Caso Daverio: “Non cancelliamo la memoria, o perderemmo i fondamenti della nostra civiltà”

L'umanista Bruno Belli interviene sul caso del cambio di intitolazione proposto per l'Istituto Daverio

17 dicembre 2015
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Belli

Sono rimasto veramente sconcertato nell’apprendere la notizia relativa alla circolare emessa per l’ “Istituto Daverio Casula” di Varese, dove si vorrebbe cambiare l’intitolazione ai due importati personaggi storici.
Di là di tutta la tiritera sui personaggi, che andrebbero, ad ogni modo, fatti conoscere non solo agli studenti, a quanto leggo, ma anche alle “alte sfere” (che, poi, mica mi sembrano troppo “elevate” se consideriamo i fatti) mi piacerebbe sondare il nocciolo della questione:

1) Come mai sia stata emessa questa circolare.
2) Chi ne sia stato il promotore, o i promotori.
3) Perché nessuno dell’Istituto abbia sollevato obiezioni nel merito.
4) Perchè la dirigente Pizzato non abbia mosso Lei stessa obiezioni, prima di licenziare la circolare.
5) Che cosa intendano dire, ma soprattutto fare, per mantenere l’attuale titolazione, Consiglio di Istituto, Istituzioni Amministrative del Comune e della Provincia di Varese.

Gli esempi dovrebbero venire sempre dall’alto.
Ma, purtroppo, abbiamo avuto, anche se in diverso ambito, un precedente, proprio nell’Amministrazione Comunale varesina, dove, per cancellare la “cittadinanza onoraria” a Mussolini, lo zelante consigliere comunale Luca Conte ricorse ad un ammennicolo grazie al quale, in un attimo, si è tolta, di fatto, anche a Garibaldi e successivi…

Sollevai già allora, tramite interventi sulla stampa locala, il problema, indicandone le conseguenze e cercando di fare capire che la Storia va conosciuta, e non si deve cancellare, tanto nel Bene quanto nel Male, proprio per una valutazione oggettiva.
Ecco, però i primi risultati sulla stessa linea.

Mi auguro che tale circolare nell’Istituto “Daverio Casula” sia revocata da chi di dovere: sarebbe altrimenti, un altro atto di dispregio e di disinteresse nei confronti della nostra storia, sulla base della quale si dovrebbero formare le “future generazioni”.

E, con tali premesse, dove finiremo?
Ci venderemo completamente a coloro i quali, invece, le proprie conoscenze culturali non le abdicherebbero nemmeno sotto tortura?
Tra quanto assisteremo ad un revisionismo anche della religione e del pensiero illuministico, fondamento del Mondo Occidentale Moderno?

Maxima mala tempora currunt…

Bruno Belli
Umanista

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