Sicurezza sui treni: da settembre 150 vigilantes

La Regione Lombardia ha deliberato lo stanziamento di fondi per garantire il servizio di vigilanza sui treni. Maroni: ''Questo è il nostro piano B. Aspettiamo però che il governo ci mandi più uomini di Polizia e Carabinieri. E l'Esercito''

03 luglio 2015
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Trenord

A partire dal 1 settembre nelle stazioni e sui treni lombardi ci saranno 150 addetti della vigilanza privata in più per garantire la sicurezza di passeggeri e personale di Trenord. Lo hanno annunciato il presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni e l’assessore alle Infrastrutture e Mobilità Alessandro Sorte, nella conferenza stampa dopo la riunione della Giunta.

Presenti alla conferenza stampa anche il presidente di FNM Andrea Gibelli e l’amministratore delegato di Trenord Cinzia arisè.

GARANTIRE SICUREZZA A CITTADINI E LAVORATORI – “Questa decisione – ha spiegato il presidente Maroni – è frutto di un lavoro congiunto con Fnm e Trenord. L’obiettivo è garantire la sicurezza ai cittadini e, innanzitutto, a chi lavora sui treni, che ha diritto di operare in condizioni di assoluta sicurezza. Mi auguro che, a questo che abbiamo chiamato ‘piano B’, si aggiunga il ‘piano A’ e cioè che il Governo finalmente ci dia ascolto e mandi poliziotti e carabinieri e anche l’esercito, continuando l’operazione ‘Strade sicure’. Vedere in giro per le stazioni un uomo in divisa è un deterrente fortissimo”.

VIAGGI GRATIS PER FORZE DELL’ORDINE – “Non servono tantissime risorse – ha aggiunto Maroni – ma non è neanche questo il problema. Noi siamo disponibili a coprire i costi, ma non possiamo disporre l’invio di polizia, carabinieri o militari. Da parte nostra abbiamo già messo oltre 6 milioni di euro per garantire il trasporto gratuito degli uomini e delle donne delle Forze dell’Ordine sui nostri treni, anche quando sono fuori servizio. Insisto perché il Governo prenda questa decisione ma, in assenza di risposte, abbiamo voluto noi dare una risposta concreta”.

OBIETTIVO È PREVENZIONE – “L’obiettivo è la prevenzione – ha aggiunto il presidente -. Se c’è il controllore, che in certe ore e su certe tratte non va in giro da solo ma va in giro con una o due guardie, è più difficile che venga aggredito. Da qui a settembre saranno definite meglio le tratte e le stazioni più a rischio dove ci sarà presidio”.

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