Funghi: la guida dell’Ats per una stagione senza rischi

Consigli pratici e disponibilità alle analisi di laboratorio suggeriti dall'Agenzia di tutela della salute

29 giugno 2016
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Funghi

Si riapre la stagione micologica per il nostro territorio, ricco di appassionati “fungiatt” che si addentrano nei boschi per raccogliere funghi a volontà quando le condizioni climatiche sono favorevoli.

ATS Insubria, come di consueto, mette a disposizione il servizio di sorveglianza e gli ispettori micologici per garantire una consulenza, prima del consumo di funghi, ai cittadini sulle specie fungine e sul loro utilizzo in sicurezza.

È bene sottolineare che ogni anno la gran parte delle intossicazioni è causata da funghi raccolti e non controllati dai servizi ATS e, per una piccola parte, da funghi in commercio ai quali i consumatori sono intolleranti.

I funghi considerati “mangerecci” devono essere conservati in contenitori rigidi ed aerati e tenuti in luogo fresco (in frigorifero nel reparto frutta e verdura).

Il consumo e le operazioni di conservazione devono avvenire nel più breve tempo possibile, attenendosi alle eventuali modalità di utilizzo indicate.
Alcuni funghi necessitano di operazioni preliminari per essere consumati in sicurezza: ad esempio nel caso del “chiodino” (Armillaria mellea e relativo gruppo) occorre eliminare il gambo, effettuare la prebollitura per almeno 15-20 minuti e gettare anche l’acqua di cottura.
Si consiglia di non consumare funghi:
ƒ -in caso di dubbi sulla commestibilità;
ƒ -in grandi quantità e in pasti consecutivi;
ƒ -crudi (ad eccezione delle pochissime specie che si prestano all’uso);
-ƒ alle donne in gravidanza o allattamento e ai bambini nei primi anni di vita;
ƒ -alle persone intolleranti a particolari alimenti o farmaci, o che soffrono abitualmente di disturbi a stomaco, fegato, intestino, pancreas, senza il consenso del medico.

Se insorgono disturbi dopo il consumo, è necessario: ƒ recarsi immediatamente all’Ospedale al primo sospetto
o ai primi sintomi di malessere; ƒ portare con sè eventuali avanzi del pasto e dei funghi consumati, residui della pulitura e tutti i funghi della stessa partita eventualmente conservati (cotti, crudi o congelati), utili ai fini della determinazione; fornire indicazioni utili per l’identificazione delle specie consumate e del loro luogo di raccolta.

Ricorda:
Non esistono metodi, ricette, oggetti, ortaggi, metalli o altro in grado di indicare la tossicità del fungo.
L’unico metodo sicuro per stabilire la commestibilità è quello di classificarlo, sulla base delle sue caratteristiche, come appartenente a specie di comprovata commestibilità.
Norme principali sulla raccolta dei funghi

ƒ la raccolta è limitata alle sole parti fuori terra ed è consentita dall’alba al tramonto;
ƒ il massimo quantitativo consentito è di 3 kg a persona (salvo esemplare unico di maggior peso o che si tratti di “chiodino”);
ƒ è vietato: usare rastrelli, uncini o altri attrezzi che possano danneggiare il terreno; raccogliere ovuli chiusi di Amanita
caesarea (ovulo buono); distruggere funghi di qualsiasi specie, anche se non commestibili o velenosi; occorre raccogliere funghi interi e non marcescenti, e
scegliere solo quelli ritenuti commestibili; ƒ il trasporto deve avvenire in contenitori rigidi, aerati e forati; nella stagione calda è bene utilizzare frigo portatili e
comunque mantenere i funghi al riparo dal sole.

Regole comportamentali per i raccoglitori
Il primo requisito è essere bene allenati, in grado di affrontare le camminate nei luoghi di raccolta.
Munisciti di bevande ricche di sali minerali e di cibi energetici e leggeri (in caso di ritardi, maltempo, smarrimento, affaticamento,
cadute, etc.) ed evita il consumo di alcolici.

Indossa pantaloni lunghi e scegli capi colorati per essere visibile nella vegetazione in caso di incidenti. Sono indispensabili: gli
scarponi da montagna, per evitare scivolate, e un bastone o una picozza (meglio se col manico ad ombrello) per aumentare
l’equilibrio e ottimizzare le energie. A questo proposito, un cestino che sia non solo rigido e forato, ma anche a tracolla,
lascia sempre le mani libere per appoggiarsi o attaccarsi col bastone e per ripararsi negli incidenti.

Ascolta prima le previsioni del tempo e portati una bussola e una cartina particolareggiata (specie se vai in territori non conosciuti). Avvisa i familiari e/o conoscenti su dove intendi andare; è sempre consigliato fare le escursioni in coppia.
Porta con te il cellulare, ma ricorda che potresti trovarti in zone non coperte dalla rete telefonica.

In caso di incidenti
Se hai a disposizione un cellulare e riesci ad usarlo chiama il 112, identificati e dai tutte le informazioni possibili anche sul luogo in cui ti trovi ed infine lascia libero il telefono.

Analisi funghi in laboratorio
Le prestazioni erogate ai privati sono gratuite. A seguito dell’esame di commestibilità viene appositamente rilasciata una copia del riscontro di visita.
I funghi devono essere presentati alla visita in contenitori rigidi e forati (cestini o contenitori analoghi). Si consiglia di separare opportunamente le diverse specie fungine raccolte.
I funghi sottoposti a visita devono essere:
-freschi (non congelati o scongelati, non essiccati, non diversamente conservati);
– interi (non recisi o tagliati, non spezzettati, non lavati, non raschiati o comunque privi di parti essenziali al riconoscimento);
– ƒ sani ed in buono stato di conservazione (non tarlati ammuffiti, fermentati, fradici, eccessivamente maturi);
– ƒ puliti dal terriccio, foglie e/o altri corpi estranei;
– ƒ provenienti da aree non sospette di esposizione a fonti di inquinamento chimico microbiologico (discariche di rifiuti, vicinanze di strade ad intenso traffico veicolare, forni inceneritori, colture con antiparassitari, etc.)

All’esame di commestibilità deve essere sottoposto tutto il quantitativo raccolto, e nel più breve tempo possibile.
Il “campione” non serve: la massa lasciata a casa può contenere anche un solo pezzo di funghi di specie velenosa o mortale.
I funghi giudicati non mangerecci saranno immediatamente confiscati per la distruzione. Non potranno essere
restituiti all’utente, per nessuna ragione, gli esemplari di specie velenose o non giudicate mangerecce.
Attenzione:
Non verranno accettati al controllo funghi non interi, marcescenti, o presentati in contenitori diversi da quelli consentiti.

Varese: via Ottorino Rossi 9/padiglione Tanzi.  Tel.: 0332 277111/0332 277240.
Gallarate: via Leonardo da Vinci 1. Tel.: 0331 709967/0332 277240.
Luino: via Giuseppe Verdi 6.  Tel.: 0332 542822/0332 277240.
Tradate: via Gradisca 16. Tel.: 0331 815102/0332 277240.

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