Scuole, Binelli (Lega): “Il centrosinistra mente sui finanziamenti”

Il capogruppo leghista replica agli attacchi di Civati e Alfieri

22 agosto 2016
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Binelli

E’ un po’ stucchevole, lo ammetto, intervenire per contraddire le affermazioni di altri soggetti politici, ma di fronte alla montagna di frottole che promana dagli esponenti del Partito Democratico di Varese in materia di scuole, mi vedo costretto a ristabilire un minimo di verità: perché quando è troppo, è troppo.

 

Dapprima l’assessore Andrea Civati afferma che “per colpa della passata giunta di centrodestra, si sono persi fino a 13 milioni (sic!!!) di finanziamenti, per l’edilizia scolastica e per le manutenzioni”; poi il consigliere regionale Alessandro Alfieri, segretario regionale del Partito Democratico, afferma che, se mancano i fondi per la manutenzione delle scuole è colpa della giunta Fontana che, a suo dire, “non ha partecipato a diversi bandi inerenti l’edilizia scolastica, perdendo così la possibilità di ottenere fondi per l’ammodernamento e la manutenzione delle strutture presenti in città”.

Entrambe le uscite si fondano su affermazioni fatte dal sindaco Galimberti durante la campagna elettorale, ma sono del tutto prive di fondamento e la coppia Civati – Alfieri, prima di parlare, dovrebbe prima sincerarsi della realtà.

I fondi per la manutenzione scolastica messi a disposizione del governo centrale (e tra parentesi, da autonomista, mi sembra indegno di un paese civile che i Comuni dipendano per il mantenimento delle proprie scuole dall’elemosina del governo romano) rientrano in 7 tipologie:

  • Programmazione Nazionale
  • “Scuole sicure”
  • “Scuole belle”
  • “fondi PON”
  • “Scuole antisismiche”
  • “Scuole nuove”
  • “Scuole innovative”

 

A parte le denominazioni propagandistiche tipicamente renziane, i fondi per “Scuole belle” possono essere richiesti solo dai dirigenti scolastici (e non dagli enti locali), ai fondi PON accedono solo le Regioni Campania, Puglia, Calabria e Sicilia, a quelli per le scuole antisismiche solo i comuni nelle zone sismiche 1,2 e 3 (Varese per fortuna è nella zona 4, a rischio minimo di terremoti).

Il fondo per le scuole nuove non prevede finanziamenti ai Comuni, ma consente di non conteggiare la spesa nel patto di stabilità; nel bilancio del Comune di Varese, attualmente non esistono risorse per la costruzione di una nuova scuola (stimabile intorno ad almeno 20 milioni di euro).

 

Le possibilità per il Comune di Varese sono quindi limitate alla Programmazione Nazionale, alle “Scuole sicure” e alle “Scuole innovative”. E’ opportuno chiarire che un Comune delle dimensioni di Varese può presentare domanda di finanziamento per un’unica scuola e non per più scuole.

Per quel che riguarda la Programmazione Nazionale,  con il D.L. 104/2013 convertito in legge 128 dell’8 novembre 2013, il governo Renzi ha stanziato fondi per “interventi straordinari di ristrutturazione, messa in sicurezza, efficientamento energetico di immobili di proprietà pubblica adibiti all’istruzione scolastica, nonché costruzione di nuovi edifici scolastici pubblici”.

Il decreto attuativo è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il 3 marzo 2015 (16 MESI PER UN DECRETO ATTUATIVO, complimenti per l’efficienza!!!) e ha delegato alle Regioni l’individuazione degli enti beneficiari.  La Regione Lombardia (a guida leghista) il 16 marzo 2015 (13 giorni dopo) recepisce ed integra con DGR X/3293 i criteri per l’individuazione degli interventi tra cui la “cantierabilità” dell’intervento (cioé l’esistenza di un progetto esecutivo).  Il 31 marzo 2015 (15 giorni dopo) il Comune di Varese (anch’esso a guida leghista) ha approvato la partecipazione al bando presentando il progetto di manutenzione straordinaria, restauro conservativo ed eliminazione delle barriere architettoniche relativamente al compendio scolastico “Canetta” di S. Ambrogio, comportante una spesa di € 840.000,00, che è stato inserito nell’elenco dei beneficiari dalla Regione nel mese di maggio. Poiché i progetti presentati dai Comuni lombardi hanno richiesto contributi molto superiori a quanto reso disponibile dal governo, Regione Lombardia ha dovuto procedere ad una rideterminazione degli importi, per cui alla fine a Varese sono arrivati circa 350.000 € anziché i 504.000 € richiesti e, per rimettere a posto la scuola “Canetta”, la giunta Fontana ha provveduto a finanziare la parte mancante tramite la devoluzione di un mutuo con Cassa Depositi e Prestiti. Non sono stati aperti altri bandi da parte del Governo Renzi.

Per quel che riguarda il fondo “Scuole Sicure”, lo stanziamento del Governo è avvenuto con il D.L. 66/2014; il Comune di Varese ha presentato una richiesta di contributo e la delibera del CIPE del 30 giugno 2014 ha assegnato al Comune di Varese 124.800,00 € per la bonifica e la risistemazione del tetto della scuola “Carducci” di Casbeno. Incidentalmente, segnalo che la recente assegnazione a tre comuni del Varesotto (Azzate, Mercallo e Ferrera) di nuove risorse è avvenuta su questo fondo, in quanto il governo, senza riaprire il bando, ha ritenuto di finanziare richieste che erano rimaste escluse dal finanziamento precedente.

Sul fondo “Scuole innovative”, mi sarebbe facile affermare che l’assessore competente era il vicesindaco Mauro Morello, oggi fervido sostenitore di Galimberti, ma non è mia abitudine scaricare su altri le responsabilità che ho condiviso.

Il decreto attuativo della legge 107/2015 (sedicente “Buona Scuola”) inerente le scuole innovative è stato emanato dal Governo il 7 agosto 2015 (osservate sempre le date!) e stabiliva che entro il 15 ottobre le Regioni dovessero indicare 5 progetti da finanziare. Al relativo bando di selezione approvato da Regione Lombardia con decreto 4018 in data 11 settembre 2015 e con scadenza 30 settembre 2015, potevano partecipare solo “Enti locali, proprietari delle aree oggetto di intervento e interessati alla costruzione di una scuola innovativa”. Il Comune di Varese non possedeva e non possiede aree libere destinate ad edilizia scolastica e l’unica area prevista dal PGT per la costruzione di una nuova scuola è proprietà di un privato (incidentalmente ai tempi rappresentato dall’avv. Davide Galimberti) che aveva chiesto cifre stratosferiche per la cessione dell’area al Comune.

Quindi il solo modo per partecipare al bando sarebbe stato decidere di demolire una scuola esistente: quale scuola demolire? quale progetto per la scuola nuova? come avvisare la popolazione e i lavoratori della scuola? come far fronte al periodo in cui la scuola è chiusa? dove reperire le risorse da investire, visto che il finanziamento non copre tutte le spese? tutte cose un po’ difficili da decidere seriamente in 19 giorni…. Non è serio!

Che la situazione sia stata gestita in modo pessimo dal Ministero dell’Istruzione lo dimostra il fatto che i criteri da seguire per la progettazione siano stati definiti solo con il decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50 (sette mesi dopo il termine della presentazione delle domande); in esso si scopre, tra l’altro, che i progetti saranno valutati dal Ministero stesso e non dai Comuni (evviva il decentramento: un funzionario romano deciderà che scuola fare a Bagnatica o a Lonate Ceppino, i due comuni lombardi partecipanti al bando “scuole innovative”).

 

Insomma questi sono i dati veri: il Comune di Varese, quando era a guida leghista, ha presentato domanda di finanziamento per ogni bando emesso del governo Renzi, dal quale ha ottenuto le briciole, secondo la logica centralista per cui da Roma si decide se una comunità locale può mettere a posto una scuola oppure no.

Vorrei che Civati ci dicesse quali sarebbero i 13 milioni perduti dall’amministrazione a guida leghista e che Alfieri ci precisasse a quali bandi seri per l’edilizia scolastica, il Comune di Varese amministrato da Fontana non ha partecipato. Altrimenti le loro sono solo le solite bugie!

Incontrovertibili invece sono le decisioni assunte dalla Giunta Galimberti che, nella variazione di bilancio sottoposta al Consiglio Comunale nel mese di luglio, HA RIDOTTO gli stanziamenti per la manutenzione scolastica di 503.000,00 €, passando dai 2.720.000 € previsti da Fontana ai 2.217.000 attuali.

Ah già, ma Pinocchio non amava la scuola….

Fabio Binelli

capogruppo consiliare

Lega Nord per l’Indipendenza della Padania

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