Vaccini, negato l’accesso alla scuola ai bambini non in regola

Sono scaduti i termini per i vaccini. I bambini senza certificazioni in regola non potranno essere ammessi a scuola

12 marzo 2018
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Sabato 10 marzo, è scaduto il termine per regolarizzarsi con la legge sull’obbligo vaccinale. Secondo quello che prevede la norma voluta e firmata dal ministro Lorenzin , le autocertificazioni consegnate prima dell’inizio dell’anno scolastico (alle quali molti genitori hanno fatto ricorso anche per le difficoltà logistiche dei primi mesi) devono essere inderogabilmente sostituite con la certificazione “comprovante l’avvenuta vaccinazione”.

“Da lunedì si mette in moto il meccanismo previsto dalla circolare congiunta dei ministeri della Salute e dell’Istruzione”. Lo ha detto alcuni giorni fa il presidente dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS), Walter  Ricciardi, riferendosi a quanto prevede la circolare del 27 febbraio 2018, che fissava al 10 marzo il termine della consegna dei documenti relativi alle vaccinazioni in asili nido, materne e scuola dell’obbligo.

Per quelle regioni in cui non è stata ancora istituita un’anagrafe vaccinale, stamattina “i bambini fino ai 6 anni i cui genitori non avranno presentato la documentazione né delle vaccinazioni fatte, né delle prenotazioni effettuate, dovranno essere esclusi dalla frequenza – dicono all’Associazione nazionale presidi – Questo non vuol dire che saranno espulsi da scuola: saranno riammessi subito dopo essere stati regolarizzati. Questo dice la legge”.

Licia Cianfriglia, responsabile delle relazioni istituzionali dell’Anp, precisa che i piccoli non in regola dovranno essere esclusi dalla frequenza ma “questo non vuol dire che saranno espulsi da scuola: saranno riammessi subito dopo essere stati regolarizzati. Questo dice la legge”. E visto che la data del 12 marzo era nota da tempo, “confidiamo che i genitori che non si sono ancora messi in regola domani non portino proprio i bambini a scuola, approfittando della giornata per farlo. Ci sarà una verifica all’ingresso e un controllo delle situazioni, ma certamente i bambini di quell’età non verranno abbandonai a sé stessi. Non siamo gendarmi, abbiamo l’obbligo di organizzare il servizio al meglio”.

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