Caravate: domenica corteo contro i richiedenti asilo

Il comitato Caravate Sicura invita i residenti a protestare

02 febbraio 2016
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Nella mattinata di domenica 7 febbraio il Comitato Civico Caravate Sicura terrà in paese (concentramento ore 10.30 Via XX Settembre -parcheggio discount Dpiù- ore 11.00 partenza) un corteo di protesta contro l’arrivo, la permanenza e il pubblico mantenimento degli asilanti nella proprietà Villa Letizia. La referente Alessandra Santamaria intende affermare: “Siamo un comitato libero e politicamente autonomo di recente costituzione nato per riunire, organizzare i locali cittadini accomunati da uno stesso giudizio: la più piena contrarietà all’arrivo dei clandestini in paese;
riunione dopo riunione, iniziativa dopo iniziativa le nostre file si sono ingrossate sempre più e grazie al contributo operativo, logistico, in campo normativo fornito da Federico Russo e dai militanti varesini di Forza Nuova che da subito ci hanno accompagnato e invogliato a perseguire in tale progetto, a breve da semplice collettivo di protesta ci evolveremo in una vera e propria associazione solidaristica/culturale regolarmente registrata, impegnata nell’assistenza dei nostri connazionali in difficoltà, nella tutela ambientale e nella promozione del locale patrimonio artistico/culturale e delle realtà agricolo/artigianali. Fin dalla pubblica presentazione il progetto di accoglienza dei richiedenti asilo in Villa Letizia ha suscitato forte contrarietà nei nostri compaesani; tale avversione invitiamo a materializzarla con la
partecipazione al corteo di domenica: davanti a un Prefetto “promoter finanziario” (con i nostri soldi) di cooperative ed avidi prelati, davanti a una palese miopia istituzionale verso l’assistenza dei nostri connazionali in difficoltà, davanti al rischio concreto di compromissione
della sicurezza nostra e delle nostre famiglie, davanti all’inconcludenza legislativa delle forza politiche governative, di centro-sinistra quanto di centro-destra, che non fanno e non hanno fatto altro che assecondare, applicare sulle nostre spalle gli stessi trattati internazionali, gli
stessi regolamenti utili solo alla causa dei grandi potentati economici la piazza, la rivolta popolare è l’unico mezzo per difendere e riaffermare i nostri diritti.

Né noi, né le istituzioni preposte siamo a conoscenza, salvo gli sbrigativi controlli di rito, delle condizioni sanitarie dei migranti, come non conosciamo la condotta individuale pre-sbarco e le reali motivazioni che li hanno spinti a chiedere protezione al nostro Paese. Potenzialmente (e i casi in tal senso di analoghe realtà non lontane non mancano) potrebbero essere untori, terroristi, delinquenti, molestatori o “solamente” sanguisughe del nostro sistema assistenziale (dati ufficiali alla mano: 5 idoneità alla richiesta di protezione internazionale ogni 100 domande presentate) ma nonostante ciò per almeno 3 anni godono e godranno sulle spalle della collettività locale e nazionale del comodo mantenimento che ormai tutti conosciamo la stessa che se in difficoltà è costretta ad accontentarsi di ben altro trattamento. Caravatese, medio verbanese spegni Facebook, la televisione e scendi in strada con noi! La pigrizia, l’indifferenza o la rassegnazione sono il tuo principale nemico”.

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