Varesotto: il sindaco di Comerio propone un piano Marshall per l’area prealpina

Silvio Aimetti lancia l'idea di una serie di investimenti per far rinascere l'area

28 agosto 2016
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Silvioaimetti

Egregio Direttore, torniamo da lei in qualità di sindaco e giunta di Comerio per portare l’attenzione su un tema a noi molto caro quale è quello del nostro territorio e del suo futuro.

Il nostro piccolo paese, nei mesi scorsi è salito all’attenzione della cronaca per due tematiche tra loro molto differenti ma che, se viste in un’ottica futura, non lo sono. Un buon, seppur piccolo, progetto di accoglienza dei migranti e la decisione di Whirlpool di lasciare il nostro territorio, due facce della stessa medaglia ? Un po’ si e vorremmo spiegarle perché. E’ indubbio che il nostro territorio stia attraversando una chiara crisi di identità, l’emblema di questo processo regressivo è stata la città di Varese che, specie negli ultimi anni, è stata guidata in modo, a nostro parere miope, senza una chiara visione di medio e lungo termine ma, al contrario, contando su sporadici iniziative e/o aiuti di tipo assistenzialista che piovevano dall’alto, cosa che per una città da molti considerata culla della lega nord, tutto questo potrebbe sembrare una spietata legge del contrappasso di dantesca memoria.

Ma lasciando perdere inutili polemiche politiche vorremmo tornare sul tema principale che è quello del futuro del nostro territorio. E’ oramai a tutti evidente, non solo ai sindaci ma anche ai Cittadini, che l’attuale organizzazione territoriale non rispecchia più le esigenze di cittadini ed imprese, e questo per i motivi più svariati, non ultimo una resistenza dei politici locali a cedere un po’ della loro “sovranità” in cambio di una maggiore qualità ed efficienza dei servizi al cittadino. In alcuni rari casi (es. Maccagno, Pino con Veddasca) , amministratori particolarmente capaci ed illuminati, aiutati dai loro Cittadini, sono stati capaci di ammodernare e rendere più efficienti i servizi, sono stati però casi isolati e in parte osteggiati.

Cosa possiamo fare come amministratori della cosa pubblica per rilanciare in chiave moderna, strategica e inclusiva il meraviglioso territorio che circonda il nostro capoluogo ? A nostro parere occorre cercare, prima di tutto, di creare un squadra composta da Istituzioni e Università (abbiamo la fortuna di averne due sul nostro Territorio) che riprogettino un’area “prealpina “che si estenda da Tradate sino a Laveno Mombello, con Varese come fulcro, sulla quale crediamo possano essere attivati tre diverse tipologie di collaborazioni (si chiamino esse Fusioni, Unioni, Accordi di programma o che dir si voglia) tra amministrazioni comunali:

– La prima collaborazione, diciamo operativa come già avviene in alcuni, è tra amministrazioni limitrofe che potranno gestire in maniera sinergica i servizi socio-educativi, la polizia locale, la sicurezza del cittadino , ed i servizi di natura più quotidiana (es. raccolta rifiuti), diciamo che la scala di aggregazione è quella che dovrebbe andare da circa 5000 fino a 20000 abitanti.

– Il secondo tipo di collaborazione è quello più correlato alla gestione del territorio ed allo sviluppo dello stesso, i PGT dovranno essere armonizzati, le imposte rese più omogenee, il trasporto pubblico coordinato, i servizi sanitari distribuiti in modo efficiente. La scala di aggregazione dovrebbe essere compresa tra i 20.000 ed i 50.000 abitanti.

– Il terzo tipo di collaborazione, dovrebbe essere quella che permetta al territorio di fare un reale e significativo salto di qualità, rilanciando settori attualmente in preda ad una crisi di identità, le aziende manifatturiere, il turismo e la cultura hanno bisogno di una visione politica di insieme che sappia ridare una nuova vocazione al territorio. Per fare questo serve sicuramente una leadership territoriale, e chi più di Varese potrà assolvere questo compito. La scala di aggregazione per progetti strategici di questo tipo dovrebbe essere quella tra i 150.000 e i 200.000 abitanti.

Negli scorsi mesi si è sentito parlare di ZES (Zone Economiche Speciali) e altre forme simili di sviluppo territoriale sovvenzionato, noi siamo convinti che, al contrario, questo piano Marshall di sviluppo decennale del territorio, che dovrebbe ammontare almeno ad una cifra di 200.000.000 € possa essere, con orgoglio aggiungiamo noi, finanziato dalle realtà del territorio facendo leva su : – Riduzione della spesa corrente da parte delle pubbliche amministrazioni a fronte delle economie di scala ricavate dalle prime due tipologie di collaborazioni, in dieci anni la cifra complessiva potrebbe assestarsi a circa 50.000.000 €.

Per arrivare a questa cifra abbiamo considerato come parametro di riferimento la riduzione della spesa corrente effettuata dal nostro Comune ed abbiamo cercato di proiettarla su di una scala più grande:

– Creazione di un a task force tra i Comuni per la partecipazione a bandi regionali, nazionali ed europei per l’ottenimento di 50.000.000 € per il co-finanziamento di alcuni importanti mega progetti strategici di sviluppo del territorio che potranno riguardare: o il recupero in chiave high tech di importanti aree dismesse (l’area whirlpool a Comerio è una di queste, ma ve ne sono altre sulla dorsale Tradate – Laveno Mombello) ed il rilancio delle stesse potenziando i collegamenti tra loro (ferrovie Nord come metropolitana leggera ?) , considerando inoltre la possibilità di interconnessione con la Svizzera, di pari passo dovranno essere realizzate infrastrutture per lo sviluppo capillare della banda ultra-larga, autostrada virtuale di fondamentale importanza per lo sviluppo economico del territorio. o l’avvio di un grande progetto per il recupero del lago di Varese, la tutela idrogeologica del territorio e la creazione di una vasta area verde da destinarsi al recupero dell’agricoltura ed allo sviluppo del turismo ambientale. o la costruzione del nuovo teatro nella città di Varese e il contestuale recupero e valorizzazione dei beni architettonici e culturali presenti in questa area vasta In tutto questo la parte privata imprenditoriale potrà partecipare in modo paritetico a quella pubblica (100.000.000 €), entrando poi nella gestione, tramite convenzioni, dei progetti di sviluppo territoriale.

Quanto e quale potrà essere il ritorno economico sul nostro territorio in termini di benessere e ricchezza prodotta potrà, sin d’ora, essere stimato dalle facoltà universitarie presenti sul nostro territorio, sicuramente però ci sentiamo di affermare che un piano di sviluppo di questo tipo, potrebbe rilanciare le aspirazioni di Varese – città federata, permettendo ai nostri luoghi di tornare protagonisti a livello nazionale non solo dal punto di vista economico come era fino a due decenni fa ma anche sociale e culturale.

La creazione di posti di lavoro nel terziario avanzato permetterà la nascita di altri posti di lavoro (si dice almeno 5 per ogni posto high tech) che richiederanno nuovi addetti, allora si che, oltre agli italiani che potranno trovare piena occupazione, l’accoglienza, che oggi in tanti detestano, potrà permettere di far crescere e sostenere il nuovo benessere che si creerà con questo piano di rilancio. A Varese e al suo territorio occorre ricominciare a sognare e ridiventare artefici del futuro senza più paure, e poi per chiudere con qualche numero, su una popolazione di circa 200.000 abitanti, 200.000.000,00 di € significano 1.000,00 € a testa in 10 anni. Poco più di una caramella al giorno per garantire il rilancio del territorio!

Cordiali saluti

Il Sindaco e la Giunta di Comerio Silvio Aimetti Gianluca Fidanza Fabio Giffoni

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