Varese cerca un grande evento culturale. I quattro candidati alle primarie a confronto

Dino De Simone, Daniele Zanzi, Davide Galimberti e Daniele Marantelli a confronto dall'Arci

29 novembre 2015
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A Varese la cultura è sempre stata considerata di serie B dalle diverse amministrazioni di centrodestra.  E secondo i quattro candidati alle primarie di centrosinistra, che si sono confrontsti all’Arco,  è il momento di invertire la rotta, dando una regia alla cultura. 

“È sempre mancata una politica culturale a Varese dice Dino De Simone – un’azione di programmazione, coordinamento e regolazione dell’offerta culturale. A Varese ci sono tanti eventi bandiera, come i Cortisonici, Convergenze, il festival tra Sacro e Sacro Monte, il Premio Chiara. Quello che si potrebbe lanciate come grande evento è un ipotetico festival del paesaggio. A fianco dev’esserci  tutta un’azione che il Comune deve fare per favorire lo sviluppo culturale e soprattutto valorizzare il patrimonio. Pensiamo all’Isolino Virginia, al Sacro Monte, al Castello di Belforte che sta andando in malora”.

La mancanza di un coordinamento da parte del Comune di tutte le numerose realtà culturali della città emerge anche dall’opinione di Daniele Zanzi. “Ci sono tante risorse a Varese, ma poco coordinamento da parte delle istituzioni – ha detto Zanzi – la cultura viene spesso calata con eventi spot di dubbio gusto. La cultura c’è, ma necessità di un censimento di tutte le attività che agiscono sul territorio”. Territorio che non è solo quello cittadino. “Varese deve tornare ad essere capoluogo di provincia all’interno di un’area vasta, che raccolga eventi culturali. Pensiamo a Microcosmi di Comerio. Quindi la nostra città deve diventare capitale di eventi, come nel loro campo lo sono Perugia e Torino. Il nostro settore è l’ambiente, il paesaggio. Io lancio L’idea del festival “Euroambiente”, che sia di richiamo internazionale”.

Davide Galimberti analizza invece la cultura come “uno dei servizi pubblici che il Comune deve garantire ai cittadini”.

“Finora è mancata una regia da parte delle istituzioni – ha continuato Galimberti – e il nostro territorio si è impoverito. La cultura infatti, che dev’essere legata al Turismo, è fonte di sviluppo e opportunità. Pensiamo al Sacro Monte e ai giardini. Il Comune deve aggregare le diverse realtà e sostenerle con finanziamenti mirati”.

“Varese ha una vocazione internazionale ed europea – ha dichiarato Daniele Marantelli – e questo non dobbiamo dimenticarlo. Le iniziative culturali sono tantissime, purtroppo c’è sempre stata molta confusione. A volte anche rivalità, che in alcuni casi sono state superate, come con Convergenze. Il problema va affrontato anche guardando l’accessibilità di Varese, che rimane difficoltosa, e quindi crea problemi nel portare le persone. Io penso che Varese abbia tutte le caratteristiche per diventare una città della musica, così come condivido l’idea dell’ambiente di Zanzi. Ma occorre che la politica della giunta sia concreta per promuovere queste iniziative”.

Sul nuovo Teatro sono emerse posizioni diverse tra i candidati: mentre De Simone e Zanzi sono contrari al progetto dell’attuale amministrazione, Galimberti e Marantelli ritengono necessari solo alcuni correttivi.

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