Frontalieri, la Regione “avverte” la Svizzera: “I nostri lavoratori non vanno discriminati”

Una mozione, presentata dal Pd, è stata approvata all’unanimità dal consiglio regionale. E impegna la giunta a spingere il governo Renzi affinché intervenga con la Svizzera a tutela dei lavoratori italiani d’oltreconfine

01 Luglio 2014
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Frontalieri

Difendere i frontalieri. Perché rappresentano una ricchezza per il Canton Ticino, e non certo una “minaccia”, come invece una certa propaganda politica vuole far passare. 

Il Consiglio regionale della Lombardia ha approvato all’unanimità dei 60 consiglieri presenti la mozione a difesa dei lavoratori frontalieri presentata da Luca Gaffuri (Pd) e sottoscritta trasversalmente da Forza Italia, Lega Nord, Maroni Presidente, Fratelli d’Italia, Movimento 5 Stelle, Patto civico, Pensionati, Ncd, Gruppo Misto.

Il documento chiede alla giunta di intervenire urgentemente presso il governo di Roma perché “assuma, sia direttamente sia con le Autorità dell’Unione europea, tutte le iniziative opportune e necessarie per la tutela dei lavoratori frontalieri in Svizzera e per lo sviluppo di rapporti economici fondati su cooperazione e reciprocità e sul principio di non discriminazione delle persone“. Il documento sollecita infine un confronto istituzionale con Berna e con i Cantoni.
La mozione ricorda che i frontalieri lombardi sono oltre 50mila, l’82% dei quali residenti in provincia di Varese e Como e 3.000 provenienti da Milano, con un incremento del 12% e passa in rassegna le ricadute del referendum svizzero del 9 febbraio 2014 “contro l’immigrazione di massa”.
Sul tema sono intervenuti i consiglieri Dario Bianchi (Lega Nord), Francesco Dotti (Fratelli d’Italia), Maria Teresa Baldini (Misto), Daniela Maroni (Maroni Presidente), Mauro Piazza (NCD), Alessandro Fermi (Forza Italia), Paola Macchi (M5S), Lucia Castellano (Patto civico).
Il sottosegretario Ugo Parolo ha ricordato la mozione già approvata dall’Aula l’11 febbraio 2014, la richiesta al Governo di una delega speciale per Regione Lombardia per affrontare i temi del frontalierato ed evidenziato la necessità che Roma e Berna trattino anche le questioni fiscali oltre a quelle del lavoro. Importante l’intervento del consigliere regionale varesino di Forza Italia Luca Marsico (leggi qui), che ha sottolineato come “la professionalità dei lavoratori frontalieri della provincia di Varese che rappresentano il 42% della manodopera qualificata che lavora in Canton Ticino, va tutelata in tutte le forme a fronte di un importante contributo allo sviluppo dell’economia sia della Svizzera che dell’Italia e specialmente dei comuni di confine della Provincia di Varese“.

Nella discussione è intervenuta anche il presidente della Commissione Speciale per i rapporti con il Canton Ticino Francesca Brianza (Lega Nord), che, evidenziando il rispetto per la volontà popolare espressa in Svizzera, ha posto come obiettivo delle future trattative il mantenimento dei ristorni per i Comuni e la tutela delle garanzie per i frontalieri.
“È evidente – ha dichiarato la consigliera – che il governo svizzero si trovi in questa fase da un lato a dare seguito al referendum del 9 febbraio in un Paese dove, a differenza del nostro, le consultazioni popolari vengono fatte rispettare; dall’altro a fare i conti con gli accordi presi con la Comunità Europea. In questo momento così delicato il nostro obiettivo resta quello di tutelare i 50.000 frontalieri lombardi che ogni giorno passano il confine. Si tratta, e anche gli svizzeri se ne rendono conto, di manodopera qualificata e insostituibile estremamente importante per la Confederazione”.

“Da oggi inizia il semestre italiano di Presidenza all’Unione Europea, anche da questo ci aspettiamo una presa di posizione forte del Governo centrale non solo sul tema del contingentamento ma anche sulla revisione degli accordi bilaterali. Compito di Regione Lombardia, che su questa materia ha ben pochi poteri, è quello di tenere sempre viva la questione dei frontalieri, sensibilizzando sia il Governo italiano che le autorità elvetiche. Vanno in questa direzione l’intensificarsi dei rapporti tra Lombardia e Confederazione e la serie di incontri, per ultimo possiamo citare la visita a Berna del governatore Maroni, fra rappresentanti lombardi ed elvetici”.

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