Cambiamenti climatici, a Varese il caldo di Napoli?

Il surriscaldamento globale affrontato da scienziati e parlamentari all'AperAttivo promosso dai Giovani Democratici

08 febbraio 2016
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“Il clima di Varese ha visto un costante aumento della temperatura media annuale. Il rischio, prima della conferenza di Parigi, era quello di arrivare ad avere a Varese il clima di Napoli. Cioè quattro gradi in più in meno di un secolo, quando già negli ultimi decenni si è registrato un aumento di un paio di gradi. Forse i varesini potrebbero anche essere contenti, ma chi abita a Napoli o a Roma rischierebbe seriamente di trovarsi il clima del Cairo o di Tunisi”.

Parole dure, preoccupanti, ma fondate scientificamente quelle di Giacomo Grassi, ricercatore presso il CCR di Ispra e ospite dell’AperAttivo a tema climatico organizzato dai Giovani Democratici della città di Varese al bar La Cupola di via Donizetti.

Insieme allo scienziato, sono intervenuti anche Federico Antognazza (vicesindaco di Venegono Inferiore), Dino De Simone (già presidente di Legambiente) e  Chiara Braga, responsabile nazionale Ambiente del Partito Democratico, con la moderazione del collaboratore della Prealpina Marco Regazzoni: oltre a loro, hanno voluto portare un saluto alla giovanissima e folta platea i deputati Maria Chiara Gadda e Angelo Senaldi e il candidato sindaco del centrosinistra Davide Galimberti, che ha promesso particolare attenzione alle tematiche ambientali.

In poco più di un’ora, l’ambiente è stato affrontato in moltissime delle sue sfaccettature, dai cambiamenti climatici sino alle novità della conferenza di Parigi da molti definita ben più rivoluzionaria di quella di Kyoto, vista la partecipazione dei paesi responsabili del 95% delle emissioni globali che hanno sottoscritto l’accordo, accordandosi dunque su un contenimento della crescita della temperatura media globale.
Le emissioni inquinanti, com’è noto, non derivano solo dall’utilizzo di mezzi di trasporto inquinanti, ma anche dai processi industriali, da un tipo di letame in uso nell’agricoltura e soprattutto dai riscaldamenti degli edifici: per questo, come hanno sottolineato tutti i relatori, occorre da un lato parlare di educazione ambientale investendo in quest’ambito e, dall’altro, attuare nella quotidianità tante pratiche di risparmio energetico e attenzione all’ambiente. Utilizzo dei mezzi pubblici, limitazione dei riscaldamenti (in particolare di quelli a legna), ammodernamento energetico delle case: una lunga e importante serie di comportamenti che devono trovare la giusta attenzione sia dei cittadini, sia soprattutto delle istituzioni.

“Ma la cosa più importante è che i giovani ci credano” ha concluso Grassi, citando un’esperienza ricordata da Al Gore proprio a Parigi: ai tempi dello sbarco sulla luna, la generazione “di mezzo” statunitense riteneva gli investimenti nel programma spaziale assolutamente inutili. Gli ingegneri e i tecnici che lavorarono da Cape Canaveral in questo straordinario avvenimento avevano invece appena 27 anni di età media.

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