Sicurezza sul lavoro nelle carceri e giustizia riparativa: nuova covenzione con l’università

L'Insubria e l'amministrazione penitenziaria regionale hanno firmato un nuovo accordo

11 dicembre 2015
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L’Università degli Studi dell’Insubria e il Provveditorato Regionale dell’Amministrazione Penitenziaria per la Lombardia hanno firmato una importante convenzione per sviluppare attività e progetti di ricerca inerenti ai temi della sicurezza del lavoro all’interno degli istituti di pena, della giustizia riparativa, della formazione per i detenuti e della tutela dei diritti religiosi.

La convenzione – siglata dal Magnifico Rettore dell’Università degli Studi dell’Insubria, professor Alberto Coen Porisini, e dal Provveditore Regionale dell’Amministrazione Penitenziaria per la Lombardia, dottor Aldo Fabozzi, riguarda in particolare gli Istituti di: Busto Arsizio (VA), Como, Lecco, Sondrio e Varese; l’Ufficio Esecuzione Penale Esterna di Como e Varese e, per l’Ateneo, il Dipartimento di Scienze Teoriche e Applicate, per l’aspetto relativo alla sicurezza del lavoro, e il Dipartimento di Diritto, Economia e Culture, per quello legato alla giustizia riparativa e alla mediazione delle diversità culturali e religiose.

La convenzione ha diversi obiettivi: innanzitutto migliorare la sicurezza del lavoro per tutti coloro che svolgono le loro attività lavorative negli istituiti di pena – personale della polizia penitenziaria, docenti del MIUR, volontari, gli stessi detenuti che lavorano nelle carceri – anche favorendone la formazione su queste tematiche «è necessario sottolineare la complessità del contesto penitenziario, dove sono presenti lavoratori dipendenti da soggetti pubblici – i Ministeri – e privati – ditte che svolgono manutenzioni – lavoratori “comuni” che però svolgono la loro attività in una situazione molto particolare e persone temporaneamente private della loro libertà che possono prestare la loro attività lavorativa solo per certi compiti specifici» precisa il professor Fabio Conti, docente del Corso di Laurea in Ingegneria per il Lavoro e per l’Ambiente, promotore della convenzione. L’attività di ricerca che partirà nel gennaio 2016 e durerà tre anni, riguarderà, per la parte di competenza del settore dell’Ingegneria per la Sicurezza del Lavoro, indagini sugli infortuni accaduti, sulle malattie professionali, sui rischi lavorativi presenti, sulla percezione dei rischi da parte del personale e sulla situazione della formazione dei lavoratori nel settore della sicurezza del lavoro: aspetti che assumono particolare rilievo a seguito dell’applicazione della normativa sulla sicurezza del lavoro (Decreto Legislativo 81/2008) nell’ambito dell’amministrazione della giustizia, come stabilito dal Decreto Ministeriale 201 del 2014.

«Oltre alle informazioni ricavate dalle indagini scientifiche svolte, l’Università potrà fornire all’Amministrazione penitenziaria le sue competenze in campo formativo, sia contribuendo all’aggiornamento professionale del personale nel settore della sicurezza del lavoro, sia garantendo l’accesso ai propri corsi istituzionali per i detenuti le cui richieste siano accolte dagli organi preposti, contribuendo così a garantire l’attuazione del protocollo d’intesa tra Ministero della Giustizia e MIUR del 2012 sulla formazione dei detenuti» conclude il professor Conti.

Il secondo obiettivo della convenzione è, infatti, proprio quello di dare la possibilità ai detenuti ristretti negli istituti individuati e ai soggetti in esecuzione penale esterna del relativo territorio di iscriversi ai Corsi di Laurea dell’Università degli Studi dell’Insubria, mediante procedure amministrative che tengano conto dello stato di privazione della libertà sia per lo svolgimento degli esami che per la gestione dei rapporti con segreterie didattiche e amministrative, e anche attraverso l’esonero totale delle tasse universitarie, nell’obiettivo primario del reinserimento.

Sotto il profilo della formazione, la convenzione consente inoltre di dare avvio a percorsi formativi alla giustizia riparativa e alla mediazione, secondo quanto richiede la Direttiva 2012/29/UE, dedicata alla istituzione di norme minime a tutela e protezione delle vittime di reato. Per lavorare in modo riparativo, e promuovere la mediazione reo-vittima (ma anche la gestione dei conflitti che possono sorgere all’interno dell’istituzione carceraria, tra detenuti) occorre infatti una adeguata opera di sensibilizzazione alla giustizia riparativa di tutti coloro che a vario titolo sono chiamati a lavorare nel settore dell’esecuzione penale; ciò è emerso altresì dai lavori degli Stati Generali sull’esecuzione penale voluti dal Ministro della Giustizia On. Andrea Orlando, gruppo di lavoro a cui partecipa la Professoressa Grazia Mannozzi, Docente di Diritto Penale dell’Università degli Studi dell’Insubria, che si occuperà di questi aspetti della convenzione.

«Il Provveditorato della Lombardia da anni collabora con diversi Atenei del territorio al fine di diversificare sia l’offerta formativa per il proprio personale che quella trattamentale a favore dei soggetti in esecuzione penale. La convenzione con l’Università dell’Insubria rappresenta una ulteriore iniziativa, realizzata nella convinzione che il contributo del modo universitario possa rappresentare un’importante occasione di confronto sotto diverse prospettive e possa conseguentemente assicurare quel cambiamento organizzativo che i tempi e l’Europa richiedono. Inoltre, tantissimi sono gli studenti che ogni anno svolgono percorsi di tirocinio all’interno delle nostre strutture e che consentono agli stessi di conoscere questo importante ambito lavorativo in vista di future scelte professionali e occupazionali» conclude il dottor Fabozzi.

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