Tabagismo, Regione al fianco dei giovani per combattere la dipendenza e salvaguardare salute

L’assessore alle politiche sociali “Il numero di fumatori nelle fasce meno istruite è significativamente superiore a quello delle più istruite”

01 giugno 2018
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Il fumo uccide una persona ogni sei secondi ed è a tutti gli effetti un’epidemia fra le peggiori mai affrontate a livello globale: il totale dei decessi entro il 2030 potrebbe raggiungere quota 8 milioni all’anno. Partendo da queste premesse, nell’ambito della giornata mondiale contro il tabagismo, all’Ospedale Fatebenefratelli gli assessori regionali al Welfare e alle Politiche sociali, abitative e disabilità hanno affrontato il tema delle dipendenze da sigaretta e delle conseguenze connesse a questo vizio, con particolare attenzione ai giovani.

ASSESSORE WELFARE: FUMARE PER SENTIRSI PARTE DEL GRUPPO È SEGNO DEBOLEZZA“Iniziative come questa – ha detto l’assessore al Welfare – sono molto importanti per sensibilizzare i giovani verso i rischi che comporta il tabagismo. Non sei il migliore se hai una sigaretta in bocca. Oggi i ragazzi fumano per spirito di omologazione e le ragazze per piacere ai ragazzi. Bisogna reagire, bisogna avere la forza di costruire la nostra società, dove ognuno deve essere accettato per quello che è. Fumare per emulazione, per sentirsi parte del gruppo è il primo segno di debolezza”. “La Regione Lombardia – ha aggiunto – promuove, sia in ambito lavorativo che in quello scolastico, programmi e interventi preventivi di provata efficacia. Nel 2017 abbiamo coinvolto oltre 150.000 lavoratori, 53.000 studenti e oltre 5.200 docenti delle scuole secondarie di primo grado e oltre 5000 studenti delle scuole secondarie di secondo grado. Accanto a questo ha sottoscritto con LILT Milano il ‘Protocollo d’Intesa per lo sviluppo di programmi per la promozione di stili di vita e ambienti favorevoli alla salute e la prevenzione dei fattori di rischio comportamentali delle malattie cronico-degenerative’, con particolare riferimento al tabagismo”.

ASSESSORE POLITICHE SOCIALI: NUMERO FUMATORI CRESCE NELLE FASCE MENO ISTRUITE – Un messaggio positivo che è stato ripreso dall’assessore alle Politiche sociali, abitative e disabilità che poi, a margine dell’intervento, ha puntualizzato: “Quando si parla di fumo da tabacco e di conseguente salute della popolazione si deve considerare l’importanza giocata dal fattore sociale. Il numero di fumatori nelle fasce meno istruite è significativamente superiore a quello delle più istruite. Se, a titolo d’esempio, l’intera popolazione adottasse il comportamento tenuto da queste ultime, il numero dei maschi avvezzi alla sigaretta scenderebbe del 33%, quello delle femmine dell’11,3%. Annullando le disuguaglianze si potrebbe tagliare di oltre 225.000 unità il numero di dipendenti dalle sigarette. Per questo, parlando di prevenzione, è fondamentale mettere in campo azioni integrate tra le diverse politiche regionali e, al tempo stesso, riconoscere la complessità e l’unicità di ogni singolo caso, rapportato alla comunità di appartenenza”.

NEL PAESE IL QUADRO E’ PREOCCUPANTE – Oggi in Italia i fumatori sono 11,7 milioni pari al 22,3% della popolazione, un valore percentuale che è in crescita rispetto al 2016, quando erano il 22,0%. In questo quadro si registra una diminuzione degli uomini tabagisti, passati in un anno da 6,9 a 6 milioni, e un preoccupante incremento delle donne dipendenti dalla sigaretta, passate nello stesso periodo da 4,6 milioni a 5,7 milioni. Ancor più allarmante è la situazione che riguarda i giovani: circa il 9% dei fumatori, infatti, inizia a fumare prima dei 14 anni e se si scorpora il dato relativo alle ragazze si sale al 10,6% (dati ISTAT). Inoltre, se si considerano le sostanze ad azione sul SNC questo vizio, nella fascia d’età tra i 9 e i 14 anni, è secondo solo all’assunzione di caffeina. Da ricordare, poi, che secondo uno studio del 2015 pubblicato dal Centro europeo per il monitoraggio della dipendenza dalle droghe (Espad) l’Italia è il primo Paese in Europa per fumatori adolescenti nella fascia 15-16 anni, con una percentuale del 37% contro la media continentale del 21%. Ogni anno da noi i decessi riconducibili alle sigarette sono tra i 70 mila e gli 83 mila. Più in generale, secondo i dati dell’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) con 6 milioni di morti il fumo di tabacco rappresenta la seconda causa luttuosa nel mondo e la principale tra quelle evitabili.

IL MESSAGGIO POSITIVO DEI VIP – Imperniato su giochi educativi, sulla proiezione di un documentario a tema, l’evento di oggi ha puntato a sensibilizzare i ragazzi sull’importanza di astenersi da questo vizio, grazie anche all’impatto emotivo positivo fornito da alcuni testimonial popolari tra i ragazzi, come il calciatore del Milan Fabio Borini, intervenuto a sorpresa, e le protagoniste del mondo dello spettacolo Maddalena Corvaglia e Cecilia Capriotti. Hanno partecipato alla giornata anche il prefetto di Milano Luciana Lamorgese, il questore Marcello Cardona, il generale di Brigata della Guardia di Finanza Paolo Calenda e il comandante provinciale dei Carabinieri colonnello Luca de Marchis.

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