Cittadini responsabili in prima linea: a Canegrate parte il Controllo di Vicinato

Parte a Canegrate il Controllo di Vicinato. I gruppi sono già attivi in piazza Unità d'Italia, via Palermo, via Milano, via Genova, via Arezzo, via Basodino, via Este, via Magenta (civici 63-65-70), via Venezia, via Ghisallo, via Vesuvio, via Stromboli

03 luglio 2015
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Controllovicinato

Parte a Canegrate il Controllo di Vicinato. Un’esperienza che vede i cittadini in prima linea con lo scopo non solo di evitare il degrado nelle proprie vie, ma anche di riscoprire il valore della comunità.

Al giorno d’oggi infatti il rischio è quello che i quartieri diventino semplicemente dei dormitori, dove i vicini quasi non si salutano. Invece, lo scopo di iniziative come questa è proprio ricostruire il tessuto sociale.

Vicinato Canegrate

Nella mattinata del 24 giugno sono stati istallati i primi cartelli indicanti le zone sottoposte al “CONTROLLO DEL VICINATO”.

Questa iniziativa nasce negli anni 60/70 negli Stati Uniti ed è già adottata in Italia da molte città. Il programma prevede l’auto-organizzazione tra vicini nel collaborare al controllo della zona intorno alla propria abitazione, tramite un’attività di controllo ed attenzione, dove i “molti occhi” di chi abita il quartiere possano rappresentare un deterrrente verso chi intenda compiere un illecito. La collaborazione tra vicini è quindi fondamentale per instaurare un clima di fiducia, di sicurezza e di ascolto.

E’ bene però ricordare che il gruppo di controllo del vicinato non si sostituisce alle Forze dell’ordine a cui rimane la prerogativa dell’attività di repressione degli illeciti.

Le vie quali sono già attivi i gruppi del controllo di vicinato sono i seguenti:

– Piazza Unità d’Italia; – via Palermo; – via Milano; – via Genova; – via Arezzo; – via Basodino; – via Este; – via Magenta (civici 63-65-70); – via Venezia; – via Ghisallo; – via Vesuvio; – via Stromboli.

I cittadini che volessero segnalare eventuali anomalie si rivolgeranno ai referenti di zona, i quali provvederanno ad allertare il Comado della Polizia Locale.

“Noi non siamo spioni – spiega una volontaria – ma semplicemente persone che malgrado i tempi moderni fanno comunità e tengono gli occhi aperti nell’interesse di tutti”.

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