Dal Podcast alla Podclass: la scuola diventa digitale

La scuola media Fermi di Fagnano Olona all'avanguardia per un progetto sulla condivisione della conoscenza e della digitalizzazione, che ha coinvolto la classe II D

16 giugno 2015
Guarda anche: Busto ArsizioGallarate
Scuola Fagnano

Cosa associ alla parola scuola? Se ponete questa domanda ad uno studente, molto probabilmente vi risponderà che la prima cosa che gli viene in mente sono i libri, lo studio, i compiti e le nozioni da memorizzare. 

La stessa domanda posta ad un ragazzo di 2^D della scuola media E. Fermi di Fagnano Olona avrà sicuramente un responso differente che vi stupirà. In questa classe, infatti, è stato adottato un metodo innovativo che va a completare la classica didattica che tutti conosciamo. Si tratta, dell’insegnamento attraverso la progettualità che ha il vantaggio di sviluppare e potenziare competenze che altrimenti sarebbero latenti e non verrebbero valorizzate.
Questo nuovo stile didattico, che ha fatto un uso intelligente della tecnologia, ha coinvolto con entusiasmo i ragazzi e i docenti hanno puntato a raggiungere obiettivi legati non solo a competenze sociali e relazionali.

Dai genitori perciò è scaturita l’idea di voler festeggiare il termine dell’anno scolastico con una serata di condivisione, giovedì 11 giugno presso l’oratorio di San Stanislao a Fagnano O. per consentire ai ragazzi di presentare alle loro famiglie il lavoro di podcast sugli esperimenti scientifici che hanno realizzato con la supervisione della Prof.ssa Carmen Savoca di scienze matematiche e Prof.ssa Roberta Lovo.

Gli esperimenti sono stati prima presentati dall’insegnante, in un secondo momento, dopo una fase di studio per saper conoscere e organizzare il laboratorio per ripetere l’esperimento, gli alunni si sono messi in gioco e hanno spiegato davanti ad una telecamera alcuni fenomeni scientifici usando il lessico specifico e il metodo sperimentale partendo dall’esperienza concreta alla formulazione di teorie. Il risultato è stato davvero sorprendente perché dei ragazzi di scuola media si sono immedesimati così bene nel ruolo di piccoli scienziati che hanno saputo spiegare ai loro genitori alcuni concetti scientifici con una chiarezza e serietà professionali.
Ognuno di loro ha registrato una micro lezione in piena ottica del podcast, metodologia innovativa che mira a fare didattica sviluppando competenze relative al lavoro in team ed è un prezioso strumento per promuovere l’inclusività e valorizzare ragazzi con disturbi di apprendimento o con bisogni educativi speciali.

Il podcast presuppone anche l’idea di condivisione del sapere, infatti esso è un’attività laboratoriale dove i ragazzi stessi fanno lezione e dove essi stessi sono produttori di micro lezioni condivise che possono essere usate come strumento di insegnamento per gli altri. Si tratta perciò di un metodo all’avanguardia, innovativo dove domina l’imparare divertendosi e in cui si mettono in gioco e si potenziano le proprie competenze in ambito relazionale, organizzativo e informatico.
Questo però non è l‘unico episodio in cui la didattica si è vestita con un nuovo abito: già lo scorso anno scolastico si era attuato un podcast sull’Iliade e oltre al progetto legato all’EXPO 2015 che aveva le caratteristiche dell’interdisciplinarietà, la classe, sotto la supervisione della prof. Savoca e le insegnanti di sostegno Prof.sse Roberta Lovo e Melissa Derisi hanno partecipato al concorso indetto dall’azienda alimentare Morato per la realizzazione della nuova bruschetta italiana.
I ragazzi hanno ideato una nuova bruschetta chiamandola “Io sono cittadino del mondo” re-inventandone sia la forma (omini stilizzati che si tengono per mano) sia la farcitura, costituita da specialità culinarie dal mondo e rappresentate da alunni presenti nella classe. Il nome ricorda come l’appartenenza a culture diverse diventi un elemento di arricchimento e non di conflitto e possa essere il presupposto per la pace tra i popoli.
Il risultato è stata così una grande bruschetta “fusion” condita con pomodoro, basilico e mozzarella, polpettine falafel in salsa tahina, masalah pakistano e salsa per tacos ecuadoriana.

L’idea è nata dalla consapevolezza che la nostra società da molti anni ormai è diventata multiculturale, il risultato della fusione di popoli, tradizioni e abitudini provenienti da tutto il mondo.
Non sempre la convivenza è semplice, soprattutto a causa dei pregiudizi e delle incomprensioni scaturite dalla differenza con la propria cultura.

Partendo dalla considerazione che il condividere un pasto insieme è un momento piacevole di gioia e lo stare seduti a tavola insieme può essere un modo per superare le differenze e trovare qualcosa in comune abbiamo pensato alla nostra bruschetta come un elemento di unione tra le diverse culture presenti nella nostra classe (italiana, pakistana, egiziana, ecuadoriana) e che rappresentano quattro continenti.
Ogni bruschetta è stata sagomata con la forma di omini stilizzati (maschio e femmina) che sono stati posizionati uno accanto all’altro mentre si tengono per mano.
Ognuno di essi è stato condito utilizzando gli ingredienti tipici del paese che rappresentano.
Il risultato è stato un successo non solo estetico e culinario, ma ha anche avuto un’importanza educativa e civica

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