Attentati a Parigi, la Lega Nord: “I musulmani di Varese li condannino”

La sezione leghista di Varese ha esposto uno striscione con la scritta ''Libertà, uguaglianza, fraternità, sicurezza''. Pinti: ''Basta ambiguità dagli islamici di Varese''

14 novembre 2015
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Striscione

Striscione

“Libertà, uguaglianza, fraternità, sicurezza”. Questa la scritta che compare sullo striscione esposto dalla sezione della Lega Nord di Varese.

“Le tre parole d’ordine della rivoluzione illuminista aggiornate in chiave leghista campeggiano sullo striscione dal balcone leghista di piazza Podestà – dichiara il segretario cittadino del Carroccio Marco Pinti – un omaggio alle idee che fondano la nostra civiltà”. E rivendica l’aggiunta della “sicurezza” come condizione necessaria per esercitare le libertà democratiche.

“In queste occasioni – prosegue Pinti – non serve ricordare le profezie di chi, da Oriana Fallaci a Magdi Allam, aveva previsto questi giorni, ma servirebbe superare le contraddizioni di bandiera e ritrovarsi tra valori condivisi.”

“Per questo motivo lancio il nostro appello alla comunità mussulmana di Varese a condannare gli attentati con un comunicato a firma di tutti i suoi portavoce, senza lasciare più spazio alle loro ambiguità recenti.”

Il segretario leghista ricorda a questo proposito come: “A Gennaio ci sono voluti tre comunicati stampa della Lega per avere finalmente una confusa condanna della strage di Charlie Hebdo da Samir Baroudi, cui ha fatto seguito una manifestazione pubblica dei mussulmani a Varese dove più che il messaggio per la pace inesistente, l’unico slogan sui cartelli era un messaggio d’amore per Maometto, abbiamo potuto notare la netta divisione del corteo con tutti gli uomini alla testa e tutte le donne in coda.” “Ma se Baroudi è un comunicatore confuso – rincara la dose Pinti – certo questo non è il difetto del secondo portavoce della moschea di via Giusti, il varesino Giorgio Stabilini, che dalle colonne della prealpina equiparava la guerra del califfato islamico ai partigiani italiani, suscitando giustamente la reprimenda del presidente dell’ANPI, Angelo Zappoli”.
“Ancora una volta – attacca Pinti – chiediamo chiarezza dai mussulmani di Varese: una ferma condanna firmata da tutti i portavoce sarebbe un atto formale, ma necessario per verificare la loro condivisione dei valori democratici al di sopra della loro appartenenza religiose. Di più – conclude il segretario leghista – invito i responsabili della comunità mussulmana varesina ad intervenire in un dibattito pubblico in una sede a loro scelta, aperto alla partecipazione di tutti cittadini, associazioni, partiti e movimenti da destra a sinistra, per parlare dei tre argomenti che fondano la nostra modernità oggi insanguinata dal fondamentalismo islamico: libertà, uguaglianza, fraternità.”

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