“Okkio alla salute”: parte la battaglia contro l’obesità infantile

Dai dati nazionali emerge che i bambini in sovrappeso sono il 20,9% e i bambini obesi sono il 9,8% compresi quelli severamente obesi che da soli sono il 2,2%

29 ottobre 2015
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Sovrappeso e obesità sono riconosciuti, a livello internazionale, come fattori di rischio per lo sviluppo di patologie cronico-degenerative: l’OMS – Organismo mondiale della Sanità – la definisce una sfida prioritaria in “sanità pubblica”.

L’obesità e il sovrappeso in età infantile hanno delle ripercussioni sulla salute del bambino tanto sull’apparato muscolo-scheletrico, che cardiovascolare e possono anche nei primissimi anni di vita predisporre all’insorgenza di sindrome metabolica e diabete di tipo 2, ovvero quello provocato proprio da scorretti stili di vita. 

Il Ministero della Salute/Centro Controllo Malattie ha promosso e finanziato – dal 2007 – il sistema di sorveglianza OKkio alla SALUTE, coordinato dal Centro Nazionale di Epidemiologia, Sorveglianza e Promozione della Salute dell’Istituto Superiore di Sanità e condotto in collaborazione con le Regioni e il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca. Il progetto di sorveglianza “OKkio” è inserito nel Programma europeo “Childhood Obesity Surveillance Initiative (COSI)”.

OKkio alla SALUTE, che ha una periodicità biennale, descrive la variabilità geografica e l’evoluzione nel tempo dello stato ponderale, degli stili alimentari, dell’abitudine al movimento dei bambini della terza classe primaria e delle attività scolastiche favorenti la sana nutrizione e l’attività fisica.

Nel 2014, in Italia, hanno partecipato al progetto 2.672 classi, 48.426 bambini e 50.638 genitori, distribuiti in tutte le regioni. Dai dati nazionali emerge che i bambini in sovrappeso sono il 20,9% e i bambini obesi sono il 9,8% compresi quelli severamente obesi che da soli sono il 2,2%.

Persistono tra i bambini le abitudini alimentari scorrette con attitudine a mangiare poca frutta e verdura, oltre a fare poca attività fisica, anche se si evidenziano, rispetto alle rilevazioni precedenti, dei leggeri miglioramenti.

La raccolta dati è stata realizzata col prezioso contributo della scuola, che ha reso disponibili le professionalità per rendere fattibile la rilevazione. Dall’analisi dei dati è emersa una riduzione nel numero dei bambini in sovrappeso, ma un aumento dell’obesità. Da ciò si desume l’esigenza di correre ai ripari a partire da una più capillare attenzione alla corretta alimentazione e alla diffusione della cultura dell’attività fisica.

È quindi necessario ribadire, dentro e fuori le mura domestiche, l’importanza di aumentare il consumo di frutta e verdura. E diminuire le ore di attività sedentaria che sono tra le principali “pratiche” che predispongono all’aumento di peso.

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