La Via Crucis di Papa Francesco “Sfidiamo le coscienze addormentate“

Nella piazza del Colosseo a Roma erano più di 20mila i fedeli presenti, per assistere alla Via Crucis di Papa Francesco. Il suo un discorso che si apre con la parola “Vergogna”

31 marzo 2018
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Un’altissima affluenza c’è stata nella capitale italiane per la Via Crucis a Roma, raccontata anche in diretta televisiva. Papa Francesco inizia il suo lungo discorso con la parola Vergogna, un termine forte che vuole portare a riflettere tutti gli italiani e svegliare come racconta successivamente lui “le coscienze addormentate”.

“Vergogna per quando si sceglie il potere e il dio denaro; vergogna per gli uomini, anche di Chiesa, che si fanno prendere dall’ambizione perdendo la loro dignità. Vergogna perché le nostre generazioni stanno lasciando ai giovani un mondo fratturato dalle divisioni e dalle guerre. Ma il Papa parla anche di speranza: quella di chi è capace di sfidare la coscienza addormentata dell’umanità rischiando la vita per servire poveri, scartati, immigrati”.

E il Papa difende anche la sua Chiesa, “fatta da peccatori ma capace nonostante i tentativi di screditarla di essere un modello di altruismo, un’arca di salvezza”. E non possono non venire alla mente i tanti attacchi anche interni; Bergoglio chiede a Dio di “spogliarci dell’arroganza dei miopi e dei corrotti che hanno visto in te un’opportunità da sfruttare”.

Il pontefice ha affidato quest’anno le meditazioni della Via Crucis ad un gruppo di liceali romani, coordinati dal loro professore di religione, Andrea Monda. Le delusioni, le ingiustizie, i fallimenti ma anche il coraggio, la speranza, la solidarietà: sono stati questi i temi delle meditazioni. “Mi guardo intorno e vedo occhi fissi sullo schermo del telefono, impegnati sui social network ad inchiodare ogni errore degli altri senza possibilità di perdono“, è il testo di in una delle preghiere. E si cita “l’apparenza, oggi tanto importante nella nostra società delle immagini. Cadiamo così tante volte che perdiamo il conto, ma speriamo sempre che ogni caduta sia l’ultima”.

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