Filosofarti: la 13° edizione del festival che unisce filosofia e arti incontra il mito di Pandora

Dal 18 febbraio al 5 marzo a Gallarate, Busto Arsizio, Varese, Castellanza, Cardano al Campo e Besnate l’iniziativa promossa dal Centro Culturale del Teatro delle Arti porta ospiti illustri, tra cui Massimo Cacciari, Luca Mercalli, Gad Lerner, Carlo Sini, Vito Mancuso, Marta Morazzoni

01 febbraio 2017
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“Pandora, nuovi vizi, nuove virtù”: la tredicesima edizione del festival di filosofia Filosofarti, promosso e ideato dal Centro Culturale del Teatro delle Arti di Gallarate, ha scelto per il tema annuale di partire proprio dal mito, quello di Pandora, appunto, alla quale si deve l’invasione del tempo dell’uomo da parte del male, per arrivare a riflettere sul “lessico della speranza”, sulle parole che rappresentano i valori e le virtù dell’oggi.
Onestà, trasparenza, rispetto, condivisione, solidarietà, accoglienza, fede, amore, inserite in una lettura critica della società nella quale abitiamo, diventano i motivi attorno ai quali ruotano le settimane del festival che, dopo una prima introduzione in programma domenica 12 febbraio a Villa Pomini di Castellanza attraverso la scoperta di quattro mostre fotografiche e installazioni artistiche, si svilupperà dal 18 febbraio al 5 marzo intersecando, come sempre, le diverse arti.
Tra gli ospiti, con lezioni magistrali, convegni e confronti, Luca Mercalli, Massimo Cacciari, Umberto Galimberti, Carlo Sini, Roberto Escobar, Giuseppe Girgenti, Vito Mancuso, Marta Morazzoni, Florinda Cambria, Franco Trabattoni, Mario Vegetti, Michele Corradino, Paolo Cattorini, Andrea Grillo, Rita Giaretta, Blessing Okoedion, Eugenio Borgna, Duccio Demetrio, Nicoletta Polla Mattiot, solo per citarne alcuni.
E, eccezionale presenza che ha confermato proprio in questi ultimi giorni la sua partecipazione, Gad Lerner che sarà relatore martedì 21 febbraio alle 10 sostituendo Umberto Ambrosoli, per il quale è purtroppo intervenuto un impegno professionale.
Incontri con autori, dialoghi interreligiosi, confronti tra giornalisti, spettacoli teatrali e cinematografici, mostre d’arte, laboratori per bambini, concerti, serate gastronomiche: come ogni anno Filosofarti si snoda unendo la riflessione filosofica alle arti e portando la filosofia non solo agli “addetti ai lavori”, ma a tutti, proponendo una ricerca che invita a riprendersi il proprio tempo, quello del pensiero e della contemplazione.
Un filo conduttore che si sviluppa in coerenza con l’onoreficenza al merito ottenuta dalla Presidenza della Repubblica per l’impegno sociale e culturale che Filosofarti rappresenta nel territorio e che quest’anno, oltre che a Gallarate, vede appuntamenti a Busto Arsizio, Varese, Castellanza, Cardano al Campo e Besnate, avvalendosi come sempre di patrocini illustri, tra cui spiccano quello della Fondazione del Varesotto, del Centro di Promozione della Legalità della provincia di Varese e del Miur – Ufficio regionale Lombardia e Regione Lombardia (che è tra i partner dell’iniziativa), di enti locali, della Società Filosofica Italiana Sezione Varesina (che ha tra l’altro assunto il progetto nell’ambito delle sue manifestazioni nazionali). L’iniziativa è un importante realtà di rete culturale cittadina e sovraterritoriale.
«Il Festivalspiega Cristina Boracchi, direttore artistico di Filosofartipromuove la diffusione delle relazioni fra arte e filosofia con la presenza di testimoni illustri della contemporaneità e con esperienze significative per la provincia e la regione, generando un circuito virtuoso di area vasta che coinvolge diverse città. Le esperienze del teatro, del cinema, della musica, della danza, della scrittura, delle arti figurative sono infatti proposte come veicolo di riflessione e di pensiero, di comunicazione aperta e rispettosa delle diversità».

Tranne che per alcuni appuntamenti, gli incontri di Filosofarti sono ancora una volta offerti alla popolazione in maniera gratuita: gli organizzatori del festival hanno però lanciato in questi mesi un crowdfunding (informazioni all’indirizzo www.filosofarti.it/sostienici) proprio per riuscire a sostenere l’alta qualità, aperta a tutti, di una programmazione che è sostenuta principalmente dal volontariato culturale.

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