“Coltiviamo la cannabis a Varese. Su terreni comunali”

La proposta è stata depositata in consiglio comunale dal portavoce del Movimento 5 Stelle di Varese Francesco Cammarata. ''Cerchiamo i terreni e chiediamo l'autorizzazione al ministero della Salute per coltivare la cannabis''

23 luglio 2015
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La proposta di legalizzare la cannabis a scopi terapeutici è all’ordine del giorno. E a Varese c’è chi fa un passo in avanti e propone di coltivarla su terreni comunali. 

Il Movimento 5 Stelle di Varese, attraverso il consigliere comunale e portavoce Francesco Cammarata, ha presentato una mozione che, se approvata, porterà all’individuazione di terreni comunali adatti alla coltivazione della cannabis.

“L’utilizzo della cannabis a fini terapeutici, in Italia, non è illegale bensì regolamentato da anni da precise disposizioni di legge. Con un decreto del 2007 (decreto ministeriale n. 98 del 28 aprile 2007), il ministro della Salute Livia Turco ha riconosciuto l’efficacia terapeutica del Thc, il principale principio attivo della cannabis, e di altri due farmaci analoghi di origine sintetica, il Dronabinol e il Nabilone. Queste tre sostanze sono state inserite nella Tabella “Medicinali sezione B” del decreto del presidente della Repubblica n. 309/90 (Testo Unico delle leggi sugli stupefacenti), ovvero la tabella che – nella classificazione di tutte le sostanze psicotrope – riporta quelle che hanno attività farmacologica e sono pertanto utilizzabili in terapia. Nel febbraio del 2013 un ulteriore decreto (n. 33/2013), firmato dall’allora ministro della Salute Renato Balduzzi, ha riconosciuto la liceità dell’uso farmacologico dell’intera pianta della cannabis. Se il decreto Turco del 2007 ha aperto la strada ai farmaci di origine sintetica, il decreto Balduzzi ha ammesso anche quelli a base naturale. Il provvedimento ha ottenuto il parere favorevole dell’Istituto superiore di sanità, del Consiglio superiore di sanità e del Dipartimento politiche antidroga della presidenza del Consiglio dei ministri“.

Inoltre alcuni farmaci “a base di cannabinoidi sono da anni impiegati nel trattamento dei sintomi di diverse patologie (come, per esempio: la nausea ed il vomito nei pazienti sottoposti a chemioterapia; sindromi dolorose neuropatiche, reumatiche, di origine tumorale e di altra natura; stati di stress post-traumatico; alcuni effetti delle terapie retrovirali nei pazienti affetti da BN, etc.)”.

11 REGIONI UTILIZZANO MEDICINALI A BASE DI CANNABIS

“Ad oggi ben 11 regioni italiane hanno introdotto dei provvedimenti che riguardano l’erogazione di medicinali a base di cannabis. Le Regioni sono: Puglia, Toscana, Veneto, Liguria, Marche, Friuli Venezia Giulia, Abruzzo, Sicilia, Umbria, Basilicata ed Emilia Romagna. Le normative regionali convergono tutte nel disciplinare l’erogazione dei medicinali a carico dei propri Servizi sanitari regionali (Ssr), ma sotto altri aspetti presentano una notevole disomogeneità: in alcuni casi i provvedimenti si limitano semplicemente a recepire quanto già stabilito dalla normativa nazionale, altrove sono previste specifiche campagne di informazione per il personale medico, oppure sono previsti degli appositi capitoli di spesa nei bilanci regionali per garantire le disposizioni dei testi, mentre in altri casi ancora le regioni hanno stabilito l’avvio di progetti pilota per la coltivazione a scopi terapeutici”.

“DIVIETO DI COLTIVAZIONE CON DEROGA”

“Se da una parte, però, l’ordinamento italiano riconosce lo statuto di farmaco alla cannabis, dall’altra la possibilità di cura è ostacolata da altri divieti che interessano questa sostanza, innanzitutto il divieto di coltivazione. Nonostante la nuova formulazione delle sostanze psicotrope,  emanata nel marzo scorso dal governo, preveda la separazione della cannabis dalle droghe pesanti (riportate nella tabella I allegata al D.P.R. 309/90), di fatto queste continuano ad essere equiparate nei divieti, a partire proprio dal divieto di coltivazione, tranne i soggetti espressamente autorizzati dal ministero della Sanità, ai sensi degli artt. 16, 17  e 27 del D.P.R. n. 309/90. E’ sulla base di tale normativa che il Centro di ricerca per le colture industriali di Rovigo è autorizzato da anni a produrre di cannabis di diverso tipo e con varie combinazioni di cannabinoidi”.

E quindi Cammarata chiede al sindaco e alla giunta “di verificare se a Varese siano presenti zone idonee alla coltivazione di cannabis a scopo terapeutico“. E dopo “di attivare le procedure di cui agli art. 17 e seguenti del D.P.R. n. 309 del 9 ottobre 1990 (Testo unico leggi sugli stupefacenti), al fine di ottenere l’autorizzazione alla coltivazione della cannabis a fini terapeutici presso una delle aree di proprietà comunale ritenute più idonee dall’amministrazione”.

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