La Coopuf di Biumo Inferiore compie 95 anni. E festeggia in grande stile

Nata nel 1920 come Cooperativa di consumo, negli ultimi anni si è sempre di più contraddistinta per la capacità di promuovere cultura e iniziative sociali per tutta la città. A maggio una tre giorni per celebrare l'anniversario

29 aprile 2015
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Coopuf 1

Novantacinque anni di presenza sul territorio. E non semplice testimonianza di una Varese del passato, ma parte attiva della crescita sociale e culturale sia del rione di Biumo Inferiore che di tutta la città. Questa è la Coopuf, la Cooperativa Unione Famigliare, da sempre realtà importante che accompagna la vita dei varesini. E che a maggio si renderà protagonista di una serie di eventi.

In occasione del 95esimo anniversario dalla sua fondazione, il gruppo di consiglieri della cooperativa, che conta circa duecento soci, Marco Odorico, Giulio Rossini, Michele Todisco, Andrea Minidio e Marco Brolpito, ha dato il via a una serie di iniziative per festeggiare il traguardo.
La struttura che dal 1920 ospita la cooperativa è stata ristrutturata e migliorata proprio di recente. E a breve verrà modificata la ragione sociale, che vedrà il passaggio da cooperativa di consumo a cooperativa sociale.
Per essere sempre attiva e promotrice di eventi sul territorio. Un esempio di questo attivismo nel quartiere sarà la ripulitura della targa di via Garibaldi, che riporta i nomi dei caduti della Grande Guerra.

Non solo. La sede stessa della Coopuf vedrà un progetto di contest grafico e “restyling artistico” dei muri del perimetro del cortile in collaborazione con le associazioni Street Arts Academy e Wg-Art. E con il liceo artistico Frattini.
I festeggiamenti avranno poi un momento clou, che si snoderà in una tre giorni da venerdì 22 a domenica 24 maggio. Il programma, che prevede numerose sorprese, non è stato ancora reso pubblico. Solo qualche indiscrezione, come il concerto dei Peter Kernel di venerdì sera e un’immancabile grigliata a pranzo prevista domenica.
L’evento rientra nel circuito Convergenze, la rete di associazioni culturali lanciata a livello varesino e premiata dalla Fondazione Cariplo.

La storia

L’azione cooperativa nella città di Varese ha svolto e tuttora svolge una preziosa attività sociale. Il 4 maggio 1920 viene costituita la Società Anonima Cooperativa di Consumo con la denominazione “Unione Famigliare Cooperativa di Biumo Inferiore”. Scopi della Società: “Procurare il miglioramento morale e materiale degli associati per mezzo della cooperazione per diminuire le spese della vita quotidiana. A tale scopo verranno acquistati direttamente all’ingrosso i generi alimentari e di consumo o provvederne per proprio conto alla fabbricazione”. L’attività della cooperativa si realizza nello Spaccio alimentare, vino e altri generi. Nel 1937 viene acquistato l’immobile di Via De Cristoforis, (ex Villa Palma), ancora attuale sede della Cooperativa Unione Famigliare (CoopUF). Si sistemano i campi per il gioco delle bocce e incrementata la produzione di vino con la realizzazione di nuove botti. Un nuovo ampliamento viene realizzato negli anni Cinquanta, nella parte verso la strada. Viene risistemata la cantina con la realizzazione delle grandi botti in cemento per il vino, ancora prodotto in proprio.

Si riordina il sistema di vendita del vino e delle acque minerali e viene completamente ristrutturata la cucina. Negli anni Settanta-Ottanta la Società incontra, come tante altre cooperative, grosse difficoltà di ordine economico e necessariamente è costretta a ridimensionare la propria attività. Nel 1987 sono ceduti in affitto anche i locali del circolo e della ristorazione.

Negli anni novanta, nei locali del vecchio circolo, posti al piano terra, s’insedia la “Cooperativa 900”, cooperativa di lavoro, promotrice di incontri culturali, sociali e ricreativi. Alla “Cooperativa 900” segue la brevissima gestione della “Cooperativa L’Undicesimo”, dopodiché la tradizione di solidarietà e di aggregazione sociale di quello spazio sembrerebbe estinguersi definitivamente. La Cooperativa Sancho Panza nasce e si inserisce per non lasciare che questo luogo si riempia di silenzio. E’ scopo della cooperativa aprire questo spazio come una piazza, per connettere, aggregare, accogliere, ricreando tessuto.

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