Violi (M5S Lombardia) a Fontana: No al finanziamento pubblico ai partiti

Il rappresentante del Movimento 5 Stelle di Regione Lombardia risponde negativamente alla proposta di Fontana

08 giugno 2018
Guarda anche: LombardiaPolitica

“Aprire al finanziamento pubblico? Non se ne parla assolutamente. I gruppi politici in vent’anni hanno sottratto agli italiani un ‘tesoretto’ di 2 miliardi di euro, alla faccia del referendum del 1993.

Sbaglia Fontana, il finanziamento non evita le tentazioni. I partiti, nonostante i soldi pubblici, si sono fatti comprare.

Il Movimento 5 Stelle, che ha rinunciato a decine di milioni di euro e auto-finanzia l’attività politica con micro-donazioni dei cittadini ed è il primo partito in Italia“.

Così Dario Violi, consigliere regionale del M5S Lombardia.

Tag:

Leggi anche:

  • Violi (M5S) “Maroni. Reato grave, danno ai lombardi”

    “È assurdo che Maroni si dica deluso dopo la condanna in primo grado a un anno per aver fatto ottenere un contratto a una sua collaboratrice in una società controllata dalla Regione Lombardia. A essere delusi e danneggiati sono i lombardi. Le pressioni per le assunzioni nelle società
  • Varese, 500mila euro per la sicurezza del territorio

    “Un contributo importante per mettere in sicurezza il nostro territorio. Da Regione Lombardia 500 mila euro per interventi di manutenzione straordinaria per i nostri fiumi e torrenti della Provincia di Varese”. Lo ha dichiarato il Vicepresidente del Consiglio Regionale della Lombardia Francesca
  • Processo Maroni, condannato ad un anno di carcere

     L’esponente leghista, già segretario federale, è stato condannato a un anno e a 450 euro di multa. L’ex ministro è stato condannato per un solo capo di imputazione con pena sospesa e all’interdizione dai pubblici uffici. Maroni è risultato colpevole del reato di turbata libertà del
  • M5S Lombardia: no al business sul mercato del lavoro

    “E’ un progetto di legge affrettato che darà risultati molto approssimativi. Poteva essere l’occasione per rilanciare seriamente i centri per l’impiego, l’offerta di servizi ai disoccupati e limitare il business dei privati nel mercato del lavoro. La DID e il patto di