Villa Mylius, Conte (Pd): “Un progetto vago dall’importo esorbitante”

Il consigliere comunale dei Democratici sottolinea l'ingente investimento comunale per una realizzazione non ancora dettagliata

28 novembre 2015
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villa mylius

Come consuetudine in questi mesi di campagna elettorale, la Giunta Fontana, senza alcun reale coinvolgimento del Consiglio comunale, delle Commissioni competenti e della città, ha bruciato i tempi, annunciando alla stampa la definizione, per i decenni a venire, del futuro di villa Mylius.

Abbiamo a questo proposito qualche giorno orsono lamentato l’assenza di documentazione di dettaglio utile a comprendere i veri risvolti di una decisione imposta dall’alto e appresa solo grazie ai roboanti annunci a mezzo stampa del Governatore Maroni e del Sindaco Fontana.
Il tema in discussione non è certo, né lo è mai stato, la correttezza degli uffici o la loro trasparenza, ma un iter che ha mostrato, per una scelta meramente politica, in ogni suo frangente l’arroganza di una maggioranza che non ha mai ritenuto di aprire un proficuo confronto con la città su un tema sentito, quale il futuro di villa Mylius.
In passato abbiamo, con varie interrogazioni e con la richiesta di convocazione delle Commissioni competenti, proposto le nostre perplessità sugli aspetti economici e gestionali della futura Accademia, sulle spese sostenute dalle diverse parti, sulle finalità realmente pubbliche dell’intervento e sulle possibili ricadute per la città.
In tutta risposta abbiamo sempre trovato il muro eretto da chi ritiene di potere e volere imporre le proprie scelte. La mancata condivisione tuttavia, come dichiarato due giorni fa, non è e non può essere il miglior viatico per un progetto ambizioso per la città.

Entrando nel merito delle decisioni della Giunta si evince che il sin qui troppo vago progetto culturale posto a giustificazione di un così ingente investimento pubblico resta tale, né è stata fatta alcuna chiarezza su quale sarà la reale e precisa attività svolta nell’immobile dato in concessione gratuita per ben 20 anni prolungabili di altri 5.
Resterà inoltre a carico del Comune di Varese la manutenzione del parco ed un indennizzo graverà su di esso in caso di revoca anticipata della concessione.

Quello che più colpisce è tuttavia la ratio di fondo del progetto, ovvero lo snaturamento dello strumento utilizzato. Esso dovrebbe basarsi sulla rinuncia alla piena disponibilità di un immobile attraverso la concessione ad un privato, affinché questi provveda agli investimenti necessari, sgravandone il soggetto pubblico. In questo caso, invece, l’intervento (lievitato nel frattempo dai 4.600.000 del 2013 ai 6.450.600 euro!) sarà quasi interamente finanziato con fondi pubblici.
Perché allora non aprire una gara permettendo ad altri soggetti di partecipare?
Quali e quante opere dovrà sacrificare il Comune di Varese per trovare le risorse utili a garantire la propria partecipazione cresciuta dai 500.000 euro inizialmente previsti agli attuali 1.725.600?

Luca Conte
Consigliere comunale Partito democratico

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