Caccia al cinghiale: ecco le novità

Le nuove regole introducono la girata: meno di 20 cacciatori e un solo cane

29 ottobre 2015
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Sono state presentate questa mattina in conferenza stampa le modifiche al Regolamento per le gestione faunistico venatoria degli ungulati, approvate nell’ultimo consiglio provinciale. Erano presenti il Vicepresidente della Provincia di Varese e consigliere delegato alla materia Giorgio Ginelli e il consigliere delegato alla Sicurezza Fabrizio Mirabelli. 

Le modifiche apportate, infatti, sono il risultato della sinergia tra i due settori (Caccia e Pesca e Sicurezza) della Provincia di Varese.

La novità sostanziale più importante riguarda l’introduzione in via sperimentale di una nuova tecnica venatoria di caccia al cinghiale. «Si tratta della girata – ha spiegato Ginelli – che verrà per ora praticata nella Atc 1 e nella zona più settentrionale dell’Atc 2. La girata è una tecnica meno invasiva, poiché prevede l’impiego di un solo cane detto limiere e di un numero ridotto di cacciatori (non più di venti) rispetto alla braccata. La nuova tecnica poi consente anche un maggior rispetto dell’ambiente in cui avviene e delle specie ungulati più delicate come il capriolo e il cervo. E’ questo un modo di cacciare certamente più chirurgico ed efficace nelle zone più urbanizzate e ha quale obiettivo quello di incrementare gli abbattimenti e ridurre le problematiche».
Altre novità introdotte nel regolamento, che risale al 2009, riguardano la sicurezza: «rispetto a questo voglio ringraziare – ha commentato Ginelli – il consigliere Mirabelli per il contributo dato» e la composizione delle squadre di caccia collettiva «che a partire dal 2016, saranno numericamente più consistenti e agiranno su zone di caccia ridefinite, più omogenee e più estese rispetto alle precedenti».
Il vicepresidente ha poi concluso manifestando la propria soddisfazione per il risultato ottenuto: «Voglio sottolineare la professionalità dimostrata dai funzionari dei settori amministrativi coinvolti e il metodo condiviso che ha visto coinvolti la Consulta faunistico venatoria, la Commissione tecnica ungulati provinciale e gli organismi delle Atc e Canv. Tutte queste sono realtà che rappresentano gli interessi e le istanze di cacciatori, ambientalisti e agricoltori».

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