Busto Arsizio, emergenza sfratti e nuove povertà. Sabba e Crespi: “Intervenga il Prefetto”

Dopo l'ennesimo caso di un padre che rischia di perdere la casa, i responsabili di Comunità Giovanile e Comunità Famiglia lancia un appello al rappresentante del Viminale affinché si attivi per trovare alloggi d'emergenza ai cittadini in difficoltà

12 marzo 2015
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Crespi

Sempre più cittadini italiani vivono molto vicino alla soglia di povertà, se non sotto. E rischiano di finire in mezzo a una strada.

“Sfratto esecutivo, senzatetto, aste giudiziarie…. Ormai la normalità, la vita quotidiana, è condita di queste parole – afferma Matteo Sabba,
presidente di Comunità Giovanile – ogni giorno c’è un nuovo caso da leggere sul giornale o da ascoltare in viva voce al bar o per strada…. Sono veramente tantissime le famiglie, spesso con bambini o anziani, che da un giorno all’altro si trovano “senza un tetto” sulla testa. Basta! Bisogna fermarsi un secondo, la città ha il dovere morale e la responsabilità di fare qualcosa per tamponare questa emergenza abitativa la quale rischia di sommergerci”.

“Noi diciamo una cosa – interviene Massimo Crespi di Comunità Famigliare – ma se proprio dobbiamo tenerci la figura del prefetto, nonostante decreti con autorità le cose più “ingiuste” – vedi l’imposizione del rifugio per i poveri migranti domiciliati da mesi in via dei Mille, o l’ultima trovata dell’obbligare dei primi cittadini (sindaci legittimamente e democraticamente preferiti perché scelti dalla gente), nel decidere chi sia cittadino o chi non lo sia senza preoccuparsi del grado di benessere dei richiedenti la cittadinanza, spesso sulla soglia della povertà assoluta, o per lo meno di una basica conoscenza della lingua italiana (ultimo baluardo che identifica una nazione, nelle mille diversità) – faccia del suo potere qualcosa di veramente indispensabile e utile. È capace di trovare delle case, degli alloggi, pubblici, della mafia, di chicchessia, da affidare alle tantissime famiglie che vivono e lavorano il nostro territorio e che oggi si trovano sfrattate? A chi si trova alla porta, se non nella strada, saprebbe dare delle risposte ed una confortevole sistemazione di ospitalità, temporanea magari. Può farlo, lo sappiamo: ne ha facoltà e lo ha già fatto, ma non sarà che della sua sacrosanta durezza di intervento non può beneficiare chi già ha la sua bella cittadinanza? Forza allora, fuori le case! Sappiamo che ce ne sono, che sono tante ed aspettano marcendo che qualcuno le curi nell’abitarle“.

“Sappiamo – continua Sabba – che non è sempre corretto l’assistenzialismo sistematico, ma oggi viviamo un clima di crisi preoccupante che non sembra avere via d’uscita immediata (a dispetto delle “luci in fondo al tunnel” viste solo da chi fa, a turno, il presidente del consiglio). Faccio appello quindi al Prefetto, al Sindaco, alla magistratura e a chiunque possa trovare una pezza immediata per trasformare concretamente le idee in azione e rendere disponibili degli immobili per ospitare chi sta vivendo questa drammatica avventura”.

Crespi ricorda: “È di queste ore la vicenda di un padre bustocco con due bimbi in braccio che verrà a brevissimo, forse proprio ora, buttato nel viale (Diaz, per la cronaca) con le sue creature; ed un altro caso di lavoratore che guadagna troppo poco per mantenersi lo stabile che finirà fuori nei prossimi giorni, e quell’altro in ritardo con i pagamenti… Ma basta! Abbiamo detto, scritto lamentandoci, presentando quadri d’allarme assoluto sulla questione degli sfratti continui in città, proponendo piani, scrivendo proposte che crediamo sensate. Per il momento, ricevuti e sentiti dall’Amministrazione cittadina, ma non ascoltati! Ci riceva il Prefetto: gli diremo che fare e come fare. Ci ascolterebbe il Prefetto Zanzi?”.

“Un appello in realtà è rivolto anche ai cittadini – conclude il presidente di Comunità Giovanile, Sabba – c’è uno sforzo da fare: mentre si aspetta la celere e indispensabile pezza all’emergenza, iniziamo un percorso insieme: ricreiamo quel senso comunitario che nelle città moderne è ormai scomparso. Prima però bisogna chiarire a tutti i bustocchi che la famiglia che oggi perde la casa e non sa dove andare, domani potrebbe essere la loro: è ora di piantarla con l’egoismo, anche involontario, dettato dal benessere. Siate anche voi protagonisti di questa rivoluzione culturale, trasformiamo la città in una Comunità che all’occorrenza sa venirsi incontro e aiutarsi nel momento del bisogno. Riflettete molto attentamente, questo potrebbe essere l’ancora di salvezza della nostra gente che in maniera indipendente dal potere, dalla partitocrazia, o dalle ingerenze prefettizie si auto tutela contro una crisi di cui non ha colpa, creata in parte dalla finanza internazionale e dalla politica.”

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