Saronno: al via il comitato Democrazia Costituzionale

Nasce il nuovo gruppo in previsione del referendum di ottobre

17 Febbraio 2016
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costituzione

Il disegno di riforma istituzionale perseguito dall’attuale governo con la promulgazione della nuova legge elettorale (Italicum) e con l’approvazione del Disegno di Legge di riforme costituzionali (ddl Boschi) determinerà l’inesorabile ed irreversibile indebolimento della democrazia e dei diritti dei cittadini ridimensionando la centralità del suffragio diretto, e con esso il principio della rappresentanza parlamentare, e del Parlamento, quale istituzione rappresentativa della sovranità popolare.
Il riassetto istituzionale perseguito dall’attuale Governo viene ad alterare il necessario bilanciamento dei poteri e realizza una rilevante concentrazione di poteri in favore dell’Esecutivo che, per effetto delle stesse riforme istituzionali, finisce per essere espresso da un unico partito o, meglio, dal gruppo dirigente di quell’unico partito che, con appena il 30% dei voti, al lordo delle astensioni oramai pari al 50 % dell’elettorato attivo, si aggiudicherà la maggioranza dei seggi della Camera.
In particolare la riforma costituzionale varata dalla Camera lo scorso mese di gennaio, in attesa di referendum confermativo previsto per il prossimo mese di ottobre, oltre ad alcune modifiche relative alle leggi d’iniziativa popolare ed al referendum ha introdotto alcune importanti modifiche istituzionali:
a) Viene cancellato il “bicameralismo” per cui solo la Camera dei deputati voterà la fiducia al governo esercitando “la funzione di indirizzo politico, la funzione legislativa e quella di controllo dell’operato del Governo” mentre il nuovo Senato, che “rappresenta le istituzioni territoriali”, composto da 100 membri, di cui 95 scelti dalle Regioni, manterrà un’esigua potestà legislativa confinata per lo più alla proposta di modifiche alle leggi deliberate dalla Camera ma che la stessa Camera può superare mediante la riapprovazione del proprio testo;
b) Il Senato verrà ridotto ad assemblea di “nominati” dai Consigli regionali “in conformità alle scelte espresse dagli elettori”, salvo che per i 5 senatori di nomina del Presidente della Repubblica;
c) Cambirà la procedura di approvazione delle leggi con l’introduzione del cd “voto a data certa “ che consente al Governo di imporre al Parlamento in via preferenziale l’approvazione di un disegno di legge “essenziale per l’attuazione del programma di governo” con i tempi di approvazione predefiniti entro 70 giorni dalla presentazione.
d) Cambia la ripartizione di competenze normative tra Stato e Regioni: viene abolita la definizione di legislazione concorrente e vengono trasferite allo Stato alcune competenze finora divise con le Regioni come ad esempio la tutela e sicurezza del lavoro, protezione civile, beni culturali e turismo.
e) Il Presidente della Repubblica verrà eletto solo da deputati e senatori con l’esclusione dei delegati regionali
f) I 5 giudici della Corte Costituzionale che oggi sono eletti dalle Camere in seduta comune saranno eletti separatamente: 3 dalla Camera e 2 dal Senato.

E’ evidente che per effetto dell’Italicum e della Riforma Costituzionale si avrà, in spregio di ogni più elementare principio di sovranità popolare, una Camera dei Deputati composta da soli nominati nelle segreterie di partito, mentre il Senato viene ridotto ad ambulacro di “nominati” di secondo o terz’ordine (cioè designati dai consigli regionali).
La Camera dei Deputati, inoltre, compulsata incessantemente dal Governo con le Leggi con “voto a data certa”, viene resa ostaggio dell’iniziativa dell’Esecutivo perdendo ogni autonomia.
La “manovrabilità” della nuova Camera ed ancora di più del nuovo Senato andrà ad incidere sulla funzione di controllo della Corte Costituzionale .In particolare se il Presidente della Repubblica viene eletto solo dalle Camere di “nominati e super nominati” sorge qualche dubbio sulla sua autonomia nella nomina dei 5 membri della Corte Costituzionale di sua competenza. Per non parlare dei 5 membri di competenza delle nuove Camere!

E’, quindi, lo stravolgimento d’ogni principio di sovranità popolare come sancito dalla nostra Carta Costituzionale in forza dell’art. 1 che stabilisce che “La sovranità appartiene al popolo che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione”.
E’ lo stravolgimento del controllo delle leggi per l’applicazione dei principi costituzionali.
A questa si unisce un legge elettorale 52/2015 che attribuisce un enorme premio di maggioranza, simile a quello del porcellum sanzionato dalla Corte Costituzionale e che prevedono un ballottaggio che potrebbe portare ad un ulteriore distorsione dell’uguaglianza del voto dei cittadini.
Anche per questo si è costituito un Comitato che promuoverà la campagna referendaria nei prossimi mesi, presieduto dal prof. Massimo Villone, presidente onorario il prof. Stefano Rodotà.
La costituzione del Comitato referendario per il Si all’abrogazione di norme della legge elettorale è una risposta diretta al governo che insiste sulla linea di una torsione autoritaria, conseguenza che deriverebbe ove arrivassero in porto le modifiche della Costituzione in votazione alla camera l’11 gennaio e entrasse in vigore effettivamente la legge elettorale, prima che la Corte Costituzionale possa constatare che i suoi difetti sono gli stessi del “porcellum” che la Corte stessa ha già sanzionato abrogandoli.
E’ per tutto questo che anche a Saronno si è costituito un Comitato a sostegno di uqesta attività referendaria, indipendente da ogni partito, per dire “NO” a questo scempio istituzionale nel referendum costituzionale indetto per il prossimo mese di ottobre!
Invitiamo tutti i cittadini a partecipare in difesa della democrazia e del principio di sovranità popolare, partecipando alle iniziative e soprattutto iscrivendosi in rete al COMITATO DEMOCRAZIA COSTITUZIONALE nazionale (http://coordinamentodemocraziacostituzionale.net/)
Nei prossimi giorni il Comitato Saronnese darà vita alle prime iniziative per la campagna referendaria
(per informazioni e adesioni: francescoa.meneghetti@gmail.com )

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