Hotel Campo dei Fiori: riportarlo agli antichi splendori

Il progetto dei Cinquestelle per valorizzare le risorse culturali di Varese

19 febbraio 2016
Guarda anche: Varese Città
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“Mettere in primo piano, ossia attenzionare strutture e siti ubicati a Varese lasciati colpevolmente cadere in disgrazia, deve diventare uno degli obiettivi di ogni varesino che vuole recuperare le proprie radici culturali”.

Questo il progetto del candidato sindaco del Movimento 5 Stelle Alberto Steidl. Che lancia la proposta di riqualificare l’Hotel del Campo dei Fiori.

“In questo modo potremo riscoprire e valorizzare anche attraverso l’introduzione del “crowdfunding” un bene pubblico (o privato mediante convenzioni) con la finalità di renderlo utile per l’intera comunità, ridando altresì sostegno e slancio all’attività turistica ed occupazionale del territorio varesino.
Ad oggi purtroppo il Governo non ha ancora attuato a livello nazionale quanto previsto dalla legge introdotta su proposta dei deputati 5 stelle (primo firmatario Luigi Gallo). Sulla scorta del progetto RestArt Campania, i 5 stelle di Varese hanno intenzione di attivare un percorso che – attraverso il ripensamento delle sue funzioni tipologiche in vista dell’affidamento alle future generazioni – ridia speranza al patrimonio storico artistico e culturale varesino, dimenticato e soggetto da decenni ad un preoccupante e in incurante degrado, finanche attraverso la sua progressiva acquisizione da parte degli enti locali e territoriali”.

Ecco i punti del progetto di Steidl:

1) Varese è disseminata di architetture di notevole qualità risalenti ai primi del ‘900 che per l’incuria o l’incapacità di gestione della classe politica locale di avanzare proposte di buon senso e di buona gestione del territorio utili alla collettività, rischiano un inesorabile decadimento funzionale ed architettonico.

2) Una di queste perle – passata alla storia dell’architettura come il gioiello varesino del Liberty italiano ed europeo – è l’ex Hotel Campo dei Fiori collocato a 1200 m sulla cima dell’omonimo monte che sovrasta la Città. Fu progettato dall’architetto Giuseppe Sommaruga e realizzato i due soli anni (1910/1912), mentre il ristorante insieme alla funicolare (che fu data in gestione alla Società Varesina per Imprese Elettriche) entrarono in funzione qualche tempo prima.

3) Riteniamo utile operare una variante al PGT che mediante una pianificazione condivisa e sostenibile, dia speranza allo spostamento delle attuali antenne radio-televisive collocate sul tetto della struttura storica, in siti alternativi. Ciò consentirà di liberare la struttura da un pesante giogo che diversamente la porterà tra qualche decennio al totale e irrecuperabile decadimento funzionale e architettonico.

4) Agevolare e immaginare, attraverso un’appropriata pianificazione urbanistica del sito, un ripensamento funzionale dell’ex hotel ammettendo destinazioni d’uso confacenti alla bellezza del luogo, alla sua panoramicità sulla città e verso la volta celeste, all’importanza, alla solennità e alla memoria dell’architettura dell’edificio. Riteniamo che una previsione d’uso tra quelle sotto proposte consentirebbe all’edificio – con la complicità di Regione e Ministeri – di scongiurare il nefasto destino:
• Alta scuola internazionale di specializzazione e tirocinio per la formazione di chef stellati italiani ed esteri, sinergicamente legata al polo dell’università dell’Insubria;
• Centro benessere di levatura internazionale;
• Cittadella della scienza composta da alta scuola di specializzazione astrofisica di levatura internazionale legata al polo universitario dell’Insubria, ampliamento dell’osservatorio astronomico Schiapparelli e sede del centro Geofisico Prealpino per le loro attività di ricerca.
• Altre proposte alternative inoltrate dai varesini mediante referendum consultivo senza quorum.

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