Export alimentare varesino: +11.1%. Effetto Expo?

L'Univa sottolinea l'importanza di un settore in espansione

07 ottobre 2015
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Birrificio Poretti 7

Effetto Expo 2015 sull’export alimentare varesino? Difficile stabilirlo, certa è, però, la crescita delle esportazioni dei prodotti alimentari e delle bevande dell’industria del Varesotto. Con un balzo in avanti consistete, a doppia cifra. Nei primi 6 mesi del 2015 le vendite all’estero sono aumentate dell’11,1% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, arrivando a toccare il valore di 190,9 milioni di euro. L’incremento riguarda sia il comparto alimenti, che con i suoi 151,4 milioni di euro ha messo a segno un +10% secco, sia quello delle bevande che con 39,4 milioni di euro ha assistito ad un incremento del 15,5%.
È con questo dato che le imprese del Gruppo merceologico “Alimentari e Bevande” dell’Unione degli Industriali della Provincia di Varese si sono presentate quest’oggi a Expo 2015. Obiettivo: fare mostra di sé durante una degustazione organizzata dall’Unione Industriali per un gruppo selezionato di operatori internazionali, tra cui due delegazione di imprese degli Emirati Arabi Uniti e dell’Australia. Titolo dell’iniziativa: “I sapori di Varese a Expo 2015”. Sottotitolo: “L’industria alimentare del Varesotto è una tradizione da gustare”.
Dal burro e dai formaggi, fino alla pasta fresca. Dalla birra, ai distillati. Passando per i prodotti di panetteria, la carne, le salse. Queste alcune delle realizzazioni che le imprese varesine hanno messo a disposizione per una degustazioni che si è tenuta nel padiglione “Cibus è Italia” di Federalimentare. Ad illustrare agli ospiti i possibili utilizzi dei prodotti, con suggerimenti su ricette originali, è stato il maestro di cucina del programma di Rai1 “La Prova del Cuoco”, Sergio Barzetti.
“L’industria del settore nel Varesotto è fatta sia da brand come quelli della birra, del cioccolato e lattiero-caseari, conosciuti in tutta Italia e nel mondo – spiega la Presidente del Gruppo merceologico ‘Alimentari e Bevande” dell’Unione Industriali Varesina, Angela Ribolzi – sia da piccole e medie imprese di qualità impegnate, da un parte, nella realizzazione di prodotti storici, e, dall’altra, nella riscoperta della tradizione culinaria del territorio, attraverso la rivitalizzazione di specialità sopite e perse nel tempo. Si va dai formaggi, agli alcolici, passando per i dolciumi, i prodotti confezionati, la pasta fresca, le carni, i salumi, le salse, i vini. Ma non solo: il settore alimentare della provincia di Varese ha trainato nel tempo tutta una filiera legata sia alla meccanica strumentale sorta al servizio proprio dell’industria della trasformazione degli alimenti, sia alla produzione di imballaggi e packaging per l’industria del cibo. Anche in questi due comparti il Varesotto può vantare grandi aziende e Pmi a cui si rivolgono tutte le più famose multinazionali del settore in Italia e all’estero. Anche al di fuori dell’Europa”.
Un settore, quello dell’industria alimentare e delle bevande, che conta sul territorio varesino 3.828 addetti. Di questi, quasi l’80% (3.050) è impiegato nelle 23 aziende che aderiscono al Gruppo merceologico “Alimentari e Bevande” dell’Unione Industriali varesina.
Tornando all’export della provincia, i partner commerciali di riferimento sono soprattutto la Francia, primo mercato di sbocco con 38,4 milioni di euro di vendite nei primi 6 mesi del 2015, il Regno Unito (33,9 milioni), la Germania (17,4 milioni), gli Stati Uniti (13,5 milioni), i Paesi Bassi (9,2 milioni). Al sesto posto, a sorpresa visto la distanza, proprio uno dei due Paesi presenti all’evento varesino ad Expo: l’Australia con 8,2 milioni di euro (+8,4%). L’altro Paese che ha partecipato con la propria delegazione alla degustazione, quello degli Emirati Arabi Uniti, invece, ha, sempre nel primo semestre 2015, comprato prodotti alimentari varesini per un valore di 837mila euro (+15,8%).
A livello di crescita percentuale, invece, tra i Paesi dove Varese esporta prodotti per almeno 1 milione di euro, spiccano le performance nei confronti del Regno Unito (+27,1%), degli Usa (+41,5%), della Spagna (+25,6%), di Hong Kong (+63,6%), della Polonia (+33,2%), della Romania (+43,1%), del Sud Africa (+44,2%).
Da segnalare il caso della Cina dove l’industria locale ha esportato tra gennaio-giugno 2014 prodotti per 789mila euro, arrivando nello stesso periodo di quest’anno a superare i 2 milioni. Più del doppio.

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