Bulgaro rapinava “massaggiatrici” cinesi. Arrestato

L'uomo, un 31enne, si era rifugiato in provincia di Catanzaro

17 maggio 2016
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Un cittadino bulgaro di 31 anni specializzato in rapine di “massaggiatrici” cinesi è stato arrestato grazie alle indagini svolte dal Commissariato della Polizia di Stato di Busto Arsizio.

Lo scorso 19 febbraio le pattuglie del Commissariato di via Candiani intervenivano in un appartamento di via Tito Speri, chiamate da una donna cinese che veniva trovata ancora terrorizzata e dolorante. 

La straniera spiegava di guadagnarsi da vivere praticando massaggi, nel suo appartamento, a uomini che prendevano appuntamento con lei chiamandola a un numero di cellulare postato in un sito web.

Poco prima un cliente si era presentato a casa sua, ma aveva subito detto di essere un poliziotto ed effettivamente le aveva mostrato un tesserino simile a quello delle Forze dell’Ordine e un paio di manette; quindi, improvvisamente, le aveva puntato una pistola alla tempia e successivamente un coltello alla gola, sottraendole il telefono cellulare e costringendola a consegnare il denaro che aveva in casa. Infine, per impedirle di gridare, l’aveva violentemente colpita con pugni al viso e stretto le mani intorno al collo, fino a farle perdere i sensi, per poi fuggire. La vittima era dovuta ricorrere alle cure del pronto soccorso, dove era stata giudicata guaribile in 8 giorni per trauma cranico e traumi contusivi multipli.

Le indagini avviate dal Commissariato con la Procura della Repubblica di Busto Arsizio (Dott.ssa Francesca Gentilini), prendendo le mosse dalla telefonata effettuata dal rapinatore quando si era finto cliente per fissare l’appuntamento con la vittima designata, hanno consentito di giungere all’individuazione di M.A., cittadino bulgaro residente in provincia di Catanzaro – dove aveva lavorato come badante per un anziano del posto, peraltro appropriandosi dei suoi dati personali e utilizzandoli per intestarsi la scheda telefonica – ma da qualche tempo effettivamente domiciliato ad Asso (CO).
Attraverso l’esame incrociato dei tabulati, si risaliva anche ad un’ulteriore rapina tentata dallo stesso individuo con identiche modalità ai danni di un’altra “massaggiatrice” cinese di Brescia.

I poliziotti della squadra investigativa del Commissariato di Busto Arsizio, forti anche del riconoscimento della fotografia di M.H. da parte di entrambe le vittime, si sono recati nel comasco con un decreto di perquisizione della Procura. La ricerca nella casa di Asso ha fornito definitive conferme all’ipotesi degli inquirenti, facendo sequestrare due pistole giocattolo fedeli riproduzioni di armi vere, le chiavi di un paio di manette, un porta tesserino con una placca dell’Associazione Nazionale Carabinieri, un coltello a scatto, capi di abbigliamento compatibili con quelli indossati dal malvivente e descritti dalle vittime, numerosi telefoni cellulari, schede telefoniche, computer e materiale informatico, dall’esame del quale sono emersi abituali contatti con utenze e profili di “massaggiatrici” cinesi operanti in varie zone del nord Italia; circostanza quest’ultima che richiederà ulteriori approfondimenti ma sufficiente per far ritenere che il bulgaro sia un rapinatore “seriale” che ha scelto le massaggiatrici cinesi come facile bersaglio.

Alla luce degli elementi così raccolti il GIP di Busto Arsizio ha emesso un’Ordinanza di custodia cautelare in carcere a carico di M.H. per le due rapine a mano armata commesse a Busto Arsizio e a Brescia. Poiché l’indagato, evidentemente consapevole del fatto che avrebbe potuto perdere la propria libertà, si era nel frattempo allontanato dalla casa di Asso per tornare nel catanzarese, l’esecuzione della misura cautelare è stata subdelegata dal Commissariato di Busto Arsizio alla Squadra Mobile della Questura di Catanzaro, che ieri 16 maggio ha rintracciato il ricercato a Cropani (CZ) e lo ha arrestato.

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