A Busto Arsizio un’altra aggressione alla Polizia Penitenziaria

Busto Arsizio: Ennesima aggressione al Personale di Polizia Penitenziaria della Casa Circondariale. La Fp CGIL lancia l’allarme sicurezza.

04 luglio 2017
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E’ l’ennesimo episodio di grave violenza, subito da due Agenti di Polizia Penitenziaria, S.M. e D.P., quello verificatosi il 03/07/2017 nell’atrio di un reparto in regime di detenzione “aperto” dell’Istituto Bustese.
Un detenuto di origini Italiane ha aggredito con schiaffi e pugni due operatori che si trovavano nei pressi del reparto per futili motivi; solo la loro esperienza e la solerzia operativa ha fatto in modo che si evitasse il peggio.
Ne dà notizia Claudio Montella, Coordinatore Provinciale Polizia Penitenziaria della FP CGIL di Varese, che aggiunge:
E’ ormai da tempo che si soffre di mancanza di sicurezza in quei reparti che cumulativamente contano circa 140 detenuti: alla Direzione abbiamo contestato la scelta di ridurre il personale addetto alla vigilanza ad un solo Operatore, con la triste consapevolezza che prima o poi sarebbe accaduto un evento simile. Proprio due giorni fa con il Direttore ed il Comandante dell’Istituto durante un incontro si era discusso delle precarie situazioni di sicurezza ed oggi mi trovo tristemente testimone dell’ennesimo atto violento ai danni dei lavoratori. Ancora una volta due Poliziotti in Ospedale, la Direzione ed il Comando si assumano le proprie responsabilità!!!!!
La Fp CGIL, aveva portato per l’ennesima volta all’attenzione dei vertici dell’Istituto la situazione di precario equilibrio
che si vive allo stato attuale nei reparti di detenzione dove, il mancato effetto dello “svuotacarceri” prima e l’istallazione della terza branda nelle sezioni a regime aperto poi, nel tentativo di aggirare la sentenza “Torreggiani” in materia di sovraffollamento e condizioni detentive inumane, ha prodotto un effetto devastante sulla sicurezza dei Poliziotti impegnati quotidianamente a garantire quanto demandatogli.

Conclude MONTELLA: E’ arrivato il momento di pensare seriamente all’adeguamento numerico del personale in servizio presso l’Area detentiva, ridotto di troppe unità nell’ultimo periodo e, se non dovessero essere emessi provvedimenti urgenti in materia, di concerto con le altre OO.SS., procederemo con manifestazioni di protesta ad oltranza, in linea con lo stato d’agitazione nazionale proclamato dalla sigla per il mancato rientro in sede del personale in esubero nelle sedi extrapenitenziarie”.

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