La Buona Scuola, Angei: “È la pietra tombale sull’istruzione pubblica”

Il Movimento Studentesco Padano si scaglia contro la Riforma: ''Aumenterà nepotismo e clientelismo''

09 luglio 2015
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“Oggi è deceduta la scuola pubblica italiana”. Commenta così la notizia dell’approvazione alla Camera del ddl Buona Scuola Stefano Angei, coordinatore nazionale della Lombardia del Movimento Studentesco Padano. 

“La maggior parte degli insegnanti si è schierata e manifesta contro questo scempio ed ormai non si riconosce più nel Pd – continua Angei – questa riforma centralizzerà tutto a Roma nelle mani di Renzi, il quale ha definito i professori manifestanti solo dei pagliacci che vogliono andare in televisione”.

Angei ripercorre la storia dell’iter di questa riforma. “Prima è passata al Senato chiedendo la fiducia. Dove senatori del Pd chiedevano ai colleghi dell’opposizione di votare contro dato che loro non potevano votare liberamente. E purtroppo oggi è passata anche alla Camera diventando così legge. Questa riforma andrà ad eliminare l’identità dei singoli istituti e la propria autonomia, istituirà la figura dei Presidi-Prefetti che saranno degli intoccabili i quali decideranno tutto loro con il rischio così di aumentare fenomeni di nepotismo e clientelismo. In questa riforma non si parla ancora di graduatorie regionali le quali servirebbero per evitare scandali come quello avvenuto ad inizio anno scolastico 2014-15, ma anzi sarà presente sin dai primi anni di scuola, l’insegnamento della teoria Gender, una cosa inaccettabile e soprattutto non una priorità per la scuola pubblica italiana. Vediamo se questa volta Renzi manterrà le sue promesse per quanto riguarda la digitalizzazione e l’assegnazione dei fondi alle scuole, chissà con quali coperture economiche potrà farlo. Intanto il referendum lombardo lascerà in dotazione alle scuole i P.C. che verranno utilizzati per la votazione, e pensiamo agli interventi strutturali e di investimento che si potrebbero fare se la Lombardia trattenesse il suo residuo fiscale che ammonta a circa 54 miliardi all’anno (CGIA Mestre).

Comunque noi Studenti Padani continueremo a lottare con ogni mezzo, contro questa riforma per salvare ad ogni costo la nostra scuola”.

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