Malnate, la Lega Nord punta su Galli contro il “renziano di ferro” Astuti

L'ex presidente della Provincia di Varese, già sindaco di Tradate, potrebbe essere il prossimo candidato non solo del Carroccio, ma del centrodestra unito, contro il sindaco democratico Samuele Astuti

07 marzo 2015
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Galli

La Lega si prepara già all’appuntamento elettorale del 2016. Nonostante ci siano prima le elezioni di questa primavera, l’anno prossimo la partita sarà fondamentale per il controllo del territorio. Al voto andranno le tre città più grandi della provincia, Varese, Gallarate e Busto Arsizio. Ma anche comuni strategicamente importanti, seppure più piccoli, come Malnate. Roccaforte del segretario provinciale del Pd Samuele Astuti, eletto sindaco nel 2011.

E proprio a Malnate la Lega Nord, che alle ultime elezioni aveva corso separata dal centrodestra, intende giocare una delle partite fondamentali, presentando una candidatura forte: quella dell’ex presidente della Provincia Dario Galli.

Nessuna conferma ufficiale, ma neanche smentite. E la voce sta girando da qualche giorno nel Carroccio, ottenendo tra i militanti riscontri positivi.

Di fatto, Galli, che ha terminato il proprio mandato come presidente di Villa Recalcati nel 2013, non sarebbe nuovo all’impegno di primo cittadino, avendo iniziato la sua carriera politica proprio come sindaco di Tradate. Quindi, l’ingresso in Parlamento, prima come deputato, poi come senatore. Nel 2008 il ritorno sul territorio, per candidarsi alle provinciali, dopo le dimissioni anticipate di Marco Reguzzoni.

La scelta di Galli da parte dei vertici leghisti potrebbe inoltre rientrare in una strategia di unità del centrodestra. L’ex presidente della Provincia, infatti, è riuscito a tenere unita la coalizione a Villa Recalcati, mentre non solo a livello nazionale, ma anche nel capoluogo, andava sfasciandosi.

L’esempio più lampante è il fatto che fino a fine mandato, il 2013, il segretario regionale dell’Udc Christian Campiotti (di recente diventato presidente della Fondazione Molina) abbia mantenuto il ruolo di assessore alle Politiche sociali, quando a partire dalle comunali del 2011 a Varese e nelle altre città il partito di Casini era stato buttato fuori dall’alleanza. Insomma, una figura per proporre una coalizione forte contro il centrosinistra.

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