La rivoluzione civica a Varese è iniziata. Ed entra nel vivo, con un percorso che, nell’arco del 2015, vuole portare ad un rinnovamento della classe politica, e soprattutto del modo di fare politica nella città di Varese.
Con l’obiettivo di un cambio di rotta, che i membri del Comitato Varese2.0 non esitano a definire storico, in vista delle elezioni comunali del 2016.
E la “rivoluzione civica” potrà avvenire, secondo i responsabili del comitato, seguendo le linee del “Manifesto del nuovo civismo” che hanno presentato alla stampa questa mattina, giovedì 12 marzo, alla Galleria Ghiggini.
Cesare Chiericati, giornalista e responsabile della comunicazione del comitato, definisce bene il cambiamento avvenuto nell’ultimo anno a Varese: “Da decenni i varesini hanno sempre delegato le scelte ad una classe politica, e non solo politica in senso stretto, ma dirigenziale, tenendosi di fatto lontani dall’attivismo. Oggi questo fattore, che ha contraddistinto la città dagli anni Sessanta e Settanta ad oggi, è scomparso. I varesini hanno deciso che è giunto il momento di partecipare alla vita pubblica, di influire sulle scelte”.
“Varese2.0 è nata da azioni di contrasto al progetto del parcheggio alla Prima Cappella e altre iniziative dell’amministrazione che hanno trovato l’opposizione della cittadinanza – spiega il portavoce Daniele Zanzi – ora fa un salto di qualità e punta a svolgere il compito di rappresentare l’istanza di rinnovamento dei cittadini.
Vogliamo incidere sulla vita pubblica, per portare ad un cambiamento del modo di far politica”. Due le parole in cui si riassume il loro progetto, che evidenziano il modo in cui la cosa pubblica dovrebbe essere gestita: “competenze” e “buone pratiche”.
Il Manifesto sarà presentato ai cittadini il 21 marzo, simbolicamente primo giorno di primavera (e quindi il comitato vuole mandare il messaggio che è iniziata la “Primavera dei varesini”), con un gazebo in centro.
Nel manifesto vengono indicati anche cinque punti programmatici per il rilancio della città: Sacro Monte, Piazza Repubblica, Lago di Varese, Cava di Cantello e Arcisate-Stabio.
Se gli ultimi due non riguardano prettamente la città di Varese, la risposta è pronta: “Varese deve iniziare a ragionare non come comune isolato, ma guardando al territorio in modo ampio, perché anche quello che avviene nei comuni vicini incide sulla città”.
E Valerio Crugnola, parlando della Cava di Cantello, ricorda come “anni fa il Comune, quando Fontana era già sindaco, aveva dato la disponibilità di aderire al progetto di un parco sovracomunale nell’area, che avrebbe tutelato l’ambiente. Poi, con l’arrivo di pressioni politiche, il Comune si è defilato. E di fatto l’appoggio al piano cave, che prevede anche la realizzazione di strade con la Svizzera, serve solo a “svendere” il nostro territorio agli svizzeri, i quali tutelano il loro ambiente e utilizzano gli inerti provenienti dalle cave sul territorio italiano”.
Alessandro Ceccoli ha posto invece l’accento sui problemi delle infiltrazioni della criminalità organizzata in Lombardia.
PARCHEGGIO ALLA PRIMA CAPPELLA
Il comitato ha quindi annunciato che presenterà una richiesta ufficiale al presidente della Provincia Gunnar Vincenzi affinché l’ente esca definitivamente dall’accordo di programma.
In ogni caso, Zanzi sottolinea come il progetto sia stato definitivamente archiviato, secondo lui.
“Il senso stesso dell’accordo di programma viene meno – ha detto – perché l’autosilo avrebbe dovuto essere preparato in vista di Expo. Quindi adesso il cantiere verrebbe aperto poco prima dell’inizio. E significherebbe averlo ancora aperto l’anno prossimo, sotto elezioni. E sarebbe un “pericolo” per la maggioranza uscente, perché sarebbe sotto gli occhi di tutti. No, il progetto è naufragato. E lo useranno per criticare chi si è opposto, dicendo che loro avrebbero voluto farlo ma era pieno di “cattivoni” che l’hanno bloccato”.
Una vittoria, il blocco del parcheggio, “di tutti i cittadini. Non c’è chi ha lavorato meglio degli altri, anche se ha presentato un esposto”. E qui c’è chiaramente una “stoccata” ad Andrea Badoglio, dell’associazione Sos Italia Libera Antiusura.
E sulle accuse che il centrodestra lancia al comitato, definendolo una “stampella del Pd”, Zanzi è perentorio: “Noi non siamo la stampella di nessun partito. Al massimo siamo solo la stampella dei cittadini. La classe politica ha perso credibilità, e una città come Varese merita che la credibilità sia il requisito di chi governa”.
E a questo proposito: “Sono tantissimi i cittadini, elettori del centrodestra, delusi da questa amministrazione. Sappiano quindi che porteremo via consensi anche al centrodestra“.
ELEZIONI
Varese2.0 non ha ancora deciso se diventerà una lista civica. “Potremmo essere anche il ponte tra quelle forze politiche che decidano di portare avanti il cambiamento che abbiamo delineato. L’unica cosa certa è che non ci faremo strumentalizzare da nessuno, ma siamo aperti ad un dialogo costruttivo”.
Mentre a fronte della possibilità che il Pd scelga primarie di coalizione: “Potremmo proporci con un programma e un nostro candidato”.