Call center, il consiglio regionale chiede una norma nazionale per tenerli in Italia

La mozione, approvata all’unanimità, servirà a spingere il governo e il Parlamento affinché vari una norma per far sì che i servizi telefonici di aziende operanti in Italia abbiano sede sul territorio del Paese

10 Giugno 2014
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Callcenter

I call center restino in Italia. Questa la richiesta del consiglio regionale al governo. La proposta è stata approvata dall’assemblea con voto unanime, ed invita il Parlamento e il governo a rivedere le norme nazionali e comunitarie in materia di call center.

Nel documento, elaborato dalla Commissione Attività produttive, si chiede di introdurre nelle norme il vincolo che i call center al servizio di aziende operanti sul territorio nazionale debbano avere sede operativa in Italia.

Un’altra mozione, approvata con il solo voto contrario del Movimento 5 Stelle, il consiglio impegna il presidente della Regione a promuovere, di concerto con i parlamentari
lombardi, l’introduzione nei testi di riforma della PA, la possibilità per le regioni virtuose come la Lombardia di integrare con risorse proprie i trasferimenti dello Stato finalizzati a finanziare il fondo per la contrattazione integrativa per
i dipendenti pubblici.

 

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