Che razza di memoria: un incontro “concittadino” tra Liliana Segre e il razzismo di oggi

La scelta del luogo è significativa: il cortile della scuola Morandi, di fronte all'ingresso del carcere dei Miogni

11 febbraio 2018
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Un incontro per ribadire ancora una volta come sia necessaria tenere alta l’attenzione per non far tornare i fantasmi di un passato vergognoso, in cui milioni di persone vennero trucidate in nome della “razza” a cui appartenevano. Anche in Italia e con la complicità di tanti Italiani.
Anche la scelta del luogo è significativa: il cortile della scuola Morandi, di fronte all’ingresso del carcere dei Miogni. L’istituto di pena dove, appena tredicenne, venne rinchiusa la neosenatrice Liliana Segre, dopo il fallito tentativo di fuggire in Svizzera con la famiglia.
E proprio il racconto dell’arresto della Segre è stato uno dei passaggi fondamentali della manifestazione, insieme ai due interventi di Laforgia sul razzismo di oggi. “Un sindaco della nostra provincia, all’uscita dell’incontro con il Prefetto, ha commentato dicendo “finalmente possiamo espellerne qualcuno”. Lo trovo a dir poco preoccupante”.
Ed era questo il senso di un incontro che arriva a poche settimane dalla “Passeggiata della memoria”: “è la seconda occasione in cui dobbiamo trovarci per ribadire qualcosa che dovrebbe essere ormai assodato”.

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