Varese, un “Giardino della Memoria” per ricordare la Liberazione

I democratici Giampiero Infortuna ed Emilio Corbetta propongono la realizzazione di un'area dedicata alla Resistenza davanti alla Biblioteca comunale. E una serie di altre iniziative

02 settembre 2014
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Un Giardino della Memoria per ricordare la Resistenza. E una serie di altre opere che servano a rendere Varese una città dalla memoria viva.

Queste le proposte dei consiglieri comunali del Pd Giampiero Infortuna ed Emilio Corbetta. Che hanno presentato le iniziative che andranno in discussione in consiglio comunale.

“Si tratta di rivedere l’attuale configurazione di largo Resistenza – spiegano – già deturpata dal punto di raccolta rifiuti e gravata dal posteggio abusivo. Lo scopo è quello di valorizzare questo spazio restituendo importanza al monumento e quindi al suo significato: la centralità della Memoria della Resistenza”. La proposta nello specifico prevede di “nascondere” alla vista il punto rifiuti rispetto alla visibilità del monumento, di eliminare il passaggio di mezzi sul lato destro del monumento, limitando il tratto a ingresso/uscita del palazzo attiguo, di circondare il monumento, sul lato destro e anteriormente con una aiuola e quindi obbligare il traffico da via Bagaini e da via Speroni a transitare sul lato sinistro, a ridosso del muro della casa che insiste su quel lato, eliminando i pochi posteggi previsti.

In più la proposta prevede la realizzazione di un “Giardino della Memoria della lotta di Liberazione”, che sorgerebbe davanti alla Biblioteca, sopra il bunker, “raggruppando i pochi cippi e/o “massi”,  le lapidi (provvedendole di supporto) oggi distribuite sul territorio comunale,  le fotografie, stampate su materiale resistente, di quanto non rimuovibile (esempio murales San Fermo) , di effettuare un elenco (elaborato in forma grafica adeguata) dei luoghi e delle vie dedicate a protagoniste/i e fatti della Resistenza, realizzando una tabellonistica esplicativa che potrebbe essere addossata al muro del palazzo e ripresa anche sotto il porticato di ingresso preparare dei “totem” in metallo povero, da installare in ogni luogo da cui fosse prelevato il manufatto originale”.

“Questo totem – continuano – dovrebbe indicare quanto accaduto nel luogo, rimandare al “giardino della memoria” di cui sopra, riportare l’indicazione degli altri luoghi, per chi volesse raggiungerli”.

Quindi “aggiungere l’apposizione di targhe nei luoghi che furono importanti negli anni della guerra di Liberazione, dalle sedi poliziesche e militari alle sedi “resistenti” ed alle abitazioni dei protagonisti, ove siano ancora erette”.

E “rivedere quanto scritto sui cartelli segnaletici delle vie dedicate a fatti e protagonisti della Resistenza per renderle più esplicative realizzare una pubblicazione per le scuole e la cittadinanza che riprenda il tutto organizzare ogni anno, in prossimità del XV Aprile, una “camminata” della memoria, con partenza e arrivo da largo Resistenza, un percorso di circa 5 ore, con un dislivello di 250 metri. Un’iniziativa seria e certamente valorizzabile dalla collaborazione di associazioni sportive e culturali”.

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