Gay Pride, Binelli: “Sposarsi e adottare figli non sono diritti”

La giunta ha negato il patrocinio alla manifestazione. E l'assessore leghista Fabio Binelli critica la battaglia per i diritti gay

24 febbraio 2016
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Binelli

Tutti gli assessori si sono trovati d’accordo nel bocciare la richiesta di patrocinio degli organizzatori del Gay Pride a Varese.

“Il rispetto e l’attenzione per i diritti civili ci sono sempre – dice l’assessore a Famiglia e Persona Enrico Angelini – però non possiamo schierare il Comune appoggiando una manifestazione su un tema che è molto divisivo. Soprattutto in un periodo delicato come quello di giugno, che sarà vicino al periodo elettorale e mentre si sta discutendo, attualmente, del ddl Cirinnà. In ogni caso, anche a livello comunale, i servizi non discriminano nessuno, penso anche solamente al diritto alla casa”.

“Siamo per i diritti di tutti. Il patrocinio non aggiunge e non toglie niente alla manifestazione, ma il Comune non si schiera” è il commento dell’assessore alla Cultura Simone Longhini.

Più duro l’assessore leghista Fabio Binelli: “Si tratta di un tema sensibile, sul quale bisogna discutere innanzitutto che cosa si intenda per diritti. Ogni persona ha il diritto alla salute, ad esempio, e questo non viene negato a nessuno. Ma adottare figli non è un diritto, al massimo è un dovere, un impegno che si prende. Così come non è un diritto sposarsi. Altrimenti, per assurdo, se una persona non trova qualcuno con cui sposarsi, lo Stato dovrebbe fornirgliela”.

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