosse il suo colore politico o la sua composizione tecnica. Sia prima, sia dopo il dehubbing che venne deciso nel 2008 a vantaggio dell’allora nuova Alitalia. Ora più che mai è il tempo di scelte precise, coraggiose e lungimiranti. Se fosse per noi Malpensa sarebbe qualcosa di diverso: uno scalo intercontinentale. Su questo non ci sono dubbi.

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