I pendolari rivogliono i loro treni. Ottomila firme e un incontro in Regione

Il Comitato Pendolari Trenord Busto Arsizio incontrerà insieme ad altri comitati l'assessore regionale ai Trasporti Alessandro Sorte il 4 novembre

07 ottobre 2015
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“Expo sta per finire e i nuovi orari invernali, che entreranno in vigore a dicembre, a breve saranno definiti. Dopo 6 mesi da quel 26 aprile che ha sconvolto la vita di molti
pendolari, dopo i lunghi silenzi e i grossi disagi, i pendolari rappresentati dal Comitato hanno
finalmente ricevuto dall’assessore Alessandro Sorte la promessa di un incontro il prossimo 4
novembre, con altri comitati”. 

L’annuncio arriva dal Comitato pendolari Treno Busto Arsizio, che in questi mesi è stato in prima linea per far sentire la propria voce e denunciare i continui disservizi che hanno es impossibile la vita di chi usa quotidianamente il treno per recarsi al lavoro. Finalmente le istituzioni hanno deciso di ascoltare i problemi dei pendolari.

“Il Comitato Trenord Busto da sempre lo ha chiamato in causa per capire se il vecchio orario possa essere ripristinato, o addirittura migliorato. La politica dovrebbe tendere a questo: migliorare la vita dei suoi cittadini, non ostacolarli.

I proclami dell’assessorato ai Trasporti parlano infatti di grandi risultati, nonostante quelli del
monitoraggio (che doveva essere di 2 mesi, e per di più estivi, quindi a scuole e università chiuse) non siano mai stati mostrati nel dettaglio (chi e come lo ha fatto? Dove vi si può accedere?) e siano in contrasto con la realtà documentata dall’utenza (si vedano gli interventi del Comitato su Facebook e Twitter). Ma i pendolari che ogni giorno devono raggiungere o partire da Milano Cadorna per studio o lavoro non sanno ancora se le 8.000 firme raccolte a inizio anno saranno ascoltate.
I disagi subiti in questi 6 mesi di Expo sono tangibili: treni soppressi, continui ritardi (in barba
all’indice di puntualità: con quale criterio viene stabilito, viene da chiedersi, visto che i
tabelloni orari spesso non riportano il ritardo effettivo?), assenza di comunicazione adeguata
nell’emergenza, con tanto di rimpallo delle competenze fra Trenord e Rfi, per non parlare del disagio subito dai pendolari costretti all’interscambio a Saronno, in minima parte ora risolto con il ripristino della corsa delle 8.05.
Proprio l’8.05 era il treno più problematico: allora perché non fare di più e ripristinare tutte le
corse soppresse, come il nostro Comitato chiede da sempre? Anzi, perché non far fermare ogni
Malpensa Express da/per Cadorna a Busto Arsizio Nord e Saronno? Nessuno ha mai risposto.
La speranza è che il prossimo incontro, dopo il lungo silenzio dell’assessore, getti le basi per
risolvere “il grosso guaio”, come lui stesso lo ha definito, causato dall’insensato piano orario
entrato in vigore il 26 aprile, piano che confonde pendolari e turisti, penalizzando i primi, che
con un abbonamento annuale, perdipiù di prima classe, garantiscono incassi sicuri a Trenord, e scordando che dal 1° novembre il numero dei secondi diminuirà drasticamente. E scordando che il Malpensa Express porta in aeroporto: viaggiatori e lavoratori di Malpensa al mattino presto non hanno più treni.
Intanto il Comitato ringrazia la V Commissione Territorio e Infrastrutture, presieduta da
Alessandro Sala, che ha accettato di incontrarci per ascoltare le nostre istanze, il prossimo 29
ottobre.
Il Comitato Pendolari Trenord Busto non dimentica la responsabilità di 8.000 firme che chiedono di ridare dignità a un territorio che su Trenord ha investito e una vita migliore ai lavoratori e agli studenti che ogni giorno vorrebbero usufruire di un servizio pubblico adeguato”.

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