Malpensa, Anpac: “Potenzialità non solo low cost”

L'associazione nazionale professionale aviazione civile commenta l'arrivo di Ryanair alla Brughiera

17 settembre 2015
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Malpensa

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Di seguito il comunicato stampa con cui l’Associazione nazionale professionale aviazione civile esprime il proprio apprezzamento per l’arrivo di Ryanair allo scalo di Malpensa, pur rimarcando la necessità di altri interventi per un pieno rilancio dell’aeroporto.

A nome di ANPAC mi sono espresso più volte a favore dello sviluppo di Malpensa, del fatto che sia un aeroporto strategico per l’Italia e soprattutto per il territorio lombardo, che possa essere un ottimo volano per l’economia del nord, per i territori circostanti, per lo sviluppo del business delle compagnie aeree.

L’attenzione su Malpensa è in questi giorni massima, a seguito della conferma dell’arrivo di Ryanair che con 4 nuove rotte e 28 frequenze settimanali complessive, destinate sicuramente ad aumentare nel breve periodo, segna un nuovo successo commerciale per Malpensa ed apre nuove scenari per il futuro.

L’arrivo di Ryanair, seppur nelle intenzioni del management avviene in concorrenza momentaneamente non diretta ad Easyjet, segna comunque un passo positivo per aumentare la competitività anche nel settore low cost su Malpensa.

Il settore low cost è in grande espansione. Wizzair è in crescita passeggeri su Malpensa, Vueling ha appena annunciato l’aumento dei propri voli sullo scalo (+57% su inverno 2014, con le novità dei voli su Bilbao e Valencia); la stessa Easyjet è reduce dal record del 4 settembre di passeggeri trasportati nel proprio network, e a breve consoliderà e potenzierà ulteriormente le tratte su Malpensa (Glascow, Tallin).

Il network offerto dalle compagnie low cost è completo e in forte espansione, registrando sempre più attrattività nei confronti dei passeggeri che si muovono per ragioni di lavoro: il traffico business appannaggio storico delle compagnie tradizionali e a queste sinora più legato.

Ritengo che tutti questi fatti siano giudicabili in modo molto positivo e le buone notizie che si stanno susseguendo su Malpensa in riferimento a nuove rotte, potenziamento di rotte esistenti, possibili arrivi di nuovi vettori siano buoni auspici per le potenziali ripercussioni in termini di nuovi posti di lavoro, indotto, nuovi servizi.

Vorrei però riflettere sul fatto che, ad oggi, tutto quello che è stato fatto non è nemmeno sufficiente a colmare gli effetti della crisi che si è abbattuta su Malpensa negli ultimi anni.

Basti pensare che l’aumento dei passeggeri previsto con l’arrivo di Ryanair (circa 500.000) pareggia solo quanto recentemente perso con il trasferimento di Air Berlin e Niki su Linate a causa degli effetti del decreto Lupi.

Dobbiamo chiederci se siamo soddisfatti di avere un aeroporto con una vocazione prevalentemente low cost oppure la strategia complessiva debba essere più complessa.

Ribadisco quindi la necessità assoluta, al di la dei giusti entusiasmi momentanei, di continuare nel perseguire la ricerca di un bacino di traffico ulteriore potenzialmente presente: questo è il vero obiettivo da perseguire e da questo non bisogna distogliere l’attenzione.

Malpensa non deve dividersi il traffico con Linate deve specializzarsi in un traffico di tipologia differente.
Malpensa può accogliere aeromobili che Linate non è in grado di ricevere ma soprattutto deve crescere nel settore charter e nel suo ruolo di hub di connessione internazionale ed intercontinentale.

L’aeroporto è favorito dalla comoda posizione geografica per cambio e transito, nonché dai numerosi e sostanziali miglioramenti nelle infrastrutture di collegamento allo scalo frutto degli investimenti di Regione Lombardia.

Finora Malpensa ha dimostrato di saper risolvere anche da sola le proprie difficoltà. In meno di un anno ha colmato delle perdite che le sono state causate non da inefficienza, mancanza di attrattiva, mancanza di business, ma solo da interventi legislativi errati. Il trend di crescita dell’aeroporto è positivo in modo indipendente anche sul traffico intercontinentale, ma attendiamo scelte politiche che diano sostegno al rilancio del grande aeroporto.
È perciò sempre più evidente la necessità di un deciso intervento pubblico a favore di Malpensa.

Il recente Piano Aeroporti ha definito lo scalo “strategico”. La definizione è soddisfacente, nel senso che dimostra una volontà.

Di pari passo sarebbe anche auspicabile una razionalizzazione degli aeroporti dove spesso si fanno concorrenza malsana tra di loro, finendo per disincentivare gli investimenti anziché stimolarli, danneggiando anche le stesse compagnie aeree.

È comunque necessario che la definizione di ‘strategico’ si traduca al più presto possibile in fatti concreti: investimenti, ulteriore potenziamento dei collegamenti, alta velocità e soprattutto liberalizzazione delle rotte.

La liberalizzazione delle rotte consentirebbe di riportare Malpensa alla sua vera vocazione di aeroporto intercontinentale, attirando oltretutto il traffico più ricco e redditizio per tutti gli attori del trasporto aereo, con le migliori ricadute anche in numero e qualità dell’indotto e posti di lavoro.

Questo consentirebbe un rafforzamento anche delle compagnie aeree tradizionali che da anni operano a Malpensa. Aziende come Meridiana (che ha appena annunciato il ritorno della rotta diretta su Natal da Malpensa), Blue Panorama, Air Dolomiti, hanno sempre creduto su Malpensa e sulle potenzialità sue e del territorio, investendo proprie risorse e attraversando anche periodi di difficoltà che hanno cercato di superare.

Queste aziende possono essere e saranno dei validi partner nel proseguimento della strategia complessiva che sopra ho messo in evidenza, soprattutto in presenza dell’auspicato intervento regolatorio da parte del Governo.

La possibilità di tornare alla peculiare vocazione internazionale di Malpensa e al beneficio che deriverebbe anche alle aziende di trasporto non low cost mi permette di porre l’attenzione sulle numerose aziende italiane di trasporto aereo che impiegano molto personale sia a terra che in volo residente nella zona. Posti di lavoro importanti sia in numero che in qualità che hanno subito una pesante contrazione (esuberi, licenziamenti, cassa integrazione) negli ultimi anni e, anche dove non sono diminuiti, sono stati ridimensionati come stipendio, aumento del numero di ore impiegate, contrazione dei diritti acquisiti nel tempo.

Ricordo che si stima, dal 2007 ad oggi, la perdita di circa 6.000 posti tra addetti aeroportuali, compagnie aeree, indotto.

Può sembrare ingeneroso, in un periodo dove i posti di lavoro si perdono in continuazione ed è perdurante una crisi economica generale, non applaudire sic et simpliciter ad esempio all’annunciata creazione di 450 posti di lavoro tra dipendenti e indotto che deriverebbero dallo sbarco di Ryanair a Malpensa, ma è doveroso porre anche l’attenzione sulla qualità del lavoro, sull’adeguatezza delle retribuzioni e, in modo particolare per il personale navigante, sul sovraccarico di ore che porta inevitabilmente a conseguenze negative sui passeggeri in termini di servizio, attenzione, sicurezza. Pur esprimendoci con grande soddisfazione per la potenziale creazione di posti di lavoro, è doveroso soffermarci sui diritti dei lavoratori.

ANPAC, in relazione al personale navigante, è attivamente impegnata a livello europeo tramite EurECCA, (european cabin crew association), associazione con oltre 35.000 aderenti del settore, per mettere a confronto le esperienze dei vari paesi europei con l’obiettivo di snellire ed uniformare le normative che regolamentano la professione dell’assistente di volo. Lo scopo è quello di assicurare le migliori condizioni di lavoro agli assistenti di volo e assicurare la massima sicurezza per equipaggio e passeggeri durante il volo.

Altro importante obiettivo che tramite EurECCA vogliamo perseguire è quello di contribuire a regolare la concorrenza mettendo tutti gli attori sullo stesso piano. Saranno poi le reali capacità commerciali, di prodotto, di qualità a determinare il successo o meno di una compagnia aerea, non lo sfruttamento di carenze o differenze normative in materia contrattuale, fiscale e di lavoro.
Federico de Andreis
Vice Coordinatore Nazionale AA VV

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