Università dell’Insubria sopra la media

Chi si laurea a Varese trova lavoro con più facilità rispetto ad altri atenei nazionali

28 aprile 2016
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“Giovani, in corso e occupati”: ecco la fotografia dei laureati Insubria nel report di Almalaurea 2016, presentata ieri 27 aprile, all’Università Federico II di Napoli. Per la prima volta il Consorzio, che analizza i dati di 71 Atenei italiani aderenti – presenta in contemporanea sia il “Rapporto sul Profilo dei laureati”, che riguarda 270mila laureati 2015, sia il “Rapporto sulla Condizione occupazionale dei laureati” che riguarda 570 mila laureati nel complesso del 2014, 2012 e 2010 a uno, tre e cinque anni dal conseguimento del titolo.

Dall’analisi dei 1.513 laureati 2015 dell’Università degli Studi dell’Insubria coinvolti nel XVIII Profilo dei laureati risulta che gli iscritti all’Università dell’Insubria si laureano prima rispetto ai colleghi di altre università: l’età media alla laurea, infatti è pari a 25,6 anni per il complesso dei laureati, (24,9 anni per i laureati di primo livello e i 27,1 anni per i magistrali biennali) la media nazionale è 26,2; ma soprattutto nei tempi previsti: infatti ben 57 laureati su cento terminano l’università in corso, contro una media del 47 per cento a livello nazionale: in particolare, sono il 57% tra i triennali, il 42% tra i magistrali a ciclo unico e il 70% tra i magistrali biennali.

Il voto medio di laurea è 100,3 su 110, a livello nazionale il voto medio è 102,3; in particolare, 98,6 per i laureati di primo livello e 106,4 per i magistrali biennali.

Alla voce “Le esperienze nel corso degli studi” i laureati Insubria sono nella media rispetto agli altri: il 55% dei laureati ha svolto tirocini riconosciuti dal proprio corso di studi, 56% a livello nazionale e le esperienze di studio all’estero riconosciute dal corso di laurea (Erasmus in primo luogo) riguardano il 10% dei laureati, stesso valore a livello nazionale. Leggermente più alto rispetto alla media è invece il valore dei laureati che ha svolto un’attività lavorativa durante gli studi universitari: è il 68% contro una media nazionale del 65% che arriva al 74% tra i magistrali biennali, contro una media del 67%.

I laureati Insubria risultano anche soddisfatti per l’esperienza universitaria: l’89% dei laureati è soddisfatto del rapporto con il corpo docente. Confermerebbe la scelta del corso e dell’Ateneo il 67% dei laureati, mentre il 6% si riscriverebbe allo stesso Ateneo ma cambiando corso.

Il Rapporto sulla Condizione occupazionale dei laureati Insubria ci dice che il 68% dei laureati triennali ha deciso di immettersi sul mercato del lavoro: l’indagine ha coinvolto 1115 laureati triennali 2014 intervistati a un anno dalla laurea. Il tasso di occupazione è dell’81%, molto più alto di quello nazionale che è del 67% e il guadagno medio è 1253 contro 1.079 euro mensili netti.

Per i laureati magistrali a un anno dal titolo il tasso di occupazione sale all’88% e a cinque anni dal titolo all’89% con un 77% di occupati stabili e retribuzioni a 1603 euro mensili netti.

Dove vanno a lavorare i “dottori made in Insubria”? L’84% dei laureati è inserito nel settore privato, mentre il 14% nel pubblico. La restante quota lavora nel non-profit (1%). L’ambito dei servizi assorbe il 78%, mentre l’industria accoglie il 17% degli occupati.

Per conoscere tutti i dati: www.almalaurea.it.

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