Asl: ecco l’esenzione del ticket per la prevenzione dei tumori ereditari di mammelle e ovaie

Una nuova esenzione per le donne ad alto rischio; piena soddisfazione da parte di Francesca Brianza

09 settembre 2015
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brianza francesca

L’ASL di Varese, il DIPO – Dipartimento oncologico provinciale -, il Centro di senologia dell’Ospedale di “Circolo” e la Ginecologia dell’Ospedale del “Ponte”, i medici di base, dopo un lungo percorso di valutazioni, analisi e studi che si sono susseguiti negli ultimi 4 anni e che hanno coinvolto molti partner del territorio varesino, portano a casa un’ulteriore vittoria per le donne di tutta la Lombardia: l’esenzione dal pagamento del ticket per le prestazioni utili alla prevenzione dei tumori ereditari della mammella e dell’ovaio.

Da ASL Varese infatti è partita la richiesta – presentata in Regione Lombardia, attraverso una mozione dalla consigliera Francesca Brianza – di esentare dal pagamento dei ticket tutte le donne portatrici di mutazione genetica – BRCA1 e BRCA2 – che sono ad alto rischio di sviluppare tumori della mammella e dell’ovaio nell’arco della vita. Queste donne necessitano infatti di una prevenzione intensiva che le vede coinvolte in numerosi e periodici controlli, che erano a pagamento: ciascuna doveva sborsare circa € 500 all’anno per la propria prevenzione, per diversi anni per visite senologiche e ginecologiche, ecografie, mammografie, risonanza magnetica e chirurgia profilattica della mammella e dell’ovaio. E proprio ASL Varese aveva ricevuto segnalazioni da parte delle dirette interessate che in tempi, come quelli che stiamo vivendo, si trovavano a far pesare sull’economia domestica anche questa spesa.

Un pool di tecnici, costituito da un’oncologa e una genetista dell’ospedale di “Circolo” ed epidemiologi dell’ASL di Varese, ha collaborato nell’ambito del progetto RAL – Rete Alti Rischi – con il Professor Davide Croce – docente di economia delle aziende sanitarie presso la LIUC di Castellanza – per valutare il costo e l’efficacia del modello che prevede l’utilizzo dei test genetici per la prevenzioni dei tumori della mammella e dell’ovaio nelle donne ad alto rischio. I tecnici hanno coordinato un progetto, che ha valutato i costi di questo modello che permette, in primis, di salvare la vita e inoltre di risparmiare i costi di diagnosi di tumori avanzati e di terapie costose.

L’iter da seguire per ottenere l’esenzione per le prestazioni della prevenzione prevede: una prima valutazione, con lo specialista o con il medico di base, della storia oncologica familiare e personale; successivamente una consulenza genetica permetterà di capire chi ha davvero necessità di eseguire il test.

SOLO LE PAZIENTI CON ACCERTATA MUTAZIONE GENETICA AVRANNO DIRITTO ALL’ESENZIONE PER TUTTE LE PRESTAZIONI SPECIALISTICHE UTILI PER LA LORO PREVENZIONE.

La sinergia sul territorio ha visto anche la collaborazione dell’Associazione CAOS, che ha coinvolto tutti gli attori del territorio che gravitano nel mondo dell’associazionismo e si occupano di queste tematiche, comprese Europa donna – movimento d’opinione di Veronesi -, FAVO – Federazione associazioni di volontariato in oncologia – e la Consulta femminile provinciale che insieme a tutte le donne operate al seno hanno fatto da cassa di risonanza a questa iniziativa.

Il progetto, valido esempio di buona prassi sanitaria, è stato presentato in Regione Lombardia e approvato con Delibera del 4 agosto 2015, che conferma l’individuazione dei fondi e consente a partire dal 25 settembre 2015, l’esenzione dalla compartecipazione alla spesa sanitaria delle prestazioni utili alla prevenzione per le donne portatrici di mutazioni genetiche con alto rischio di sviluppo di tumori della mammella e dell’ovaio.

Ecco le dichiarazioni dei partecipanti alla conferenza:

Dottoressa Paola Lattuada – Direttore Generale ASL Varese: “Sono giornate come questa, momenti in cui si raccontano i grandi risultati di un lavoro complesso e articolato che è iniziato 4 anni fa ed è frutto della sinergia di tante persone e altrettanti enti, strutture e associazioni, che ripagano delle molte energie che quotidianamente vanno spese per lavorare in Aziende come questa.
L’ASL, il DIPO – Dipartimento oncologico provinciale -, il Centro di senologia e la ginecologia del “Circolo” e anche i medici di base si sono spesi per far sì che le donne del territorio portatrici di mutazione genetica facessero prevenzione in caso di tumori ereditari della mammella e dell’ovaio. In periodi di difficoltà prolungata, come quello che stiamo vivendo, troppe donne rinunciavano a “fare prevenzione” per non pesare con il pagamento del ticket – calcolato intorno ai 500 euro annui – sul bilancio familiare: questo non accadrà più!
L’obiettivo – Esenzione D99 come è stato denominato – è stato raggiunto anche grazie al lavoro di un gruppo di tecnici che, con il Professor Davide Croce della LIUC, hanno valutato il costo e l’efficacia del modello per la prevenzioni dei tumori della mammella e dell’ovaio nelle donne ad alto rischio.
Era quindi per me imprescindibile la presenza e il coinvolgimento di tutti coloro che in questi anni, a diverso titolo, hanno permesso di raggiungere quello che possiamo tranquillamente definire un successo per i servizi al cittadino di ASL, in questo caso alle donne non solo di Varese, ma anche di tutta la Lombarde che rientrano nelle categorie individuate ad alto rischio e potranno tutelare la loro salute gratuitamente a partire dal 25 settembre 2015”.

Francesca Brianza, Consigliera Regionale della Lombardia per la Lega Nord: “Come varesina sono doppiamente soddisfatta di questo risultato, in quanto la mozione di cui sono stata prima firmataria e che ha sollecitato questa delibera ha attualizzato il problema prendendo spunto dal progetto per la prevenzione e lo studio dei tumori ereditari chiamato Rete Alti Rischi (Ral), portato avanti dal Dipartimento oncologico della provincia di Varese, diretto dalla dottoressa Pinotti, dal Centro di senologia dell’Ospedale Circolo di Varese e in collaborazione con l’ASL e con tutte le associazioni di Volontariato oncologico del territorio. Oggi arriviamo a un’ azione sanitaria e culturale che dimostra l’impegno della Giunta Maroni nell’abbattimento del ticket sanitario, garantendo alle donne a rischio genetico oncologico modelli di prevenzione gratuiti in luogo a spese che potevano ammontare fino a 500 euro l’anno. Finalmente, come avevamo promesso, sono garantiti programmi di sorveglianza specifici volti alla diagnosi precoce e completamente gratuiti.
Da tenere presente che la provincia di Varese è tra le zone d’Italia con la più alta incidenza di carcinomi mammari. Circa 800 donne si ammalano ogni anno sul nostro territorio e circa 6 casi su 100 sono ereditari, dovuti cioè a una predisposizione genetica. Ma la ricerca ha fatto passi avanti nell’ambito della prevenzione primaria a tal punto che, attraverso un prelievo di sangue, è possibile attestare se una donna è portatrice di un gene modificato che la candida ad avere più dell’85% di probabilità di sviluppare il tumore della mammella e dell’ovaio ereditario.

Da qui l’importanza dei test genetici in grado di identificare le pazienti ad alto rischio e vincere la malattia “giocando d’anticipo”. E il progetto R.A.L. “targato” Varese prevede proprio per la donna a rischio e alla sua famiglia uno screening personalizzato con interventi mirati quali diagnosi genetica, mammografia, risonanza magnetica, chirurgia esplorativa e profilattica.
All’importanza primaria della tutela della vita umana, grazie a questo provvedimento si aggiungeranno benefici anche sul fronte dell’abbattimento dei costi a carico del sistema sanitario regionale. Infatti, la statistica certifica che la prevenzione costa molto di meno rispetto alle terapie. Andiamo così ad innescare un circolo virtuoso dal duplice valore che testimonia ancora una volta l’eccellenza della sanità lombarda”.

Dott. Francesco Locati – Direttore Sanitario ASL Varese – “L’approvazione dell’esenzione dalla compartecipazione alla spesa sanitaria per le portatrici di mutazioni genetiche con alto rischio di sviluppo di tumori e necessitano, per questo, di una sorveglianza intensiva, rappresenta un significativo traguardo in campo preventivo ed è sicuramente frutto di un notevole lavoro corale tenuto a battesimo dall’ASL di Varese. Le portatrici di mutazioni patogeniche dei geni BRCA1 o BRCA2, residenti in Lombardia e iscritte al Sistema Sanitario Regionale, anche se sane, potranno quindi, dal 25 settembre 2015, essere inserite GRATUITAMENTE nei programmi di sorveglianza specifici volti alla diagnosi precoce e alla prevenzione dell’insorgenza del tumore della mammella e/o dell’ovaio.
Le donne che verranno esentate dal pagamento del ticket, perché rientreranno in questo programma, potranno accedere GRATUITAMENTE alle previste visite senologiche e ginecologiche, ecografie, mammografie, risonanza magnetica e chirurgia profilattica della mammella e dell’ovaio.
Il programma per la prevenzione dei tumori ereditari ha visto, proprio sul territorio varesino, la creazione di una rete di centri in grado di effettuare i test genetici e sensibilizzare i medici di base. Il progetto RAL – Rete Alti Rischi – , che coinvolge tutta la provincia (tristemente conosciuta come l’area italiana con la più alta incidenza di carcinomi mammari) ha, di fatto, portato a casa un risultato concreto che non solo garantisce controlli mirati, ma consente un considerevole risparmio per la sanità e quindi per tutta la collettività della Regione Lombardia”.

Professor Davide Croce – Docente di economia delle aziende sanitarie presso la LIUC di Castellanza: “Con questo atto il SS di Regione Lombardia fa un altro passo avanti verso l’equità: chiedere la compartecipazione alla spesa a chi ha un rischio tangibile non era etico”.

Dott. ssa Graziella Pinotti – Direttore Dipartimento Oncologico Provinciale di Varese: “Da circa 3 anni il Dipartimento Oncologico della Provincia di Varese, costituito da rappresentanti dell’ASL,delle Aziende Ospedaliere , dei MMG e delle Associazioni di Volontariato ,e diretto dalla Dott.ssa Graziella Pinotti ,porta avanti un progetto sui Tumori ereditari del carcinoma mammario e del carcinoma del colonretto.Tra gli obiettivi qualificanti del progetto,oltre allo studio della situazione epidemiologica nella Provincia di Varese e la formazione degli specialisti e dei MMG al fine di identificare soggetti a rischio eredo-familiare ,c’era quello di richiedere alla Regione l’esenzione dal ticket per i soggetti portatori di mutazioni genetiche,sani ma con alta possibilità di sviluppare il tumore.
Uno screening personalizzato per questi soggetti è molto importante per prevenire l’insorgenza di tali tumori o comunque permetterne una diagnosi precoce. Le prestazioni diagnostiche indicate secondo linee guida sono però ad alto costo e parzialmente a carico dei soggetti a rischio ( con una spesa prevista di circa 400-500 Euro /anno).
L’analisi condotta dal DIPO con la collaborazione della LIUC sul costo efficacia della presa in carico dei familiari di pazienti con tumori ereditari della mammella e del colonretto ha però dimostrato il beneficio clinico e il vantaggio economico dell’esecuzione di una sorveglianza attiva in questi soggetti per un abbattimento successivo dei costi di assistenza e cura.
Tale progetto è stato presentato dalla consigliera Brianza in Consiglio Regionale e, con immenso piacere e soddisfazione, si apprende che la regione Lombardia ,con la Delibera n° 3993 del 4 agosto 2015 , ha approvato tale progetto ed ha concesso per tutte le donne lombarde l’esenzione dal ticket per le prestazioni diagnostiche correlate alla diagnosi precoce del tumore della mammella/ovaio in soggetti con riscontro di rischio eredo-familiare!”

Dott. ssa Mariagrazia Tibiletti – Genetista Anatomia Patologica – Ospedale Circolo Varese e Fondazione Macchi: “Questo è un risultato doveroso per le donne ad alto rischio . Speriamo che il progetto proceda e che il servizio di consulenze genetiche oncologiche che identifica le donne mutate venga potenziato per far fronte a tutte le richieste del territorio”.
Osservatorio Epidemiologico ASL Varese: “Tra i tumori della mammella, quelli con mutazione genetica costituiscono generalmente il 5-10%: secondo i dati d’incidenza del Registro Tumori di Varese ci attendiamo da 41 a 83 nuovi casi ogni anno.”

Dr. Eugenio Cocozza – Coordinatore Centro di Senologia – Ospedale Circolo Varese: “Il Centro di Senologia del nostro Ospedale ha istituito ormai da diversi anni un ambulatorio dedicato alle donne con elevato rischio genetico dove la donna si sente completamente presa in carico con un preciso e dedicato percorso di sorveglianza. E’ quindi con grande piacere che accolgo la notizia dell’esenzione dalla compartecipazione alla spesa sanitaria che dimostra la vicinanza e la sensibilizzazione delle Istituzioni nei confronti di questa problematica”.

Prof.ssa Francesca Rovera – Referente Centro di Senologia ospedale di Varese: “Il carcinoma mammario rappresenta un diffuso problema socio sanitario in Italia colpendo circa 50.000 nuove donne ogni anno; di queste circa il 7% hanno forme tumorali genetiche cioè in cui è possibile identificare una mutazione genica che ne giustifica l’insorgenza. Le donne ad alto rischio vengono inserite in uno stretto protocollo di sorveglianza clinico-radiologica che prevede ogni sei mesi controlli specifici, a volte purtroppo disattesi per la difficoltà a sostenere i costi dei ticket. Il raggiungimento di questo obiettivo è una vittoria “senologica” che ulteriormente dimostra la vicinanza delle Istituzioni alle donne e al problema del tumore mammario.”

Dott. Giorgio Formenti – Dirigente Medico Ginecologo – Ospedale Circolo Varese: “Siamo molto felici di essere presenti ad un evento così importante. Le nostre pazienti portatrici delle mutazioni dei geni BRCA hanno un aumentato rischio di sviluppare un carcinoma ovarico. Il riconoscimento dell’esenzione permetterà a tutte di seguire i migliori programmi di sorveglianza e di chirurgia profilattica che sono attivi ormai da anni presso gli ambulatori e il reparto di ginecologia dell’Ospedale del Ponte”.

Adele Patrini – Presidente CAOS Varese: “Sono molto affascinata dai progressi della ricerca legati alla prevenzione che permettono di personalizzare gli screening “interrogando” il DNA e, sopratutto, sono molto colpita dalla forza del gioco di squadra tra Istituzioni, Realtà Scientifiche e Volontariato: da paziente mi sento fiduciosa e non sopraffatta dalla paura”.

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