Zone economiche speciali, la Lombardia approva la proposta di istituire “zone franche” di confine

Il provvedimento verrà mandato al Parlamento, che avrà l’ultima parola. Un ordine del giorno del varesino Luca Marsico, sottoscritto anche dai leghisti Francesca Brianza e Fabio Rizzi, e da Luca Ferrazzi di Maroni presidente, propone l’estensione ai comuni di Malpensa

08 Luglio 2014
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La Lombardia dice sì alla “zona franca” di confine. E allo stesso trattamento economico per i comuni di Malpensa,proposta, quest’ultima, di Forza Italia di Varese, poi sottoscritta anche dai altri consiglieri regionali varesini, sebbene quest’ultimo provvedimento verrà applicato in un secondo momento.

Via libera definito alla Proposta al Parlamento (relatore Marco Tizzoni della Lista Maroni Presidente) per istituire in Lombardia  Zone Economiche speciali (Zes). Il disco verde è arrivato dal Consiglio regionale che nella seduta di oggi ha approvato a maggioranza (39 voti favorevoli, 20 contrari e 1 astenuto) il provvedimento che riguarda la fascia di territori al confine con la Svizzera e che punta a mantenere competitiva l’area lombarda interessata. L’obiettivo è chiaro: evitare che imprenditori e artigiani, richiamati da un regime fiscale vantaggioso della vicina Confederazione Elvetica, trasferiscano fabbriche e attività produttive.

Sul modello dello sconto benzina, le ZES riguarderanno il 65% dei Comuni delle Province di Varese, Como (incluso il Comune di Campione d’Italia)  e Sondrio (pari al 15% di tutti i Comuni lombardi) con un’incidenza del 10% per quanto riguarda la stima delle entrate tributarie. Per il momento la fascia non interesserà i comuni che gravitano su Malpensa o per altre zone della Lombardia ma l’Aula ha approvato tre ordini del giorno della maggioranza (primi firmatari Mauro Piazza del Ncd, Fabio Dotti dei Fratelli d’Italia  e Luca Marsico di Forza Italia) che invitano la Giunta a valutare nella formulazione della Zes ulteriori parametri (geografici, territoriali, occupazionali, economici, filiere produttive e a coinvolgere i  comuni situati a una distanza pari o inferiore a sette chilometri dal confine più prossimo dal sedime dell’aeroporto di Malpensa).

La maggioranza di centrodestra ha votato a favore, mentre Pd, Patto Civico e Movimento 5 Stelle hanno votato contro. Durante il dibattito, la maggioranza (interventi di Francesca Brianza della Lega Nord, Francesco Dotti dei Fratelli d’Italia, Stefano Bruno Galli della Lista Maroni Presidente, Mauro Piazza di Ncd e Luca Marsico di Forza Italia) ha sostenuto che il provvedimento “è un segnale forte e chiaro che renderà i territori confinanti con la Svizzera nuovamente competitivi”, mentre per Pd e Patto Civico (Luca Gaffuri, Enrico Brambilla e Roberto Bruni) il provvedimento  “perché non tiene conto delle altre zone sofferenti che esistono in Lombardia e che di fatto saranno tagliate fuori da azioni di sostengo di rilancio”, mentre per il Movimento 5 Stelle (Dario Violi) ha sottolineato che “al provvedimento è mancata l’analisi omogenea della situazione lombarda dunque questo è solo un provvedimento spot senza benefici”.

Per le imprese delle Zes (nuove o esistenti) si prevedono incentivi alla realizzazione degli investimenti iniziali, agevolazioni fiscali sulle imposte dei redditi (esenzione/riduzione di Irpef e Ires) o imposte locali sulla proprietà, esenzione Iva e imposte doganali sulle attività import-export e, infine, riduzione degli oneri sociali sulle retribuzioni.
In pratica, per quanto riguarda l’agevolazione IRAP per le imprese esistenti sarebbe pari a 400 milioni l’anno. Per quanto riguarda l’IVA si stima un taglio di circa 625MLN di euro l’anno.
Le imprese beneficiarie dovranno rimanere all’interno delle ZES per almeno 5 anni, il personale assunto dovrà essere assunto per il 90% almeno tra i soggetti che ai fini delle imposte sui redditi e anagrafici sono considerati residenti in Regione Lombardia.  e il cumulo delle agevolazioni non potrà superare il 40% del fatturato di ciascun esercizio. Soddisfatto il relatore del provvedimento Marco Tizzoni (Maroni Presidente) : “Questo è un importante segnale che viene dato al mondo produttivo e che testimonia la ferma volontà di Regione Lombardia di farsi parte attiva in un momento di cattiva congiuntura per difendere le aziende e il lavoro lombardo”.

Per portare gli stessi vantaggi ai comuni di Malpensa, è stato approvato un ordine del giorno del consigliere regionale varesino Luca Marsico, che ne è primo firmatario e sottoscritto anche dai consiglieri Luca Ferrazzi, Fabio Rizzi e Francesca Brianza, sulla  proposta di legge parlamentare (PLP) 11 “Istituzione di una Zona Economica Speciale (ZES) nelle aree territoriali della Lombardia confinanti con la Svizzera”.
La proposta mira ad estendere la ZES a tutti i comuni situati ad una distanza pari o inferiore a sette chilometri dal confine più prossimo dal sedime dell’aeroporto di  Milano Malpensa tenuto conto del ruolo e valore strategico dell’area per tutta la Lombardia.
“Sono soddisfatto – sottolinea Marsico – per questo via libera che consente di  estendere il beneficio fiscale ad altri diciannove comuni della provincia di Varese attualmente esclusi da questa agevolazione.
L’estensione della ZES creerebbe, infatti, un miglioramento del tessuto imprenditoriale portando ad un ulteriore sviluppo del territorio, favorire investimenti italiani ed esteri, mantenere l’attuale tessuto produttivo delle piccole e medie imprese con l’auspicabile creazione di nuovi posti di lavoro ed il mantenimento degli attuali”.

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