“Varese non era una città sicura grazie alla Lega?”

Il capogruppo del Pd Fabrizio, che si è battuto fino all'ultimo contro la mozione, ''rinfaccia'' alla Lega di strumentalizzare la questione sicurezza nella Città Giardino

09 giugno 2015
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Caserma

 

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“Su cosa punteremo? Sicuramente a una maggiore sicurezza, anche se Varese sotto questo aspetto è sempre stata una città sicura grazie all’Amministrazione leghista”. Così dichiarava l’allora segretario cittadino della Lega Nord Carlo Piatti (ora Assessore alla Polizia locale e alla sicurezza) in un’intervista rilasciata all’inizio dell’attuale mandato amministrativo, il 14 giugno 2011, alla stampa locale. 

Esattamente quattro anni dopo, il capogruppo della Lega Nord Giulio Moroni, nel motivare il voto favorevole della Lega Nord ad una mozione di Alessio Nicoletti che chiede l’intervento dell’Esercito, nella nostra città, con funzioni di ordine pubblico, non esita a suonare ben altra musica.

Noncurante di una palese contraddizione: la principale forza politica della maggioranza di centrodestra, che ha avuto tra le mani, ininterrottamente, per 25 anni, il timone della vita amministrativa cittadina, se, a Varese, dal punto di vista della sicurezza, la situazione fosse tanto fuori controllo da giustificare l’intervento dell’esercito, potrebbe, davvero, chiamarsi fuori dal totale fallimento delle politiche attuate in questo settore?

Come è noto, oggigiorno, spararla grossa fa guadagnare le prime pagine dei giornali e i riflettori delle televisioni. Ma, questa volta, la trovata propagandistico/elettorale di paragonare la zona di piazza Repubblica al Bronx, in tempi di Expo, rischia di trasformarsi in un vero e proprio boomerang. Quali turisti, infatti, si arrischierebbero a visitare una città che, secondo alcuni suoi stessi amministratori, deve essere risanata, come fece il sindaco di New York Giuliani, tramite il metodo della “tolleranza zero”?
Viene spontaneo domandarsi se gli strateghi del centrodestra, quando hanno pensato bene di speculare su un tema delicato come quello della sicurezza, abbiano valutato il danno di immagine che avrebbero potuto arrecare a Varese e se di questo “dettaglio” importi loro qualcosa, preoccupati come sono di cercare di recuperare, in qualsiasi modo, consenso per fare dimenticare il fatto di non essere riusciti a realizzare nessuna delle mille roboanti promesse che avevano fatto nella scorsa campagna elettorale.
E’ bene sottolineare che gli episodi, sia pure gravi, di via Medaglie d’oro e del machete, sono stati brillantemente risolti, in poche ore, dalle Forze dell’Ordine. Perché, dunque, ostinarsi ad invocare l’intervento dell’esercito?
Il Tavolo provinciale per la sicurezza e l’ordine pubblico (composto dal Prefetto e dai vertici delle Forze dell’Ordine) ha già chiarito, in merito, che, a Varese, i reati sono in linea con quelli commessi nelle altre città lombarde delle stesse dimensioni e che non sono affatto aumentati rispetto agli anni scorsi. Stessa cosa hanno fatto il Questore alla Festa della Polizia e il Comandante alla Festa dei Carabinieri.

E’ significativo che lo stesso Assessore Piatti, ieri sera, non abbia potuto contraddire i dati oggettivi dei professionisti della sicurezza cui tutti noi dobbiamo fiducia e riconoscenza per quello che fanno quotidianamente.
Per quanto ci riguarda, per sicurezza, intendiamo un bene pubblico da tutelare il quale non ha colore politico.
Tale bene pubblico costituisce per i cittadini un diritto primario e una componente indispensabile della qualità della vita.
Naturalmente, l’ampiezza e la trasversalità del concetto di sicurezza rende necessario un complesso insieme di interventi e di misure, non solo di tipo preventivo e repressivo, ma tese anche a favorire la riduzione del disagio sociale, la riduzione degli spazi degradati, il rispetto delle regole d’uso degli spazi pubblici, l’educazione alla legalità, al senso civico, all’impegno sociale, l’affermazione dell’identità civica nella quale una comunità si riconosce.

Sebbene il compito di garantire la sicurezza spetti allo Stato, secondo noi, è, indubbiamente, centrale il ruolo svolto dagli Enti Locali.

Per questo, coerentemente con questa filosofia, abbiamo proposto alcune misure concrete volte

1) a fare aderire il Comune al Forum Italiano per la Sicurezza Urbana;

2) a conferire alla Commissione sicurezza, tra i vari compiti che essa possiede, anche il ruolo di tavolo cittadino permanente di confronto tra rappresentanti delle forze politiche, delle associazioni di categoria e degli esperti nel settore sicurezza;

3) ad operare per rilanciare il Patto per la sicurezza urbana tra Prefettura, Provincia di Varese e Comune;

4) a lavorare per favorire un’azione sempre più coordinata tra Forze dell’Ordine e Polizia locale;

5) a reintrodurre, in questa ottica, un presidio fisso della Polizia locale in piazza Repubblica, dalle 19 alle 20, in coincidenza con la chiusura degli esercizi commerciali;

6) a procedere ad una riqualificazione, il più possibile condivisa con la cittadinanza, di tutto il comparto urbanistico;

7) a prevedere apposite agevolazioni per chi desideri promuovere, nell’intero comparto, manifestazioni di carattere ludico e/o commerciale o eventi, anche culturali, nella sola ex caserma Garibaldi, salvo verifica di solidità statica, allo scopo di farli rivivere;

8) ad aumentare i controlli presso gli esercizi commerciali in applicazione dell’art.100 del TULPS che ne consente la chiusura immediata qualora siano fonte di pericolo per l’ordine e la sicurezza pubblica;

9) a promuovere presso le scuole di ogni ordine e grado iniziative di educazione alla cultura della sicurezza e della legalità in sinergia con tutti gli Enti e le Istituzioni coinvolte;

10) a chiedere al Governo più risorse, più uomini e più mezzi a beneficio delle Forze dell’Ordine che devono operare nella città capoluogo di un territorio delicato, ubicato a pochi chilometri da Milano, dall’aeroporto di Malpensa e dal confine con la Svizzera.

Spiace constatare che, ancora una volta, la maggioranza di centrodestra, pur recependo alcune nostre proposte, ha preferito puntare tutto sulla richiesta di fare intervenire l’esercito, destinata a suscitare tanto clamore ma a non produrre alcun risultato concreto.
Purtroppo, un’altra occasione sprecata!

Siamo sicuri che, l’anno prossimo, i varesini, dopo avere constatato che la richiesta dell’intervento dell’esercito è solo l’ennesima provocazione di una maggioranza moribonda e disperata, manderanno all’opposizione quelle forze politiche che, in 25 anni di permanenza a Palazzo Estense, sul problemi della sicurezza, mai concretamente risolti, hanno costruito, immeritatamente, le proprie fortune.

Fabrizio Mirabelli 
Capogruppo Pd Varese

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