Varese dice sì all’Esercito in piazza Repubblica. La Lega: “Tolleranza zero, come fece Giuliani nel Bronx”

Il consiglio comunale ha votato a favore della mozione che propone di sperimentare l'intervento dei militari in città

09 giugno 2015
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E’ stata approvata in consiglio comunale la mozione che chiede di sperimentare l’Esercito a Varese. A favore hanno votato in 16 (Lega, Liberi per Varese, Ncd e Movimento Libero), 6 i contrari (Pd e Sel) e 1 astenuto (Movimento 5 Stelle). 

Durante il dibattito è emerso un forte scontro tra centrodestra e centrosinistra.

“Vorrei essere chiaro su questo punto – ha detto il consigliere comunale di Movimento Libero Alessio Nicoletti, promotore della mozione – perché ha creato molta polemica. Evidentemente questa richiesta la facciamo al governo italiano, al quale chiediamo innanzitutto di aumentare gli organici delle Forze dell’Ordine. E, in seconda istanza, nel momento in cui non dovesse riuscire a rispondere a questa richiesta, valutare la possibilità di sperimentare la presenza dei militati. L’obiettivo di questa mozione è che ci siano uomini presenti per la sicurezza nella nostra città”.
“Con tutto il rispetto della Prefettura, che ha espresso un parere diverso. Ma deve prendere atto di cosa chiede il consiglio comunale di Varese”.

Il sostegno maggiore è arrivato dalla Lega Nord. Il capogruppo Giulio Moroni ha sottolineato come “chiedere l’intervento dell’Esercito non è una contraddizione per chi ha governato la città, è una sorta di provocazione per dimostrare che non vogliano che la situazione degeneri. Anch’io come, come ha detto l’assessore Piatti, non sono d’accordo nel paragonare piazza Repubblica al Bronx. Perché non diamo giustizia al Bronx. Con la tolleranza zero dell’ex sindaco di New York Rudolph Giuliani, è stata ripristinata la legalità, sono state riportate attività commerciali e le case sono state ricostruite in quel quartiere. Se io abitassi al Bronx e continuassi a sentirmi chiamato così e paragonato a situazioni di illegalità, mi arrabbierei”.

E quindi in piazza Repubblica “bisogna usare la tolleranza zero, fare quello che ha fatto Giuliani a New York, portare l’Esercito non vuole dire andare in giro a sparare o dire che l’amministrazione è sconfitta. Ma significa dire che esiste una forza amministrativa tale che vuole dire che certe situazioni non possono essere tollerate. Per far sapere che Varese non ne può più di episodi che siano illegali”.

L’assessore alla Sicurezza Carlo Piatti (Lega Nord) ha espresso una posizione diversa a quella del gruppo. O meglio: ha confermato di essere favorevole alla mozione, quindi alla sperimentazione dell’Esercito in seconda istanza, dopo la richiesta di aumento di organico alle Forze dell’Ordine. Ma nel suo intervento, prima dell’apertura del dibattito, ha sottolineato come “il problema vero della sicurezza è la mancanza della certezza della pena, perché spesso chi viene arrestato viene rilasciato a breve distanza”. E quindi: “Il numero di reati a Varese è più basso rispetto a città vicine. Bisogna distinguere tra sicurezza reale, e qui Varese è ancora fortunata, e sicurezza percepita, quest’ultima infatti è molto bassa nella nostra città”.

La mozione è stata modificata con l’aggiunta di una serie di punti, su proposta del consigliere comunale di Forza Italia Piero Galparoli, che sono stati ripresi dalla mozione del capogruppo del Pd Fabrizio Mirabelli. L’emendamento non ha tuttavia tolto la richiesta dell’Esercito, mentre la mozione di Mirabelli non citava la richiesta dei militari.

Mirabelli ha attaccato ricordando come “il Tavolo provinciale per la sicurezza ha già bocciato la richiesta. La mozione sta avendo risvolti decisamente grotteschi, dal momento che non c’è nessuna emergenza che giustifichi l’Esercito. Inoltre, i militari avrebbero possibilità d’azione limitata. La verità è che serve aumentare l’organico delle Forze dell’Ordine, non fare proposta demagogiche”.

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