Preso il pirata della strada di Belforte

Il conducente della Seicento bianca è indagato per l'incidente ai danni di un motociclista

09 luglio 2015
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Polizialocale

Era il 6 giugno, attorno alle 16 del pomeriggio, quando in viale Belforte un motociclista fu investito dal conducente di un’utilitaria bianca, poi datosi alla fuga, lasciando a terra il centauro gravemente ferito.
Da subito i sospetti si sono concentrati sul proprietario dell’auto, che aveva contattato i carabinieri  e la polizia locale segnalando la sparizione della sua auto; questo è bastato per dare un nome e cognome al proprietario dell’auto e partire con le indagini, serratissime i primi giorni e poi con i tempi tecnici nelle settimane a seguire. 

Sono state sentite diverse persone, sempre di più mano a mano che le indagini si sviluppavano, a partire dalle testimonianze di chi aveva assistito all’incidente. Anche il proprietario dell’auto è stato sentito e ha negato ogni responsabilità, fornendo un dettagliatissimo alibi, confermato anche da un amico. Ma le indagini sono andate avanti, in assoluto silenzio.
Nel frattempo, i carabinieri hanno ritrovato l’utilitaria abbandonata nei boschi tra Malnate e Vedano Olona; l’auto è stata subito verificata dalla Polizia Locale che ha potuto confermare essere quella coinvolta nel sinistro. Sono state acquisite immagini di diverse telecamere, anche di privati, che le hanno immediatamente messe a disposizione, e sono anche stati richiesti ed esaminati i tabulati telefonici di diverse utenze, per verificare chiamate in entrata e in uscita e le celle di localizzazione del telefono. Forse il proprietario dell’utilitaria bianca non immaginava tanta pazienza e tenacia investigativa o, forse, non ha tenuto presente quanto sia tracciabile chi usa un telefono cellulare e quante siano le telecamere (pubbliche o private) che riprendono le strade. Alla fine, dopo quattro settimane, alla Procura delle Repubblica che ha da subito assunto la direzione delle indagini, è stato consegnato un fascicolo molto corposo e dettagliato, in cui oltre al proprietario dell’auto, compare come indagato – per favoreggiamento – anche un amico.
Ora la giustizia farà il suo corso, mentre il motociclista è ancora ricoverato in prognosi riservata.
“Non possiamo certo sapere come questa storia andrà a finire – commenta l’assessore alla Polizia Locale Carlo Piatti – ma dobbiamo credere  che alla fine si arriverà alla condanna del colpevole, soprattutto per rispetto ai diritti della vittima dell’incidente e dei suoi familiari. Grazie alla Procura e alla Polizia Locale per il loro lavoro che, specie in queste situazioni, è asservito esclusivamente alla tutela dei diritti fondamentali dei cittadini”.

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