La storia di Sant’Antonio per il falò di Varese

Si avvicina la tradizionale giornata di festa per Varese

12 gennaio 2016
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Falò 14

Sant’Antonio taumaturgo, il falò, la benedizione. Un po’ di storia sulla festa popolare più antica e vissuta di Varese. L’assessorato al Marketing territoriale ha realizzato tre segnalibro, disponibili allo Iat di piazza Monte Grappa e nelle panetterie e pasticcerie del centro, con le curiosità legate alla sagra che si svolgerà in piazza Motta il 16 e 17 gennaio. E’ stato anche stampato e condiviso sui social, per i visitatori e i turisti, un breve vademecum sulla Varese d’inverno: oltre alla Festa della Motta e al Falò di Mustonate, vengono date indicazioni sulle visite al Sacro Monte, A Villa Panza, ai Giardini Estensi che resteranno illuminati fino al 17 gennaio.
SANT’ANTONIO ABATE (251–17gennaio 357) Fu eremita, fondatore del monachesimo cristiano e primo abate. La Festa di Sant’Antonio è un evento molto sentito a Varese, già citata in un documento del 1572 tra le “Feste di voto et consuetudine in Varese”; oggi è organizzata dai Monelli della Motta. La credenza vuole che il Santo favorisca l’incontro con la “persona giusta”, il concepimento o aiuti a ritrovare gli oggetti perduti.
PANE AI POVERI Nei secoli scorsi, il suono delle campane, il pomeriggio del 16 gennaio, ricordava alla città la distribuzione del pane ai poveri, dono di una facoltosa famiglia.
Il FALO’ Sant’Antonio scese negli inferi con un maialino che creò scompiglio e gli permise di rubare il fuoco infernale. Tornato sulla terra il Santo donò il fuoco agli uomini, incendiando una pira. Nasce così la tradizione dei falò in suo onore che celebrano la vittoria della luce sulle tenebre e propiziano l’arrivo della buona stagione. Nel falò acceso il 16 gennaio sul sagrato della Motta è tradizione gettare messaggi con propositi, desideri o richieste di intercessione: pensieri che devono restare segreti perché si avverino.
PROPIZIA LE UNIONI Sant’Antoni gloriös fee che troeuva an mì ‘l mè spos. Lasemm minga sola in lett Sant’Antoni benedett!
BENEDIZIONE Il 17 gennaio ha luogo sul sagrato della chiesa alla Motta la benedizione degli animali condotti da cittadini e allevatori. Un tempo, i tizzoni spenti del falò e il sale benedetto durante la festa, accanto all’immagine del Santo, erano posti nelle stalle a protezione degli animali. Oltre agli animali domestici, protegge chi ha a che fare col fuoco. E’ Patrono di macellai e salumai, di contadini e allevatori.
RITROVA OGGETTI Sant’Antoni dala barba bianca famm’ truà che’l che ma manca, Sant’Antoni du’l purscel famm’ truà propri che’l
Sant’Antonio dalla barba bianca fammi trovare quello che mi manca, sant’Antonio del maiale fammi trovare proprio quello.
TAUMATURGO – Guarisce il male degli ardenti, conosciuto come fuoco di Sant’Antonio, un tempo curato con il grasso del maiale, provocato da : un fungo che contamina la segale, un tempo molto usata per panificare e che provoca l’ Ergotismo oppure l’infezione provocata dal virus della varicella, l’herpes zoster. Le immagini sacre che rappresentano Sant’Antonio Abate ci raccontano alcuni episodi della sua vita utilizzando i simboli. E’ rappresentato con la barba bianca (centenario) un maiale (la cura del male degli ardenti), la tau T(simbolo di eremitaggio e penitenza) e il fuoco (malattia; inferi)
PROPIZIA LE NASCITE Sant’Antoni gloriös fee ch’el primm el sia ‘n tos ma fuss anca ona tosetta la sia semper benedetta! Sant’Antonio glorioso, fai che il primo sia un maschio, ma se fosse anche una bimbetta fai che sia sempre benedetta!

Dal 17 gennaio godiamo di un’ora di luce in più rispetto al 13 dicembre, Santa Lucia.

VIABILITA’ – Si ricordano le modifiche viabilistiche con i divieti di transito e di sosta in piazza Motta, via Carrobbio, via Montalbano, piazza Monte Grappa, piazza Ragazzi del ’99, via Bernascone, largo E.Sogno, via Bizzozero e via Sant’Antonio, dalle 7 del 16 alla mezzanotte del 17 gennaio.

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