“Vaccinate i vostri bambini”. Parte la campagna dell’Asl contro la disinformazione sulle vaccinazioni

Dopo la diffusione di dati allarmanti sul calo delle vaccinazioni, l'Asl ha dato il via ad un progetto di sensibilizzazione

07 ottobre 2015
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Vaccinoquestione

“Dopo il generale miglioramento delle condizioni igieniche, soprattutto dopo la potabilizzazione delle acque, i vaccini rappresentano l’intervento di sanità pubblica più efficace e meno costoso”. Così recita l’European Centre for Disease Prevention and Control (ECDC) nell’introduzione ai programmi di immunizzazione europei. 

Raggiungere e mantenere elevate coperture vaccinali è importante per ridurre drasticamente l’incidenza di una malattia o addirittura per eliminare completamente alcune delle malattie prevenibili con le vaccinazioni, che agiscono per effetto diretto sulle persone vaccinate, ma anche in modo indiretto, attraverso un’azione protettiva nei confronti delle persone non vaccinate (herd immunity).

Un programma di vaccinazione di successo, dipende dalla cooperazione di ogni individuo al fine di garantire il bene di tutti.

Raggiungere elevate coperture vaccinali rappresenta un compito ogni anno più difficile per la crescita continua di movimenti contrari alle vaccinazioni e la diffusione di siti web non autorevoli che diffondono informazioni non scientificamente corrette.

Il rifiuto vaccinale è un fenomeno in crescita anche nell’ASL della Provincia di Varese.

I Centri vaccinali segnalano un aumento del numero di bambini non vaccinati e una modifica della natura del rifiuto a vaccinare il proprio bambino, dapprima per diffidenza o non condivisione delle motivazioni, si è trasformato oggi in un rifiuto ideologico a priori che molto spesso non ammette approfondimenti o discussioni.

Anche le caratteristiche demografiche delle famiglie che rifiutano sembrano modificarsi, con un incremento anche della popolazione straniera.

Gli strumenti tradizionalmente messi in atto per contrastare il fenomeno (counselling vaccinale, rifiuto informato, comunicazioni con i genitori, ecc.) sembrano completamente privi di efficacia nei confronti di gruppi che si informano sul web e non si presentano neppure ai colloqui.

Per contrastare tale fenomeno l’ASL della Provincia di Varese ha attivato le seguenti azioni:

  1. 1. Migliorare la comunicazione:
    1. a. fornendo indirizzi web di informazioni scientificamente corrette;
    2. b. inserendo approfondimenti sull’invito per le vaccinazioni dell’infanzia;
    3. c. approntando un “vademecum informativo per conoscere e condividere le vaccinazioni”;
    4. d. indirizzando al sito www.vaccinarsi.org, predisposto dalla Società Italiana di Igiene, con il patrocinio del Ministero della Salute, dell’Istituto Superiore di Sanità, di moltissime ASL e di società scientifiche;
  2. 2. Monitorare mensilmente le coperture vaccinali, per Distretto socio sanitario, individuando le zone meno sensibilizzate ai benefici apportati dalle vaccinazioni.
  3. 3. Coinvolgere i Pediatri di Famiglia collaborando e promuovendo le vaccinazioni, anche mediante l’invio di una comunicazione sui loro assistiti che non hanno aderito agli inviti vaccinali;
  4. 4. Collaborare con i Medici di Famiglia incrementando l’adesione alla vaccinazione antinfluenzale delle persone over 65anni.

Inoltre i Centri vaccinali dei Distretti si sono attivati:

  • o Organizzando sedute di recupero per le coorti di nascita per le quali risultava un’adesione non in linea con le indicazioni nazionali ed europee,
  • o Coinvolgendo gli Uffici Demografici dei Comuni per verificare gli indirizzi e la persistenza del minore sul territorio (molto spesso bambini stranieri, dopo la nascita, vengono riportati nei Paesi di origine dei genitori, senza darne comunicazione al Comune e all’ASL).
  • o Recuperando i dati vaccinali dalle ASL di provenienza degli immigrati.

Casi di Morbillo nell’ASL della provincia di Varese – anno 2014

Il morbillo è una malattia molto contagiosa, ancora endemica in molte nazioni europee, per insufficienti livelli di copertura vaccinale, nonostante i grandi sforzi volti a vaccinare i soggetti suscettibili, l’obiettivo di eliminazione di trasmissione indigena del morbillo in Europa è spostato al 2015. Misure prioritarie di sanità pubblica per il suo raggiungimento sono: miglioramento della copertura vaccinale, potenziamento dei sistemi di sorveglianza, efficace controllo dei cluster epidemici. L’innalzamento dell’età in cui è contratta la malattia, la sua elevata contagiosità, che richiede alti livelli di copertura vaccinale, sono delle caratteristiche importanti per la programmazione della campagna vaccinale. Per questo il vaccino MPR deve essere offerto non solo alle coorti di nascita previste ogni anno dal calendario vaccinale, ma ogni occasione deve rappresentare un momento di promozione della vaccinazione nei suscettibili.

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