Giovedì 30 gennaio torna la festa della Giöbia

Anche quest’anno saranno tanti i falò che illumineranno il cielo di Busto Arsizio con il rogo dei vari fantocci e che come da consuetudine ormai prendono le fattezze dei protagonisti sociali, politici e culturali dell’anno appena trascorso

28 Gennaio 2020
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Nel periodo più freddo dell’anno il rogo propiziatorio scaccia via l’inverno e il buio per lasciare il posto al risveglio primaverile, allontanando tutti i guai dell’anno passato.

La tradizione vuole anche che le famiglie bustocche accompagnino la festa del “dì scenèn” con una robusta cena a base di uno dei piatti popolari della cucina bustocca, il risotu cunt’ a lüganiga. La leggenda dice infatti che le donne che temevano il giudizio della Giöbia e volevano ingraziarsela, la prendevano per la gola preparando il risotto di cui era ghiottissima. Così Anteo (il professor Bruno Grampa) ne “Il Mistero della Giöbia”: “Col risotto la Giöbia assaggia, controlla, si calma e passa via; ma se il camino non fuma e il profumo non si sente, succedono i guai. A chi tocca purtroppo è un bello spavento. Le donne lo sanno e, verso mezzanotte, son pronte con tutti gli ingredienti”.

Nel rispetto dell’antico rito, come indicato anche dalle associazioni che si occupano di salvaguardare e valorizzare le tradizioni cittadine, l’Amministrazione Comunale, l’Ascom, il Distretto del Commercio, il Comitato Commercianti Centro Cittadino, in collaborazione con la Gastronomia Crespi, il Panificio Colombo e Vitaldent inviteranno anche quest’anno i bustocchi a gustare un fumante piatto di risotto con la luganiga in piazza San Giovanni.

Il piatto sarà accompagnato da un bicchiere di vino rosso e dal dolce tipico del periodo invernale, le chiacchiere: l’appuntamento per la degustazione gratuita è fissato alle ore 19.30, subito dopo il falò delle Giöbie in programma nel parcheggio di via Einaudi alle ore 19.00.

“Festeggiamo la Giobia come prevede la tradizione, con l’esposizione dei fantocci la mattina in piazza e poi la sera con i falò e la abituale risottata in piazza san Giovanni – ha osservato la vicesindaco e assessore a Identità e Commercio Manuela Maffioli. – Ricordo che quello con la Giobia è per la città di Busto un appuntamento imprescindibile, un appuntamento con se stessa, con la propria storia e con le proprie radici. La Giobia è il simbolo dell’identità di una comunità che in questo momento dell’anno si stringe attorno ad un falò perché, simbolicamente, si prepara a lasciare l’inverno e le sue rigidità. La catarsi simbolica che il fuoco evoca invita alla nuova stagione e quindi l’auspicio è che tutti quella sera ci si possa riunire e celebrare un rito propiziatorio per la salute e il benessere della città e della nostra comunità”.

“Per quanto riguarda la parte più propriamente organizzativa – ha continuato – quest’anno riusciamo a rendere anche un po’ più comodo il momento della degustazione del risotto con punti di appoggio e piccoli vassoi che contengono il piatto e il bicchiere. Il tutto realizzato in materiale biodegradabile.”

“La Giöbia si inserisce in un calendario di eventi che vede la città viva 365 giorni all’anno. Abbiamo appena smontato la pista di ghiaccio e già si ricomincia – ha aggiunto l’assessore ai Grandi Eventi Paola Magugliani -. Questa è una tradizione che i bustocchi non si lasciano mai scappare, quindi ci aspettiamo una piazza piena e per premiare la fedeltà dei cittadini che sono sempre stati presenti, quest’anno – ed è questa la vera novità – la degustazione del risotto sarà gratuita”.

“Sarà gratuita – ha concluso il sindaco Antonelli – e stavamo pensando di mettere una cassetta per raccogliere le offerte libere dei cittadini che poi daremo in beneficenza per aiutare qualcuno che ha bisogno. Ho invitato il presidente della Regione Attilio Fontana e mi ha detto che dovrebbe esserci: una presenza importante nel momento clou delle nostre tradizioni”.

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